Home Curiosità‘The Invite’: perché il film di Olivia Wilde è già il candidato Oscar più atteso del 2026

‘The Invite’: perché il film di Olivia Wilde è già il candidato Oscar più atteso del 2026

Una standing ovation al Sundance, un'asta vinta da A24 e un cast che non si vede spesso insieme: The Invite è già il film da battere.

by Valeria Bernardo

Olivia Wilde arriva al Sundance Film Festival 2026 con il suo terzo lungometraggio da regista e si porta a casa quello che pochi film riescono ad ottenere: una standing ovation e una guerra di offerte che tiene sveglia Hollywood per una notte intera. A24 porta a casa il film per 12 milioni di dollari, battendo la concorrenza di nomi pesanti come Netflix, Neon, Apple e Searchlight. Le altre compagnie si ritirano man mano che le offerte superano i 10 milioni di dollari, anche perché Wilde ha le idee chiare su una cosa: vuole una distribuzione in sala, non una finestra streaming.

The Invite è una commedia americana del 2026 diretta da Olivia Wilde, remake in lingua inglese del film spagnolo del 2020 The People Upstairs di Cesc Gay. L’originale spagnolo, titolo internazionale The People Upstairs, era stato scritto e diretto dallo stesso Gay ed era arrivato a cinque nomination ai Goya Awards e quattro ai Feroz Awards, con radici in un suo testo teatrale. Il materiale di partenza si è dimostrato talmente prolifico da essere già stato adattato in Italia, Svizzera, Francia e Corea del Sud: la versione italiana è uscita nel 2022, quella svizzera nel 2023, quella francese nel 2024 e quella sudcoreana nel 2025. La versione americana è la più ambiziosa sul piano del cast e del budget.

The Invite segue Joe (Seth Rogen) e Angela (Wilde), una coppia il cui matrimonio ha attraversato un momento difficile. I due invitano i vicini del piano di sopra (Penélope Cruz ed Edward Norton) a una cena che non andrà come previsto. La serata si trasforma in una collisione tra la coppia in crisi e i vicini che si rivelano essere scambisti.

Uno degli elementi che più ha colpito la critica internazionale è la scrittura. La sceneggiatura è firmata da Rashida Jones e Will McCormack, già autori di Celeste & Jesse Forever. I dialoghi scivolano sul filo della tensione senza mai cedere alla retorica, costruendo una struttura drammaturgica che deve molto all’impianto teatrale dell’originale ma lo supera nella densità psicologica. Il critico cinematografico di Variety Owen Gleiberman ha definito il film “una bravura dinner-party dramedy che è come Chi ha paura di Virginia Woolf? rifatto come il primo Woody Allen.”

Togliendo i riferimenti ai podcast e alle app di dating, The Invite potrebbe tranquillamente ambientarsi nel 1977, con il suo scontro tra nevrotici ingessati e liberatori che dicono la verità. È un complimento mascherato da critica: significa che il film ha una sostanza che trascende il momento.

Wilde stessa recita al fianco di Seth Rogen, Edward Norton e Penélope Cruz in una commedia di comportamenti che non allenta mai la presa. Il film è stato girato in 23 giorni, in ordine cronologico, un dettaglio produttivo che dice molto sull’approccio quasi teatrale con cui Wilde ha costruito le dinamiche tra i quattro protagonisti.

Dopo la prima al Sundance, The Invite ha ricevuto recensioni generalmente positive: su Rotten Tomatoes il film registra un indice di gradimento del 91% basato su 33 recensioni, mentre Metacritic riporta un punteggio di 77 su 100.

Il critico principale dell’Hollywood Reporter, David Rooney, ha definito il film “immensamente piacevole” e ha scritto di Wilde: “A questo punto è difficile negare che sia davvero una regista di valore.”

Edward Norton e Penélope Cruz sono entrambi nominati quattro volte all’Oscar, con Cruz vincitrice nel 2009 per Vicky Cristina Barcelona. La loro presenza, unita alla regia di Wilde e a una sceneggiatura costruita per resistere alla memoria lunga dell’elettorato dell’Academy, rende The Invite uno dei titoli più seri della stagione premi. Proiettare vittorie è prematuro, ma il pedigree dietro al film è innegabile.

Dietro la macchina da presa, il montaggio è affidato a Yorgos Mavropsaridis in collaborazione con Anthony Boys, mentre la colonna sonora è composta da Devonté Hynes.

Wilde ha dichiarato che il 38% su Rotten Tomatoes ottenuto dal suo film precedente l’ha “liberata” per fare The Invite, descrivendolo come la prova più compiuta della sua voce autoriale. Wilde ha parlato del cast come di “un dono per qualsiasi regista: avere attori così completamente coinvolti in ogni momento.”

Il film è uscito in distribuzione limitata negli Stati Uniti il 26 giugno 2026 tramite A24, con espansione nazionale prevista per luglio. A24 ha già dimostrato in passato di saper trasformare film da salotto in candidati alla notte degli Oscar. La domanda, adesso, non è se The Invite sarà nella conversazione: è per quante categorie.

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