Home FilmDiversity, comedy e televisione: quello che ‘E poi c’è Katherine’ dice sul mondo dello spettacolo

Diversity, comedy e televisione: quello che ‘E poi c’è Katherine’ dice sul mondo dello spettacolo

Mindy Kaling scrive e recita, Nisha Ganatra dirige: il film che arriva su Netflix ha più da dire di quanto sembri.

by Grazia Caporale

E poi c’è Katherine non è il titolo di un esperimento coraggioso: è una commedia costruita su fondamenta solidissime che, però, si permette il lusso di essere molto più tagliente di quanto la superficie lasci intuire. Diretto da Nisha Ganatra e scritto da Mindy Kaling, il film è una commedia statunitense del 2019 che oggi trova nuova vita sulla piattaforma Netflix.

Al centro della storia c’è Katherine Newbury, un’acclamata conduttrice di late night show televisivo, al timone di Tonight with Katherine Newbury, uno dei programmi più popolari degli Stati Uniti ma con ascolti in calo. La nuova dirigente della rete, interpretata da Amy Ryan, ha già deciso di sostituirla. Katherine, in un gesto che vuole sembrare apertura ma nasce dalla disperazione, impone al suo staff di scrittura, rigorosamente maschile, di accogliere una voce femminile. Entra così Molly Patel, il personaggio di Kaling: una grande fan di Katherine e un’ex operaia di un impianto chimico, assunta su base triennale di prova.

Il merito principale del film è costruire due protagoniste che non assomigliano ai tipi fissi della commedia americana. Katherine può essere casualmente crudele, Molly può peccare di eccesso di sincerità, ma sono proprio questi difetti a generare tensione drammatica autentica. Il rapporto tra Molly e Katherine, che cresce a scatti e sobbalzi scena dopo scena, racconta di due donne che lottano per restare nella stanza dove si decide tutto.

Emma Thompson costruisce Katherine Newbury con una precisione tecnica raramente vista nel genere. Si tratta di uno dei migliori lavori in assoluto della carriera di Thompson, e dirlo significa qualcosa. Scritto da Kaling espressamente per l’attrice britannica, il ruolo le offre l’opportunità di muoversi su un registro onnicomprensivo che va dal comico al drammatico, con un personaggio che supera il film e potrebbe continuare a esistere oltre. La nomination ai Golden Globe ricevuta da Thompson per la categoria Migliore attrice in un film commedia o musicale alla 77ª edizione non era un omaggio di cortesia.

Un dettaglio che vale la pena conoscere per apprezzare appieno la scrittura: Mindy Kaling ha scritto il ruolo di Katherine Newbury pensando specificamente a Emma Thompson. E si vede. Il personaggio porta in sé qualcosa di inequivocabilmente thompsoniano: la durezza senza infamia, l’intelligenza come scudo, la vulnerabilità che affiora negli angoli.

Sul piano tematico, E poi c’è Katherine non si limita a fotografare la crisi di un talk show. Il film è una pellicola feel-good nel senso migliore del termine, con un commento sovversivo intessuto al suo interno, a volte così sottile da poter sfuggire. Kaling affronta la questione del “politically correct” nella commedia contemporanea non con un saggio, ma con una risposta diretta: chi si lamenta che non si può più ridere di niente, molto spesso non ha più nulla per cui combattere davvero. Alcune delle sequenze più riuscite esaminano perché le battute funzionano, cosa rende una gag virale, le sottigliezze della comicità stessa.

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Il film ha avuto la sua prima mondiale al Sundance Film Festival il 25 gennaio 2019, dopodiché Amazon Studios ha acquisito i diritti di distribuzione statunitense per 13 milioni di dollari, la cifra più alta mai pagata per una distribuzione solo negli USA in quel festival. Un segnale che il mercato aveva riconosciuto qualcosa di raro: una commedia commerciale che non rinuncia alla spina dorsale.

Il film ha ricevuto recensioni positive dalla critica, con elogi per la satira sociale, la sceneggiatura e la performance di Thompson. Non è un film senza difetti: la struttura segue binari abbastanza prevedibili e qualcuno ha notato una certa asimmetria di ritmo. Ma le sue ambizioni vanno oltre l’intrattenimento di superficie, e nella grande maggioranza dei casi le mantiene. Per chi cerca una commedia che sappia essere divertente e pensante allo stesso tempo, E poi c’è Katherine è una delle scelte migliori disponibili oggi su Netflix.

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