Home FilmFavino è Marchionne: Bellocchio porta al cinema il manager che salvò la Fiat

Favino è Marchionne: Bellocchio porta al cinema il manager che salvò la Fiat

Pierfrancesco Favino interpreterà Sergio Marchionne nel nuovo film di Marco Bellocchio: le riprese inizieranno in autunno, con HBO Max tra i partner produttivi.

by Mauro Terrone

Pierfrancesco Favino sarà Sergio Marchionne. La notizia è arrivata il 1° luglio 2026 durante la presentazione del listino di 01 Distribution a Ciné 2026, dove il progetto è stato confermato con la compagine produttiva composta da Simone Gattoni per Kavac Film, Mattia Mor per Emotion Network e Rai Cinema. A rivelare il nome dell’attore protagonista è stato Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema. Le riprese si svolgeranno tra Canada e Stati Uniti, con inizio previsto in autunno, e al progetto partecipa anche HBO Max.

Il titolo del film, Falcon, non è scelto a caso. Il nome è ispirato al jet privato su cui Marchionne era solito viaggiare, spostandosi continuamente tra Torino e gli altri quartier generali del gruppo. Quella di Marchionne era anche la necessità di poter sempre fumare a bordo, abitudine che ne aveva accompagnato tutta la carriera.

Il film non sarà una cronaca industriale. Come ha precisato Del Brocco, l’obiettivo è costruire il ritratto di un uomo: la sua visione, la sua determinazione, le sue responsabilità e le sue contraddizioni. Sullo sfondo ci sarà però una delle operazioni più audaci della storia economica recente: Marchionne è ricordato per aver trasformato il Gruppo Fiat in una delle aziende automobilistiche a più rapida crescita al mondo, e per aver orchestrato nel 2009 l’alleanza strategica con la Chrysler americana, allora in stato di crisi acuta, con il supporto dei governi americano e canadese.

Nato a Chieti nel 1952 e morto a Zurigo nel 2018, Marchionne era arrivato alla guida del Gruppo Fiat nel giugno 2004 trovandosi di fronte a un’azienda sull’orlo del collasso. All’epoca l’azienda era in profonda crisi e mancava una guida solida. La sua risposta fu un intervento radicale sulla struttura manageriale e una visione industriale che guardava molto oltre i confini italiani.

L’operazione Chrysler rimane il capitolo più clamoroso della sua storia. Nel 2009 iniziarono le lunghe trattative per l’acquisizione di Chrysler, casa automobilistica di Detroit che stava subendo la forte crisi dell’industria dell’auto americana, e l’alleanza tra Fiat e Chrysler ebbe un’importanza tale che fu lo stesso presidente Barack Obama ad annunciarla. Meno di due anni dopo, Chrysler tornò alla redditività; nel 2014 Fiat e Chrysler si fusero in Fiat Chrysler Automobiles, allora il settimo produttore automobilistico al mondo.

Nel 2014 Marchionne assunse anche la presidenza della Ferrari, sostituendo Luca Cordero di Montezemolo. Nel luglio 2018, in seguito a complicazioni post-operatorie, si dimise da tutti i suoi incarichi e morì pochi giorni dopo.

Per Marco Bellocchio, Marchionne rappresenta un caso cinematografico perfettamente in linea con la sua ricerca di figure storiche controverse e potenti. Il regista ha descritto il manager come un uomo che, rientrato in patria dopo le sue imprese americane, fu accolto con ostilità da diverse istituzioni italiane: un “vincitore tragico”, come lui stesso lo ha definito.

La filmografia di Bellocchio è costellata di ritratti ispirati a personaggi reali coinvolti in capitoli bui della storia italiana: Il traditore (2019) con Favino nei panni del collaboratore di giustizia Tommaso Buscetta, Vincere (2009) sulla prima moglie di Mussolini, Buongiorno, notte (2003) ispirato al sequestro Aldo Moro. A questi si aggiunge la serie Portobello, dedicata alla vicenda giudiziaria di Enzo Tortora, attualmente in onda su HBO Max dopo la prima mondiale alla Mostra del Cinema di Venezia.

La scelta di Favino chiude un cerchio: nel film Il traditore Bellocchio aveva già affidato all’attore il volto di Tommaso Buscetta, e quella collaborazione ha prodotto uno dei ruoli più celebrati della carriera del protagonista. Per Falcon, la sfida è ancora più complessa: Marchionne conosceva l’inglese forse meglio dell’italiano, dunque l’attore deve essere perfettamente bilingue, un requisito che rispecchia la natura stessa del personaggio, formatosi tra Chieti, Toronto e Detroit.

La sceneggiatura è stata scritta dallo stesso Bellocchio insieme a Ludovica Rampoldi, Andrea Di Stefano e Stefano Rulli, con la partecipazione di Oliviero Del Papa. Un gruppo di autori che copre esperienze diverse, dal cinema d’autore alla narrativa internazionale, a conferma dell’ambizione del progetto.

Bellocchio ha sintetizzato in modo diretto il motivo del suo interesse: raccontare un italiano che sfida in America due giganti come GM e Chrysler e vince, senza farsi assoggettare, grazie a una genialità, un coraggio e una spietatezza manageriale che salvarono una Fiat che gli esperti consideravano tecnicamente fallita. Una storia di potere, di visione e di contraddizioni, portata sul grande schermo da uno dei maestri italiani che quelle contraddizioni ha sempre saputo raccontare meglio di chiunque altro.

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