Home Curiosità‘Mezzogiorno e mezzo di fuoco’ è il film più divertente di sempre: l’AFI incorona Mel Brooks a 100 anni

‘Mezzogiorno e mezzo di fuoco’ è il film più divertente di sempre: l’AFI incorona Mel Brooks a 100 anni

Il 28 giugno 2026 l'American Film Institute ha ridisegnato la sua classifica delle commedie per celebrare il centesimo compleanno del re della parodia.

by Valeria Bernardo

Il 28 giugno Mel Brooks ha compiuto cento anni, e l’American Film Institute ha scelto di festeggiarlo in modo tutt’altro che cerimoniale: riscrivendo la storia. L’AFI ha ufficialmente spostato Mezzogiorno e mezzo di fuoco dalla sesta alla prima posizione della sua lista “100 Years…100 Laughs”, proclamandolo il film più divertente di tutti i tempi. Al vertice della classifica c’era, fino a ieri, A qualcuno piace caldo di Billy Wilder. Ora non più.

La motivazione è esplicita e contiene una nota di autoironia istituzionale: secondo quanto dichiarato da Bob Gazzale, presidente e CEO dell’AFI, Brooks aveva da lungo tempo sostenuto che il suo western fosse più divertente del capolavoro di Wilder. “Ha ragione!”, ha dichiarato Gazzale, aggiungendo che l’istituto era felice di “correggere questo torto” nel giorno del centenario del regista.

Regista, attore, sceneggiatore, produttore, compositore e autore teatrale, Brooks rappresenta una figura unica nella storia dello spettacolo americano. Nato a Brooklyn nel 1926 con il nome di Melvin Kaminsky, il padre Maximilian morì di tubercolosi quando Mel aveva tre anni, lasciando la madre Kate a crescere quattro figli da sola in uno dei quartieri più poveri di New York. Da quella Brooklyn senza agi, attraverso la Seconda guerra mondiale e i locali notturni di New York, Brooks ha costruito una carriera straordinaria come regista, attore, sceneggiatore, compositore e produttore, diventando uno dei pochi artisti a vincere tutti e quattro i premi più prestigiosi dello spettacolo americano: Emmy, Grammy, Oscar e Tony, un traguardo noto come EGOT.

Il film al centro di questo riconoscimento è una delle opere più audaci del cinema americano degli anni Settanta. Blazing Saddles è una commedia western satirica del 1974 diretta da Mel Brooks, che ha co-scritto la sceneggiatura con Andrew Bergman, Richard Pryor, Norman Steinberg e Alan Uger, basata su un soggetto di Bergman. Il film ha come protagonisti Cleavon Little e Gene Wilder. La storia mette in scena un corrotto politico che nomina uno sceriffo nero in una cittadina del West, convinto che la provocazione razziale basti a disperdere i suoi abitanti: il piano si ritorce contro di lui, e il film usa quella premessa per smontare, gag dopo gag, i miti fondativi del western americano.

Il film satirizza il razzismo nascosto dietro la mitologia hollywoodiana del Far West, con un eroe che è uno sceriffo nero in una città di soli bianchi. La critica aggregata su Rotten Tomatoes lo descrive come “audace, provocatorio e irresistibilmente comico, una parodia del western volutamente volgare che rappresenta uno dei vertici della carriera di Mel Brooks.”

L’ironia della situazione è che l’AFI, nella sua lista originale delle 100 migliori commedie di sempre, pubblicata nel 2000, aveva posizionato Mezzogiorno e mezzo di fuoco al sesto posto. La riorganizzazione attuale viene definita dall’istituto stesso come “onoraria”, un gesto esplicito di omaggio a un autore vivente che compie un secolo. Brooks è peraltro l’unico regista con tre film nei primi quindici della lista: oltre al western, figurano anche Per favore, non toccate le vecchiette del 1968 e Frankenstein Junior del 1974.

Nel solo 1974 Brooks scrisse le sue due commedie più celebri: Mezzogiorno e mezzo di fuoco, una versione volutamente ridicola ed esasperata del western, e Frankenstein Junior, una commedia in bianco e nero che riprendeva scenografie, atmosfere e linguaggi dei film classici della Universal dedicati al mostro creato dal dottor Frankenstein. Due film nello stesso anno: una coincidenza che nella storia della commedia non ha precedenti facilmente comparabili.

Il film ottenne tre candidature ai premi Oscar, tra cui quella per la Migliore attrice non protagonista a Madeline Kahn. Non mancano, però, le voci critiche sulla scelta dell’AFI. Chi preferisce Frankenstein Junior come opera più compiuta e universalmente accessibile, chi ritiene che la comicità di Mezzogiorno e mezzo di fuoco mostri qualche segno d’invecchiamento rispetto al momento della sua uscita. Lo stesso Brooks ha dichiarato più volte che il film, scritto a quattro mani con un gruppo di autori tra cui Richard Pryor, difficilmente potrebbe essere prodotto con gli stessi toni oggi.

L’opinione del regista sul proprio lavoro, poi, è più sfumata di quanto la classifica lasci intendere. Brooks ha dichiarato in diverse occasioni che il suo film preferito in assoluto tra quelli che ha realizzato è Le dodici sedie del 1970, opera rimasta ai margini della popolarità e assente dalla lista AFI.

A cento anni Brooks è ancora al lavoro: il suo ultimo progetto è quello di sceneggiatore e produttore esecutivo del sequel fantascientifico Spaceballs: the New One (il seguito di Balle spaziali), previsto per il 2027, in cui riprenderà anche il suo iconico ruolo di Yogurt.

La domanda che l’AFI ha sollevato con questa mossa, volutamente pubblica e volutamente discutibile, è quella più difficile da rispondere nel cinema comico: esiste davvero il film più divertente di sempre? O la risata, più di qualsiasi altra emozione, dipende dal momento storico, dall’età di chi guarda, da ciò che una società è disposta a mettere in discussione ridendo? Mezzogiorno e mezzo di fuoco ha demolito i confini del western, della quarta parete e del buon gusto ufficiale nel 1974. Che lo si metta al primo posto o al sesto, resta uno dei rari casi in cui una commedia ha usato la risata come strumento critico senza chieder permesso a nessuno. Esattamente come il suo autore, ancora in piedi a cento anni.

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