Home DocumentariTina Anselmi torna al cinema: il documentario che racconta la prima donna ministro d’Italia

Tina Anselmi torna al cinema: il documentario che racconta la prima donna ministro d’Italia

Al via le riprese del documentario diretto da Samuele Rossi, prodotto con Rai Documentari, nel decennale della scomparsa della politica veneta.

by Mauro Terrone

La storia di Tina Anselmi non ha mai smesso di parlare al presente. E adesso torna sullo schermo, con il peso e la dignità che merita: sono iniziate le riprese di Per tutte le altre. Vita di Tina Anselmi, documentario diretto da Samuele Rossi che ne ricostruisce la traiettoria umana e politica, dall’adolescenza segnata dalla guerra fino alle battaglie istituzionali che hanno cambiato il volto della Repubblica italiana.

Il 29 luglio 1976, Tina Anselmi venne nominata ministra del Lavoro e della Previdenza sociale nel terzo governo Andreotti, diventando la prima ministra donna nella storia della Repubblica italiana. Un primato costruito su decenni di impegno concreto, lontano da qualsiasi retorica. Ancora ragazza, a diciassette anni, era stata staffetta partigiana della Brigata autonoma Cesare Battisti, forgiata dall’esperienza della guerra, della morte e della lotta contro il nazifascismo. La sua passione politica era nata da un evento preciso e doloroso: il 26 settembre 1944, i nazifascisti avevano costretto un gruppo di studenti, tra cui lei, ad assistere all’impiccagione di trentuno prigionieri catturati durante un rastrellamento sul Monte Grappa. Da quel momento, Tina Anselmi decise di entrare nella Resistenza come staffetta partigiana, con il nome di battaglia Gabriella.

La politica, per lei, fu sempre un atto di presenza e responsabilità, mai un esercizio di potere fine a se stesso. Deputata dal 1968 al 1992, sempre eletta nella circoscrizione Venezia-Treviso, la sua storia parlamentare è costellata di cariche e ruoli di rilievo. Dopo l’esperienza al ministero del Lavoro, fu nominata ministra della Sanità nei governi Andreotti IV e V, e nel 1981, nel corso dell’VIII legislatura, divenne presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla Loggia massonica P2 di Licio Gelli. Dal 1968 al 1992 firmò 475 progetti di legge, tra cui la norma sulla parità di trattamento salariale tra uomini e donne e la legge 833/1978 sul Servizio sanitario nazionale, che cancellò le mutue, introdusse le unità sanitarie locali e affermò l’uguaglianza nell’accesso alle cure.

Il documentario di Rossi raccoglie questa eredità e ne fa materia cinematografica. I primi ciak si sono tenuti a Roma, presso l’Archivio Storico della Camera, e la troupe si sposterà poi a Castelfranco Veneto, città natale di Anselmi. Il film si avvale di materiali d’archivio, del contributo di personalità legate alla figura dell’Anselmi, e della partecipazione di Martina Scrinzi, già protagonista del premiato Vermiglio e recentemente in concorso a Cannes. La produzione è firmata da Samuele Rossi e Giuseppe Cassaro per Echivisivi, in collaborazione con Rai Documentari e con il patrocinio dell’Associazione Tina Anselmi. L’uscita è prevista sulle reti Rai in occasione del decennale della scomparsa della politica veneta, scomparsa il 1° novembre 2016 a Castelfranco Veneto.

Il progetto porta la firma di un autore che ha fatto della memoria civile italiana il centro del proprio lavoro. Con Echivisivi, società di produzione da lui fondata nel 2012 insieme a Giuseppe Cassaro, Rossi ha costruito una filmografia coerente: il documentario Prima della fine. Gli ultimi giorni di Enrico Berlinguer è arrivato in cinquina ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento, segno di un percorso riconosciuto dalla critica e dal pubblico. Rossi ha già firmato biopic su Indro Montanelli, Margherita Hack e Carmelo Bene, confermando una vocazione: restituire al grande schermo le vite di chi ha segnato l’Italia del Novecento.

Definita dai suoi compagni di partito “la Tina vagante” per la sua indipendenza e imprevedibilità, Tina Anselmi è una delle donne che hanno cambiato la storia del paese. Un ritratto che un documentario, per definizione, non può esaurire. Ma può custodire. Ed è esattamente quello che Per tutte le altre si propone di fare.

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