Dwayne Johnson non si limita a recitare in questo film. Lo ha voluto, lo ha prodotto, lo ha spinto. Sul suo canale YouTube, nell’aprile del 2023, annunciò in prima persona che un remake live-action di Oceania era ufficialmente in sviluppo, dichiarando quanto fosse importante per lui riprendere in carne e ossa il ruolo di Maui, così rappresentativo delle sue origini e della sua famiglia. Quel gesto racconta già qualcosa di essenziale: questo non è il solito adattamento costruito a tavolino. È un progetto che nasce da una presa di posizione personale. E questo, per una volta, cambia le carte in tavola.
La pellicola è il remake live-action dell’omonimo film d’animazione del 2016 e vede Catherine Lagaʻaia nel ruolo della protagonista Vaiana e Dwayne Johnson che, oltre a essere co-produttore, ha ripreso il ruolo di Maui dopo averlo doppiato nell’originale animato. Il film arriva proprio in occasione del decimo anniversario del classico Disney. Una coincidenza? Difficilmente. È una scelta di posizionamento narrativo precisa: il live-action non sostituisce l’animato, lo celebra e lo rilancia.
La storia segue la stessa traiettoria del film originale. La principessa Vaiana, figlia del capo tribù dell’isola di Motunui, riceve la chiamata dell’oceano e cresce nutrendo per il mare un profondo amore e una grande passione; scoperta la ricca storia di navigatori del suo popolo e incoraggiata dalla nonna Tala, decide di intraprendere un viaggio oltre la barriera corallina, dove troverà come compagno il famigerato semidio Maui. La struttura è quella. Quello che cambia è la carne, la voce, la fisicità.

A interpretare Vaiana è Catherine Lagaʻaia, giovane attrice alla sua prima grande prova cinematografica. Su di lei ricade il peso più grande: raccogliere l’eredità di un personaggio amato da milioni di persone, costruito con anni di animazione e musica, e farlo vivere in pelle e ossa. Non è una questione di somiglianza. È una questione di presenza, di autenticità, di riuscire a far credere che quella ragazza voglia davvero attraversare l’oceano. Il trailer suggerisce che la scelta sia azzeccata. Il giudizio definitivo, ovviamente, spetta alla sala.
Auliʻi Cravalho, che aveva dato la voce a Vaiana nei film animati, non interpreta la protagonista in questa versione ma è coinvolta come executive producer. Una scelta che dice qualcosa sul rispetto con cui il progetto è stato costruito: la voce originale non viene cancellata, viene inclusa in un ruolo diverso. È un gesto di continuità che conta.
Il cast comprende John Tui nel ruolo del capo Tui, il padre protettivo e autorevole di Vaiana; Frankie Adams nei panni di Sina, la madre forte e determinata della protagonista; e Rena Owen, che interpreta l’amata Nonna Tala, figura centrale nel percorso di crescita della giovane eroina. Non è un cast costruito per riempire spazi: è un ensemble che porta con sé radici culturali precise, con attori originari di Auckland, della Samoa e della Bay of Islands, a conferma dell’attenzione alla rappresentazione autentica della cultura polinesiana.

Thomas Kail è stato annunciato alla regia del film nel maggio del 2023, esordendo per la prima volta dietro la cinepresa di un live-action dopo aver diretto la registrazione cinematografica dal vivo del musical di Broadway Hamilton nel 2020. È una scelta che rivela l’intenzione di Disney: non prendere un regista di blockbuster visivi, ma qualcuno con una sensibilità teatrale e musicale. Oceania è prima di tutto un musical. E Kail sa cosa significa costruire una scena intorno a una canzone.
Lo stesso Kail ha parlato della presenza di “molti nuovi dialoghi, molte nuove battute”, lasciando intendere che la struttura narrativa resterà vicina a quella già conosciuta, ma con più spazio per le relazioni e per il ritmo delle scene. La durata del film sarà di 120 minuti, più lunga rispetto ai 107 minuti del classico animato del 2016. Tredici minuti in più che, nelle intenzioni, servono a respirare meglio le relazioni tra i personaggi.
Sul fronte musicale, il progetto non spezza il filo con l’originale. Oceania include brani originali di Lin-Manuel Miranda, Opetaia Foaʻi e Mark Mancina, oltre a una colonna sonora originale composta da Mancina. Miranda, già autore delle musiche del film animato, torna a mettere la propria firma su questo adattamento: è un fattore di continuità che i fan apprezzeranno e che giustifica le aspettative alte sul comparto sonoro.

Il live-action Disney è da anni un territorio scivoloso. Alcuni adattamenti hanno convinto, altri hanno lasciato la sensazione di essere esercizi commerciali privi di necessità espressiva. Oceania si presenta con credenziali più solide della media: un regista con identità precisa, una sceneggiatura firmata da nomi già legati al franchise originale, con Jared Bush e Dana Ledoux Miller alla scrittura, un cast radicato culturalmente e una componente musicale affidata alle stesse mani del 2016.
Il rischio, come sempre, è che la somma di tutte queste garanzie produca un film corretto ma privo di sorprese. Che il rispetto per l’originale si trasformi in reverenza immobile. Quella tensione, tra fedeltà e necessità di esistere per ragioni proprie, è la vera partita che Oceania dovrà vincere.
Il film arriverà nelle sale italiane il 19 agosto 2026. Vale la pena arrivarci con aspettative calibrate e occhi aperti.












