Home HBO MaxRecensione: ‘House of the Dragon 3×02’, La conquista di Approdo del Re e il prezzo del potere: cosa rivela Rhaenyra nell’episodio

Recensione: ‘House of the Dragon 3×02’, La conquista di Approdo del Re e il prezzo del potere: cosa rivela Rhaenyra nell’episodio

Nella seconda puntata della terza stagione, la regina dei Neri prende Approdo del Re quasi senza resistenza, ma il vero costo della vittoria arriva nella sala del trono.

by Mauro Terrone

ATTENZIONE L’ARTICOLO CONTIENE SPOILER

La stagione 3 di House of the Dragon è iniziata nel segno del lutto. Il secondo episodio si apre sull’aftermath della Battaglia del Golfo, che ha portato via Jacaerys Velaryon, figlio ed erede di Rhaenyra. Baela riporta il corpo a Roccia del Drago, dove la regina crolla in un dolore che non riesce ad accettare. La morte di Jace è la goccia che fa traboccare il vaso: Rhaenyra decide di procedere con il piano di riconquista di Approdo del Re, contando sull’appoggio di Daemon e sulla collaborazione, segreta, di Alicent Hightower.

L’episodio si intitola “Queen’s Landing” e il titolo non è casuale.

Con Aemond che ha lasciato Approdo del Re su Vhagar dirigendosi altrove, e con Alicent e Helaena che convincono le guardie a non opporre resistenza, Rhaenyra vola verso la capitale su Syrax. Al suo fianco, Daemon su Caraxes e i nuovi cavalieri di drago Hugh Martello e Ulf il Bianco: ma i loro draghi si riveleranno quasi superflui, perché la caduta della città avviene in modo sorprendentemente rapido.

L’ultimo ostacolo è Ser Rickard Thorne, ma proprio quando la situazione sembra mettersi male per i Neri, la Guardia Cittadina arriva a schierarsi dalla parte di Rhaenyra. Daemon, pur non avendo stretto molte amicizie nel corso della guerra, aveva mantenuto un legame di rispetto con il comandante Ser Luthor Largent. La fedeltà dei Mantelli d’Oro, costruita anni prima proprio da Daemon, si rivela un investimento che ora torna con gli interessi.

Al termine dell’episodio, Rhys Ifans torna nei panni di Otto Hightower in quello che si rivela sia un ritorno atteso che una brevissima ultima apparizione. Come si scopre, il vecchio Consigliere era stato tenuto segretamente nelle segrete della Fortezza Rossa sin da quando Aegon lo aveva destituito come Mano del Re nella seconda stagione, lasciato lì come “dono” da Larys Strong per chiunque fosse tornato a reclamare il trono.

Con Aemond lontano e Aegon in fuga con Larys, Rhaenyra aveva bisogno che cadesse una testa capace di segnalare, senza ambiguità, la fine del governo dei Verdi. Daemon sussurra alla regina che dovrebbe uccidere Otto al posto di Aegon, ricordandole che tutti stanno guardando.

La risposta non è semplice, e l’episodio si cura di non ridurla a mera vendetta. Otto è l’architetto dell’usurpazione, colui che ha installato Aegon sul trono al posto di Rhaenyra: in quanto tale, le sue azioni costituiscono alto tradimento, punibile con la morte. Si tratta, peraltro, di un ribaltamento netto rispetto a quanto era accaduto alla fine della prima stagione, quando Rhaenyra aveva rifiutato di lasciare che Daemon lo giustiziasse a Roccia del Drago, per non voler essere lei a dare fuoco alla guerra civile. Dopo la perdita di due figli, quel tempo è lontano.

Rhaenyra comprende che mostrare clemenza in quel momento potrebbe minare immediatamente la sua autorità e aprire la porta a nuove sfide al suo potere. Incoraggiata da Daemon, prende la dolorosa decisione di condannare Otto a morte. L’esecuzione non è trionfante né soddisfacente: segna il momento in cui Rhaenyra abbraccia pienamente il peso di essere regina, accettando che governare durante la Danza dei Draghi spesso impone scelte impossibili.

Sul piano emotivo, la scena è ancora più complessa. Emma D’Arcy, interprete di Rhaenyra, ha definito la decapitazione di Otto “un momento davvero complesso” e “una sorta di soglia”: è la prima volta che la regina uccide con le proprie mani, e Otto era il migliore amico di suo padre. Come accade quando si perde un genitore, ha spiegato D’Arcy, certe figure diventano inevitabilmente suoi sostituti simbolici.

Rhaenyra segue il principio che chi pronuncia la condanna deve impugnare la spada: ma l’esecuzione non è pulita, e il colpo non recide la testa al primo tentativo, richiedendo un secondo intervento. Una decapitazione maldestra risuona come cattivo presagio: se non riesci a separare nettamente una testa dalle spalle, come puoi governare un regno?

Nel romanzo Fuoco e Sangue, su cui la serie è basata, la vicenda è narrata in modo molto più asciutto. Tutto ciò che il libro dedica all’evento è: “Ser Otto Hightower, che aveva servito tre re come Mano, fu il primo traditore a essere decapitato.” Nella serie, invece, la scelta di far eseguire la sentenza a Rhaenyra personalmente è un cambiamento rispetto alla fonte: nel libro, Otto muore poco dopo la conquista di Approdo del Re, ma in modo del tutto privo di cerimonia.

Immediatamente dopo, Daemon ordina anche l’esecuzione di Jasper Wylde, eliminando un altro pilastro del regime verde e segnalando che i Neri non intendono lasciare spazio ad alcuna forma di resistenza.

Rhaenyra sale sul Trono di Spade con le lacrime agli occhi. Proprio mentre si siede, Alicent e Helaena vengono scortate nella sala del trono: e Alicent vede immediatamente il corpo decapitato di suo padre che insanguina il pavimento.

Olivia Cooke, interprete di Alicent, ha spiegato che il personaggio non sapeva dove si trovasse Otto da tempo e credeva fosse a Vecchia: la vista del padre morto le appare dunque come prova che Otto era prigioniero di Rhaenyra e che questa è stata la sua prima mossa da sovrana. Alicent si sente usata come pedina.

Rhaenyra dovrà ora chiedersi se Alicent abbia davvero avuto parte nell’assenza di Aegon, mentre Alicent non saprà se credere che Rhaenyra e Daemon fossero ignari della prigionia di Otto. La fiducia tra le due ex amiche, già logorata da anni di guerra, esce da questa scena in pezzi.

La conquista di Approdo del Re è un punto di svolta, ma non una conclusione. L’esercito degli Hightower è ancora in marcia verso la capitale, e il principe Daeron Targaryen, figlio minore di Alicent, non si è ancora fatto vedere. Aemond è vivo e comanda il drago più potente del mondo. Attraverso le Terre dei Fiumi, gli eserciti continuano a mobilitarsi, e la cooperazione di Alicent potrebbe ritorcersi contro entrambe le parti.

Rhaenyra siede sul Trono di Spade, ma lo fa dopo aver versato il primo sangue con le proprie mani. Se “Queen’s Landing” dimostra qualcosa, è che nella Danza dei Draghi ogni vittoria porta con sé un prezzo morale insostenibile. Quando Rhaenyra prende finalmente il posto che ritiene suo di diritto, è già chiaro che ogni trionfo in questa guerra ha un costo terribile.

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