Matt Damon è a poche settimane dall’uscita di uno dei blockbuster più attesi degli ultimi anni. The Odyssey è il nuovo film scritto e diretto da Christopher Nolan, adattamento dell’omonimo poema epico di Omero, in cui Damon interpreta Odisseo, re di Itaca, nel suo lungo e pericoloso viaggio di ritorno a casa dopo la guerra di Troia. Il film è in programma nelle sale americane dal 17 luglio 2026, in IMAX e in altri formati premium. Al suo fianco un cast che include Tom Holland, Robert Pattinson, Lupita Nyong’o, Zendaya e Charlize Theron.
Ma il progetto a cui Damon sta dedicando le energie più profonde in questo periodo non si trova su nessun set cinematografico.
Water.org, la nonprofit co-fondata dall’attore e dall’ingegnere Gary White, ha lanciato Get Blue, una campagna rivolta ai consumatori che punta sul peso commerciale delle grandi aziende per fare più di quanto la beneficenza tradizionale abbia mai potuto. L’iniziativa globale è stata annunciata a Davos il 19 gennaio 2026, con l’obiettivo di accelerare l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari allineando la leadership aziendale, il coinvolgimento dei consumatori e i capitali alle soluzioni di mercato sviluppate da Water.org.
Il contesto che la motiva è di quelli difficili da ignorare. Oggi 2,1 miliardi di persone, quasi una su quattro nel mondo, non hanno ancora accesso ad acqua sicura, mentre 3,4 miliardi non dispongono di servizi igienico-sanitari adeguati. Damon ha deciso circa vent’anni fa di dedicare tempo ed energie all’accesso all’acqua pulita, dopo aver compreso la portata del problema e quanto si intrecciasse con altre questioni globali.

Water.org punta a portare l’accesso all’acqua sicura a oltre 200 milioni di persone entro il 2030 attraverso la propria soluzione collaudata, che aiuta i partner bancari locali a erogare piccoli prestiti alle famiglie. È un approccio che si distingue in modo netto dal modello filantropico classico: invece di donare infrastrutture dall’alto, l’organizzazione mette le famiglie nelle condizioni di finanziarsi autonomamente tubi, pompe e impianti idraulici. Una volta restituiti i prestiti, il denaro viene reimpiegato per aiutare altre famiglie.
L’organizzazione si concentra oggi sui microcrediti, il 90% dei quali va a donne, e che secondo Damon possono garantire accesso all’acqua pulita per tutta la vita a partire da circa 5 dollari. Water.org ha già trasformato la vita di oltre 90 milioni di persone attraverso l’accesso all’acqua sicura e ai servizi igienico-sanitari.
Get Blue fa leva su brand iconici come Gap, Starbucks, Amazon ed Ecolab per trasformare le azioni quotidiane in una forza concreta capace di portare acqua alle famiglie che ne hanno bisogno. La campagna rende semplice la partecipazione di chiunque: attraverso l’acquisto di prodotti in edizione limitata, il coinvolgimento di creator e artisti, e le donazioni dirette.
Per dare visibilità all’iniziativa, Damon ha scelto un registro inaspettato. In un video lanciato a inizio giugno, l’attore tenta una nuova carriera come rapper con il nome d’arte “The Nomad” (che è “Damon” scritto al contrario) e collabora con Hit-Boy, artista e produttore vincitore di un Grammy, e con il produttore e DJ Teddy Walton, anch’egli premiato con un Grammy, per diffondere il messaggio di Get Blue.

A completare l’operazione, una sfida su TikTok con l’hashtag #GetBlue chiede agli utenti di filmarsi mentre cambiano qualcosa di blu e nominano amici a fare lo stesso, sul modello dell’Ice Bucket Challenge.
La scelta dei partner commerciali non è priva di ironia. Gap, Starbucks e Amazon sono tra i fondatori di Get Blue ma sono anche grandi consumatori d’acqua a livello mondiale: Gap Inc. ha consumato 28 miliardi di litri d’acqua nel 2024, ripristinandone solo il 14%, mentre una singola tazza di caffè Starbucks comporta un’impronta idrica virtuale di circa 140 litri. Water.org scommette che integrare Get Blue nell’infrastruttura commerciale permanente di Amazon e Starbucks costruisca qualcosa di più duraturo di una campagna stagionale.
L’obiettivo, in definitiva, è scalare a una velocità che la filantropia da sola non ha mai saputo garantire. E mentre Odisseo affronta ciclopi e sirene sul grande schermo, Matt Damon combatte su un fronte che non prevede intervallo.












