Home FilmMaggie Gyllenhaal guida la giuria di Venezia 83: torna al Lido da presidente dopo l’Osella del 2021

Maggie Gyllenhaal guida la giuria di Venezia 83: torna al Lido da presidente dopo l’Osella del 2021

La Biennale annuncia la composizione completa della giuria internazionale del Concorso: sette personalità del cinema mondiale, quasi tutte autrici e autori.

by Valeria Bernardo

Maggie Gyllenhaal torna al Lido, ma stavolta siederà dall’altra parte della sala. La giuria del Concorso internazionale di Venezia 83 sarà presieduta dalla regista, attrice e sceneggiatrice statunitense, il cui primo film da regista, La figlia oscura, venne presentato proprio alla Mostra portando a casa nel 2021 l’Osella per la sceneggiatura. Un ritorno che ha il sapore di una simmetria: La figlia oscura (titolo originale The Lost Daughter) è l’opera prima scritta e diretta da Gyllenhaal, presentata in Concorso alla 78ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

La giuria internazionale del Concorso è stata definita con una decisione presa dal Cda della Biennale, che ha fatto propria la proposta del Direttore Artistico della Mostra, Alberto Barbera. Insieme a Gyllenhaal, i membri annunciati compongono una giuria quasi integralmente formata da autrici e autori, con due eccezioni: lo studioso e docente a Yale Francesco Casetti, unico italiano del gruppo, e il compositore della colonna sonora di The Brutalist, Daniel Blumberg.

La composizione completa vede al fianco della presidente altri sei nomi di peso internazionale. La giuria sarà composta dalla regista e sceneggiatrice tunisina Kaouther Ben Hania, dal compositore e artista britannico Daniel Blumberg, dal docente universitario italiano Francesco Casetti, dal regista e sceneggiatore francese Xavier Giannoli, dalla regista e sceneggiatrice afgana Shahrbanoo Sadat e dal regista e produttore hongkonghese Johnnie To.

Una giuria con un curriculum pesante

Il profilo di ciascun membro racconta già da solo l’orientamento scelto per questa edizione. Kaouther Ben Hania è forse il nome più “caldo” del lotto: il suo cinema si muove tra finzione e documentario, esplorando spesso i temi del potere e dell’ingiustizia; il suo ultimo film, La voce di Hind Rajab, è stato presentato in Concorso a Venezia, dove ha vinto il Leone d’argento come Gran Premio della Giuria, ed è stato candidato all’Oscar come Miglior film internazionale. In precedenza, il film Quattro figlie aveva vinto l’Œil d’Or a Cannes ed era stato candidato all’Oscar come Miglior documentario. Con L’uomo che vendette la sua pelle, Ben Hania era già entrata nella storia come autrice del primo lungometraggio tunisino mai candidato all’Oscar come Miglior Film Internazionale.

Daniel Blumberg porta in giuria una prospettiva sonora e visiva insieme. Artista, musicista e compositore inglese, classe 1990, è noto soprattutto per la colonna sonora del film The Brutalist del 2024, per la quale ha vinto sia il BAFTA che l’Oscar per la Miglior colonna sonora originale. Compositore e polistrumentista, Blumberg ha percorso un cammino eclettico che lo ha portato a spaziare dal rock alternativo alla musica sperimentale fino alle colonne sonore cinematografiche.

Xavier Giannoli rappresenta la voce del cinema d’autore francese. Nato a Parigi, ha studiato letteratura e ha realizzato diversi cortometraggi, tra cui L’Interview, che ha vinto la Palma d’oro a Cannes nel 1998; tra i suoi lungometraggi figurano Marguerite e Illusioni perdute, che ha ottenuto il César come Miglior film nel 2022.

Shahrbanoo Sadat porta invece uno sguardo raro e prezioso. Regista afgana nata nel 1991, vive ad Amburgo, in Germania, dove si è trasferita dopo la caduta di Kabul nel 2021; sta realizzando un ambizioso ciclo cinematografico in cinque parti ispirato al manoscritto autobiografico inedito del suo amico e collaboratore Anwar Hashimi.

Completa il quadro Johnnie To, maestro del cinema di Hong Kong. Pur essendo profondamente radicato nel mercato cinematografico locale, il suo lavoro ha riscosso un ampio successo internazionale; nell’arco di una carriera pluridecennale è diventato autore di culto, ottenendo il plauso della critica nei principali festival internazionali, con una filmografia in cui spicca la maestria nei generi d’azione e poliziesco.

I premi che la giuria assegnerà

La Giuria di Venezia 83 assegnerà ai lungometraggi in Concorso, senza possibilità di ex-aequo, i seguenti premi ufficiali: Leone d’Oro per il miglior film, Leone d’Argento come Gran Premio della Giuria, Leone d’Argento per la migliore regia, Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile, Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile, Premio Speciale della Giuria, Premio per la migliore sceneggiatura e Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente.

Una giuria che, nella sua composizione, rispecchia un’idea precisa di cinema: autoriale, geograficamente distribuita, attenta alle voci che vengono dalle periferie del mondo. Con Maggie Gyllenhaal a fare da fulcro, la Mostra sceglie di affidarsi a chi conosce il Lido non solo come osservatore, ma come artista che su quella stessa Laguna ha già lasciato il segno.

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