Home FilmGeorge Miller vuole chiudere Mad Max con un film, una serie TV e poi vendere tutto

George Miller vuole chiudere Mad Max con un film, una serie TV e poi vendere tutto

A 81 anni, il regista australiano pianifica il gran finale del suo universo post-apocalittico: un film, una serie TV e poi la cessione dei diritti al miglior offerente.

by Mauro Terrone

George Miller non ha ancora finito con il Wasteland. A 81 anni, il regista australiano che ha inventato Mad Max nel 1979 starebbe lavorando a un piano articolato per chiudere il suo rapporto con la saga post-apocalittica più influente del cinema di genere: un ultimo film, una serie televisiva collegata, e poi la vendita dei diritti della proprietà intellettuale al miglior offerente tra gli studios interessati.

La notizia arriva dal giornalista Matthew Belloni di Puck News, secondo cui Miller si sarebbe recentemente incontrato a Hollywood con diversi studios per discutere quello che è sostanzialmente un piano di uscita dal franchise. Il progetto presentato agli interlocutori includerebbe non solo un nuovo film, ma anche una possibile serie TV ambientata nell’universo di Mad Max.

La prima casa della saga non sarà parte di questa nuova fase. Furiosa: A Mad Max Saga, con Anya Taylor-Joy nei panni della versione giovane del personaggio di Charlize Theron e Chris Hemsworth in quelli del villain, si era rivelato un flop al botteghino, facendo perdere alla Warner Bros. circa 120 milioni di dollari e diventando una delle maggiori perdite del 2024.

Il contrasto con il capitolo precedente è netto. Mad Max: Fury Road aveva vinto 6 Oscar ed era stato nominato anche per la categoria miglior film, costruendo attorno alla saga un’aura di prestigio critico che Furiosa non è riuscita a tradurre in numeri al botteghino. Il prequel del 2024, prodotto con un budget di 168 milioni di dollari, ha incassato complessivamente 174,4 milioni a livello mondiale, un margine risicatissimo che non tiene conto dei costi di distribuzione e marketing.

Con Warner Bros. fuori dai giochi, si apre la corsa tra altri studios. Una volta concluso il suo progetto finale, Miller potrebbe valutare la vendita dei diritti della proprietà intellettuale: se ciò dovesse accadere, il futuro della saga potrebbe cambiare radicalmente, aprendo la porta a nuovi film, spin-off e produzioni televisive sviluppate da altri. Tra i nomi in lizza circolano Amazon, Universal e Sony Pictures, tutti potenzialmente interessati a rilevare un marchio che, nonostante le difficoltà recenti, conserva un’identità visiva e narrativa riconoscibile a livello globale.

La logica industriale di questa operazione è chiara: chi finanzierà il gran finale di Miller erediterebbe un franchise già dotato di storia, estetica consolidata e una base di appassionati fedele. Il futuro della saga potrebbe così aprirsi a nuovi film, spin-off e produzioni televisive gestiti da una nuova proprietà, potenzialmente in grado di costruire un universo espanso partendo dalle fondamenta già poste da Miller nel corso di quasi cinque decenni.

Miller stesso aveva anticipato, in una dichiarazione rilasciata tempo fa, che i progetti non mancano: la saga esiste dal 1979 e il regista ha ribadito più volte di avere storie da raccontare ancora inedite. La questione del protagonista rimane aperta: se Tom Hardy, interprete di Max Rockatansky in Fury Road, potrebbe tornare nel film finale, la scelta dipenderebbe in larga misura da quale periodo della vita del personaggio Miller intende raccontare.

Per il momento non esistono conferme ufficiali, ma una cosa appare chiara: nonostante il no di Warner Bros., George Miller non sembra ancora pronto a lasciare il deserto. Il Wasteland, almeno per ora, ha ancora strade da percorrere.

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