Home NewsTaormina 2026, i vincitori: il film turco che parla di siccità e radici ha convinto anche Jane Campion

Taormina 2026, i vincitori: il film turco che parla di siccità e radici ha convinto anche Jane Campion

Al 72° Taormina Film Festival il dramma di Banu Sivaci fa incetta di premi: miglior film, regia, attore e attrice. L'Italia risponde con Greta Scarano.

by Valeria Bernardo

Al 72° Taormina Film Festival c’è un solo nome che conta: Hear the Yellow. Il film della regista turca Banu Sivaci ha dominato la competizione aggiudicandosi quattro dei premi principali, ovvero miglior film, miglior regia, miglior attore e miglior attrice. Non è un’affermazione, è uno sweep nel senso più netto del termine. E quando una giuria così composita converge senza esitazioni su un’opera sola, qualcosa di significativo è evidentemente accaduto sul grande schermo.

Suna torna al villaggio turco da cui proviene per questioni di famiglia. La sua casa d’infanzia è percorsa da crepe causate dalla siccità, fragile quanto le relazioni tra le persone del posto. In questo scenario arido e carico di tensioni sommerse, Sivaci costruisce un’opera in cui il paesaggio fisico diventa mappa della psiche umana, usando il fenomeno delle voragini carsiche non come dichiarazione politica ma come metafora profondamente personale del crollo interiore.

Presentato in anteprima mondiale alla Berlinale 2026, il film racconta la storia di una cantante che torna da Istanbul al suo villaggio natale, colpito dalla siccità, ritrovando la propria famiglia e le proprie radici in una situazione di grande fragilità. Quello che colpisce, guardando la traiettoria del progetto, è la coerenza: il primo lungometraggio di Sivaci aveva già debuttato a Berlino nella sezione Generation, conquistando poi cinque premi tra cui miglior film e miglior sceneggiatura al Festival di Valencia e miglior regista al Sofia Film Festival. Non ci troviamo davanti a una scoperta dell’ultima ora, ma al consolidarsi di una voce cinematografica già ben definita.

A decretare i vincitori è stata una prestigiosa giuria internazionale presieduta dalla regista premio Oscar Jane Campion, affiancata dall’attrice Holly Hunter, dalla costumista Miyako Bellizzi, dalla casting director Francine Maisler, dal regista Akinola Davies Jr., dalla responsabile marketing di Amazon MGM Studios Sue Kroll e dall’attore italiano Pietro Castellitto.

Una composizione che non è casuale: sguardi diversi per formazione, geografia e ruolo nell’industria. Eppure la decisione è stata unanime, con la giuria che ha dichiarato di aver profondamente apprezzato la possibilità di vedere film provenienti da paesi e lingue diverse. Quello che unisce giurati così eterogenei intorno a un’opera è, di norma, qualcosa che va oltre la tecnica: una necessità narrativa, una verità emotiva difficile da ignorare.

Il dominio di Hear the Yellow non ha lasciato spazio vuoto per il cinema italiano, ma uno spazio preciso: quello del miglior interprete femminile, assegnato ex aequo. Greta Scarano condivide il premio con Selva Erdener per la sua interpretazione in Piccolo Miracolo, nel ruolo di una donna non vedente fieramente indipendente che trova l’amore. Un riconoscimento che arriva con il peso specifico di una ex aequo: non un premio di consolazione, ma una valutazione che la giuria ha ritenuto impossibile sciogliere.

Accanto al concorso ufficiale, il Campus Giovani, composto da oltre trecento studenti e venticinque giovani giurati in collaborazione con ANEC Sicilia e AGIS Sicilia, ha assegnato il Cariddino d’Oro a Good Luck, Have Fun, Don’t Die di Gore Verbinski. Una scelta che dice molto su come le nuove generazioni di spettatori guardano al cinema: con appetito per storie che mescolano generi e confondono i confini narrativi. Piccolo Miracolo di Guido Chiesa ha ricevuto una menzione speciale, e il film dimostra così di aver saputo parlare sia alla giuria ufficiale che a quella composta dai più giovani.

Tra le novità dell’edizione 2026 figurano i riconoscimenti dedicati agli attori emergenti: Berfin Sönmez ha vinto come miglior attrice emergente per il film tedesco Gropiusstadt Supernova, mentre Tut Nyuot si è aggiudicato il premio come miglior attore emergente per la sua interpretazione in Animol.

Il premio ARCA per il miglior cortometraggio è andato a Fili Invisibili di Fabio Schifilliti. La sezione cortometraggi è stata una delle novità più significative di questa edizione, composta da undici opere profondamente legate alla Sicilia, con l’intento dichiarato di valorizzare il territorio e la sua creatività.

La 72ª edizione del Taormina Film Festival si è svolta dal 10 al 14 giugno 2026 con un programma che ha intrecciato cinema, serialità televisiva, musica e incontri culturali. Quello che rimane, oltre ai premi, è la sensazione che il festival abbia ritrovato una direzione chiara: internazionale nella selezione, attento alle nuove voci, capace di portare sotto le stelle del Teatro Antico film che non parlano inglese ma parlano a tutti.

Hear the Yellow ne è la dimostrazione più precisa. Un film turco sulla siccità, sulla famiglia e sulla memoria di un crimine, che vince tutto in una serata siciliana di giugno. Non servono altre conferme.

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