Prima che Disney acquisisse Lucasfilm nel 2012 e tracciasse una netta linea di confine tra il canone ufficiale e tutto il resto, l’Universo Espanso di Star Wars era un territorio vastissimo, esplorato per decenni attraverso romanzi, videogiochi e fumetti. Nell’aprile del 2014, Lucasfilm ribattezzò la maggior parte di quell’universo espanso con l’etichetta “Legends”, mantenendo nel canone solo la saga cinematografica degli Skywalker e la serie animata The Clone Wars del 2008. Tutto il resto: non canonico, ma non per questo privo di valore.
Tra i media che più hanno contribuito a costruire quell’universo, i fumetti occupano un posto speciale. Dark Horse Comics acquisì i diritti per pubblicare fumetti di Star Wars e produsse oltre cento titoli fino al 2014. Una produzione imponente, che spazia da epoche ambientate migliaia di anni prima della battaglia di Yavin fino agli eventi successivi al Ritorno dello Jedi. Di quella produzione, cinque serie si distinguono per qualità della scrittura, impatto sul fandom e capacità di aver lasciato tracce visibili nel canone attuale.
- Star Wars: Tales of the Jedi
Tutto ha un’origine, e nell’Universo Espanso quella origine ha un nome preciso. Star Wars: Tales of the Jedi è una delle serie cardine pubblicate da Dark Horse Comics, che comprende storie ambientate in epoche antichissime della galassia. La serie, composta da 35 numeri usciti tra l’ottobre 1993 e il novembre 1998, racconta otto archi narrativi collocati tra 5.000 e 3.986 anni prima della battaglia di Yavin, costruendo le fondamenta storiche dell’Ordine Jedi e dei Sith.
Gran parte della serie ruota attorno alla Grande Guerra dei Sith e ai suoi protagonisti: l’ex Cavaliere Jedi Ulic Qel-Droma, caduto sul lato oscuro, e il Jedi corrotto Exar Kun, che scatena un conflitto su scala galattica. Tom Veitch, che ideò la serie, la concepì come storia ambientata quattromila anni prima del periodo dei film di Star Wars. L’eredità di Tales of the Jedi è concreta: la serie ha ispirato direttamente Star Wars: Knights of the Old Republic, ancora oggi considerato uno dei videogiochi più importanti della saga.

- Star Wars: Dawn of the Jedi
Se Tales of the Jedi risaliva a migliaia di anni fa, Star Wars: Dawn of the Jedi spinse lo sguardo ancora più indietro, in un territorio narrativo fino ad allora inesplorato. La serie, scritta principalmente da Jon Ostrander, funge da prequel assoluto della saga, portando il lettore a 25.972 anni prima della battaglia di Yavin, in un’epoca in cui né l’Ordine Jedi né i Sith esistevano ancora.
Al centro della narrazione c’è l’Ordine Je’daii sul pianeta Tython, predecessore diretto dei Jedi. La serie esplora le radici della Forza prima che venisse suddivisa nella sua dualità luce/oscuro, e segue tre Je’daii Journeyers coinvolti in un conflitto innescato da Daegen Lok, che mira a sovvertire l’ordine stabilito, gettando i semi di quello scisma che, secoli dopo, avrebbe generato i Sith. Dawn of the Jedi, composta da 15 numeri usciti tra il 2012 e il 2014, resta la serie Legends cronologicamente più lontana dagli eventi dei film, e proprio per questo offre una libertà narrativa che poche altre serie hanno potuto permettersi.

- Star Wars: Knights of the Old Republic
Star Wars: Knights of the Old Republic è una serie mensile pubblicata da Dark Horse Comics, iniziata il 25 gennaio 2006 e conclusasi con il suo cinquantesimo numero il 17 febbraio 2010. Scritta da John Jackson Miller, funge da sequel della serie Tales of the Jedi e da prequel del popolare videogioco omonimo.
Ambientata nel 3964 BBY, la serie si concentra su Zayne Carrick, un Padawan dell’Ordine Jedi incastrato per la strage dei suoi compagni di addestramento, i cui veri autori sono i suoi stessi Maestri, membri di una misteriosa Jedi Covenant. È da questa premessa che si sviluppa una delle trame più dense e coinvolgenti dell’intera produzione Legends: un fuggiasco che cerca giustizia, alleanze improbabili, e sullo sfondo le Guerre Mandaloriane che percorrono come una crepa l’intera galassia. La serie ampliò in modo significativo le Guerre Mandaloriane già introdotte nei videogiochi, aggiungendo strati di profondità alla lore del periodo.
La serie ottenne un grande successo tra i fan e durò cinquanta numeri, prima di concludersi nel 2010.

- Star Wars: Heir to the Empire
Pochi personaggi nati in Legends sono riusciti a fare il salto nel canone con la stessa forza di Gran Ammiraglio Thrawn. La sua origine è nei romanzi di Timothy Zahn, e da lì arrivò anche una trasposizione a fumetti in sei numeri, pubblicata tra l’ottobre 1995 e l’aprile 1996, scritta da Mike Baron.
La storia è ambientata cinque anni dopo gli eventi del Ritorno dello Jedi: i resti della flotta imperiale si nascondono dalla Nuova Repubblica, Han Solo e Leia Organa sono sposati e in attesa di gemelli, mentre Luke Skywalker opera come Cavaliere Jedi. Ma la pace è fragile, perché un tattico senza pari è ancora in campo: Thrawn. La serie introduce anche Mara Jade, uno dei personaggi Legends più amati dal fandom, che nelle storie successive avrebbe sposato Luke Skywalker. L’adattamento a fumetti, pur non scritto da Zahn in prima persona, cattura l’essenza strategica e narrativa dei romanzi, rendendolo uno dei fumetti di Star Wars più rappresentativi del periodo.

- Star Wars: Dark Empire
Nessuna serie Legends ha lasciato un’impronta più profonda nell’immaginario di Star Wars di Dark Empire. Scritta da Tom Veitch e illustrata da Cam Kennedy, fu originariamente pubblicata da Dark Horse Comics tra il dicembre 1991 e l’ottobre 1992 come serie limitata in sei numeri.
La saga si svolge sei anni dopo gli eventi del Ritorno dello Jedi e affronta la resurrezione di Palpatine, che aveva ingannato la morte trasferendo il proprio spirito in una serie di corpi clonati. Luke Skywalker cade temporaneamente sul lato oscuro della Forza, affiancando un imperatore che non avrebbe mai dovuto essere ancora vivo. La serie include anche il ritorno di Boba Fett, sfuggito al Sarlacc.
L’uscita di Dark Empire fu enormemente redditizia sul piano commerciale e rilanciò di fatto il programma editoriale dei fumetti di Star Wars. In un senso molto concreto, Dark Empire ebbe un ruolo cruciale nel rivitalizzare Star Wars come franchise e nel dare vita all’Universo Espanso, avviando quasi venticinque anni di narrativa Star Wars targata Dark Horse Comics.
L’influenza della serie nel canone ufficiale è innegabile: dopo l’uscita dell’episodio finale della saga degli Skywalker, diversi critici interpretarono il ritorno di Palpatine come un tributo diretto a Dark Empire, confermato dal fatto che la novelizzazione del film rivela che l’imperatore tornò grazie a un corpo clonato, esattamente come nella serie a fumetti.
Relegata a Legends per questioni di continuità, Dark Empire rimane la dimostrazione più eloquente di quanto quell’universo “non canonico” sia tutt’altro che irrilevante: è la radice da cui molte delle storie più potenti del franchise continuano a germogliare.













