Home FilmDory torna al cinema: Pixar annuncia Loving Dory, il corto che riporta la pesciolina blu sul grande schermo

Dory torna al cinema: Pixar annuncia Loving Dory, il corto che riporta la pesciolina blu sul grande schermo

All'Annecy Animation Film Festival, Pixar ha svelato Loving Dory: un cortometraggio cinematografico con Ellen DeGeneres di nuovo nei panni della pesciolina più amata dello studio.

by Valeria Bernardo

Vent’anni di distanza dal primo film, dieci dal sequel, e adesso un cortometraggio che non prosegue la saga ma la reinterpreta. Pixar ha scelto l’Annecy International Animation Film Festival per annunciare ufficialmente Loving Dory, un nuovo progetto cinematografico ambientato nel mondo di Alla ricerca di Nemo.

La presentazione è arrivata a sorpresa durante la sessione Pixar al festival, dove lo studio ha mostrato le prime immagini di lavoro in corso. Non si tratta di un terzo film della saga: è il primo cortometraggio cinematografico Pixar da diverso tempo, e rappresenta il ritorno a una tradizione che negli ultimi anni si era persa a favore di contenuti su Disney+.

Nel corto, Dory scambia una sacca di plastica per una delicata medusa, e se ne innamora perdutamente, in quella che diventa una storia romantica sempre più ingombrante. Dory, convinta di aver trovato un essere speciale, costruisce con la busta una vera e propria relazione: la porta in giro per l’oceano, la presenta ai suoi amici come il suo nuovo fidanzato, mentre Nemo e Mr. Ray la guardano senza sapere cosa dire.

Il regista ha definito quella con la sacca di plastica “una relazione tossica”, promettendo però un finale ottimista per Dory e per la barriera corallina, con un nodo al tema della spazzatura che finisce per errore in mare.

Alla regia c’è Lou Hamou-Lhadj, già al lavoro sulla serie Pixar Win or Lose, affiancato in produzione da Mary Alice Drumm, produttrice di Elio e Coco. La produttrice ha confermato che Ellen DeGeneres tornerà a prestare la voce a Dory, insieme ad altri membri del cast originale. Sul fronte musicale, il compositore storico della saga Thomas Newman figura come produttore esecutivo, mentre la partitura del corto è affidata a Nami Melumad, già autrice della musica di Dream Productions. La cantante jazz Catherine Russell contribuirà con due ballate originali.

Il corto è realizzato da un team di circa dieci persone ed è completato per circa il 50%.

I cortometraggi sono sempre stati per Pixar un laboratorio di sperimentazione prima ancora che un prodotto di intrattenimento. La grande novità tecnica di Loving Dory è un sistema sperimentale di puppeteering in tempo reale per i personaggi, che Hamou-Lhadj ha ricondotto alle prime animazioni del ciclo di nuoto di Marlin su cui aveva lavorato nel 2007.

Sul piano visivo, le scene quasi ultimate mostrano un’estetica da sogno, con particelle nell’acqua, strati di luce e ombra e profondità di campo che restituiscono un senso di romanticismo nell’aria, anche tra una pesciolina e una busta di plastica.

A oggi Loving Dory non è stato ufficialmente abbinato ad alcun progetto cinematografico preciso. Il team ha confermato che arriverà in sala “presto”, lasciando aperta ogni ipotesi: potrebbe precedere Gatto, la prossima produzione originale Pixar, oppure essere abbinato a un’altra uscita Disney, o persino a una riedizione di un film Pixar già esistente.

Ad Annecy lo stesso festival ha offerto anche le prime scene finite di Gatto, il film diretto da Enrico Casarosa con le voci di Mark Ruffalo e Laurence Fishburne, ambientato a Venezia e incentrato su un gatto nero di nome Nero che si chiede se stia vivendo le vite giuste. Gatto è atteso nelle sale statunitensi il 5 marzo 2027.

Alla ricerca di Nemo, diretto da Andrew Stanton e uscito nel 2003, ottenne un successo enorme al botteghino e vinse il premio Oscar come miglior film d’animazione. Tredici anni dopo, Alla ricerca di Dory ne seguì le orme, incassando oltre un miliardo di dollari. Con Loving Dory, Pixar non cerca un terzo capitolo ma uno spazio più intimo e sperimentale: un corto cinematografico che riporta un personaggio iconico sul grande schermo senza la pressione di un lungometraggio, puntando su ironia, tenerezza e una storia d’amore improbabile che, in qualche modo, dice qualcosa di vero su come siamo fatti.

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