Home FilmJenna Ortega abbandona il gotico e diventa un androide: cosa ci aspetta con ‘Klara e il Sole’

Jenna Ortega abbandona il gotico e diventa un androide: cosa ci aspetta con ‘Klara e il Sole’

Il 22 ottobre arriva al cinema l'adattamento del bestseller di Kazuo Ishiguro: un'intelligenza artificiale, una famiglia spezzata e un regista fuori dalla sua zona di comfort.

by Valeria Bernardo

Jenna Ortega abbandona il gotico e diventa un androide. Per chi la segue da quando Wednesday Addams l’ha consacrata icona generazionale, vederla nei panni di una creatura artificiale dal cuore luminoso è quasi un cortocircuito. Eppure è esattamente questa dissonanza a rendere Klara e il Sole uno degli appuntamenti più interessanti del calendario cinematografico autunnale.

Il film, diretto da Taika Waititi e scritto insieme a Dahvi Waller, è l’adattamento dell’omonimo romanzo del 2021 di Kazuo Ishiguro. Produzione anglo-americana distribuita in Italia da Eagle Pictures, arriverà nelle sale il 22 ottobre 2026. Non è un titolo qualsiasi: è il punto d’incontro tra due premi, uno Nobel e uno Oscar, che non avrebbero potuto sembrare più lontani l’uno dall’altro.

Klara e il Sole è l’ottavo romanzo dello scrittore nippo-britannico Kazuo Ishiguro, pubblicato il 2 marzo 2021. È una storia di fantascienza distopica narrata dal punto di vista di Klara, un’Amica Artificiale alimentata a energia solare, scelta da Josie, una bambina malata, come compagna. Primo romanzo di Ishiguro dopo il Nobel per la Letteratura vinto nel 2017, è stato acclamato dalla critica ed è stato inserito nella longlist del Booker Prize 2021.

Quello che Ishiguro costruisce nel libro è qualcosa di raro: una riflessione accurata e dolorosa su cosa voglia dire essere umani, attraverso la rappresentazione di ciò che umano non è. Klara non è una macchina minacciosa, non è il robot di un film distopico convenzionale. È uno sguardo. Dal suo posto nel negozio, osserva con attenzione il comportamento di chi entra a curiosare e di chi passa sul marciapiede fuori. È proprio questa innocenza percettiva il cuore del libro, e la posta in gioco più alta per l’adattamento.

Klara è un’Amica Artificiale con un solo desiderio: trovare una famiglia. Quando incontra Josie, tra le due nasce un legame immediato e viscerale. Josie ha un rapporto conflittuale con sua madre e ha vissuto una grande perdita, ma l’innocenza stupita e la lealtà incrollabile di Klara iniziano a sanare la famiglia e a portare luce nel complicato mondo della ragazza.

Sullo sfondo, un futuro distopico in cui alcuni bambini vengono geneticamente potenziati per capacità accademiche superiori. Con l’istruzione impartita interamente da tutor digitali a casa, le opportunità di socializzazione si riducono drasticamente e chi può permetterselo compra ai propri figli un’Amica Artificiale. Un mondo riconoscibile. Forse troppo.

Per Jenna Ortega si tratta di un ruolo decisamente diverso rispetto ai personaggi che l’hanno resa celebre negli ultimi anni: dalle prime immagini l’interpretazione appare più delicata, misurata ed emotiva. È una scelta coraggiosa per un’attrice che avrebbe potuto capitalizzare all’infinito sull’identità dark costruita con Wednesday. Invece Ortega sceglie la luce, in senso letterale e figurato.

Accanto a lei, Amy Adams, Mia Tharia, Aran Murphy, Steve Buscemi e Natasha Lyonne. Amy Adams interpreta la madre di Josie: un personaggio segnato dal lutto, alle prese con un amore per la figlia che rischia di trasformarsi in qualcosa di più oscuro. È il tipo di ruolo in cui Adams eccelle, la donna che tiene insieme i cocci con le unghie. Mia Tharia dà volto a Josie, una ragazza adolescente alle prese con la malattia e con il peso di vivere in una società che ha trasformato il talento in merce genetica. Aran Murphy, invece, è al suo esordio cinematografico.

Quello che rende questo progetto così difficile da prevedere è proprio il nome alla regia. Taika Waititi è noto per la sua capacità di fondere generi diversi, dal cinema di supereroi con Thor: Ragnarok alla satira politica con Jojo Rabbit, vincitore dell’Oscar per la migliore sceneggiatura adattata, con uno stile visivo e narrativo riconoscibile. Il suo marchio è l’ironia che smonta il dramma, la commedia che entra di soppiatto nella tragedia.

Ishiguro, al contrario, lavora sull’interiorità silenziosa, sull’emozione trattenuta, sulla rivelazione che arriva in punta di piedi. L’abbinamento tra lo stile registico brillante e ironico di Waititi e la scrittura intimista di Ishiguro ha suscitato fin da subito perplessità e curiosità: non è un’accoppiata ovvia, e proprio per questo rappresenta una delle collaborazioni più insolite degli ultimi anni.

Dalle prime immagini emerge un’opera molto diversa dai lavori più scanzonati del regista neozelandese, che sembra puntare su un racconto intimo e malinconico piuttosto che sull’umorismo che ha caratterizzato i suoi film precedenti. Questo, in sé, è già una notizia. Lo stesso Waititi ha dichiarato che Klara e il Sole potrebbe essere il suo film più drammatico.

A completare il quadro, in giugno 2026 è stato annunciato che Michael Giacchino comporrà la colonna sonora del film, segnando la sua quarta collaborazione con Waititi dopo Jojo Rabbit, Thor: Love and Thunder e Next Goal Wins.

Quello che ci troviamo davanti non è solo l’adattamento di un bestseller. È un film che porta sullo schermo una domanda precisa, quella che Ishiguro pone attraverso gli occhi di una narratrice indimenticabile: cosa significa amare? Nel 2026, con l’intelligenza artificiale entrata prepotentemente nel dibattito pubblico, quella domanda ha smesso di essere metaforica.

Il romanzo esplora la modificazione genetica, la disuguaglianza sociale e le implicazioni etiche dell’intelligenza artificiale, ponendo domande sull’essenza dell’esperienza e delle emozioni umane. Sono temi che il cinema ha spesso trattato con la clava della spettacolarità. Qui, almeno nel testo di partenza, vengono portati con la grazia di chi sa che la verità si nasconde nelle cose piccole.

Waititi avrà il coraggio di restare piccolo?

È questa la domanda che vale la pena portarsi in sala il 22 ottobre.

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