Home CuriositàOltre 1.500 repliche e 4 Tony Awards: perché la fine di The First Shadow segna una svolta per Netflix

Oltre 1.500 repliche e 4 Tony Awards: perché la fine di The First Shadow segna una svolta per Netflix

Lo spettacolo teatrale prequel di Stranger Things annuncia le date di chiusura definitiva a Londra e a Broadway, con quasi 1,6 milioni di biglietti venduti.

by Valeria Bernardo

Il sipario si sta abbassando sull’ultimo capitolo vivente dell’universo di Stranger Things. Dopo anni di repliche sold out, premi e un pubblico che in molti casi non aveva mai messo piede in un teatro, Stranger Things: The First Shadow ha annunciato ufficialmente le date di chiusura della sua produzione sia nel West End londinese che a Broadway.

Lo spettacolo completerà la sua corsa al Phoenix Theatre di Londra il 27 dicembre 2026, e al Marquis Theatre di Broadway il 3 gennaio 2027. Al momento della chiusura, la produzione avrà girato per oltre tre anni a Londra e per circa un anno e mezzo a Broadway.

Lo spettacolo è ambientato trent’anni prima degli eventi della serie Netflix, e racconta le origini di Henry Creel, il personaggio che sarebbe diventato il villain più temuto dell’intero franchise. La pièce è scritta da Kate Trefry, una delle autrici della serie televisiva, da un soggetto originale dei Duffer Brothers, di Jack Thorne e della stessa Trefry. La regia è firmata da Stephen Daldry, nominato all’Oscar e vincitore di un Tony Award, con Justin Martin come co-regista.

Le anteprime a Broadway sono iniziate il 28 marzo 2025, con l’apertura ufficiale al Marquis Theatre il 22 aprile dello stesso anno.

Quasi 1,6 milioni di biglietti venduti tra West End e Broadway, con oltre 1.500 repliche complessive. Un risultato che assume un significato ulteriore se si considera che questa produzione ha rappresentato il primo ingresso di Netflix nel mondo del teatro.

Sul fronte dei riconoscimenti, lo spettacolo è stato lo spettacolo di prosa più premiato ai Tony Awards del 2025, portando a casa quattro statuette: Best Scenic Design of a Play, Best Lighting Design of a Play, Best Sound Design of a Play e un Tony Award Speciale per le illusioni e gli effetti tecnici. A Londra, la produzione aveva già conquistato gli Olivier Awards per Best Entertainment e Best Set Design, i Critics’ Circle Awards per Best Set Design e Most Promising Newcomer, e il WhatsOnStage Award come Best New Play.

Tra i protagonisti più celebrati, Louis McCartney, diretto dalla produzione del West End, ha ripreso il ruolo di Henry Creel anche a Broadway: per il suo debutto teatrale aveva già vinto il 2024 Stage Debut Award come Best Performer in a Play e il Critics’ Circle Award come Most Promising Newcomer.

Il successo artistico non ha coinciso del tutto con quello finanziario. Secondo alcune stime, la produzione di Broadway sarebbe costata oltre 20 milioni di dollari e non avrebbe recuperato l’intera capitalizzazione. Sul piano critico, i giudizi sono stati contrastanti, sebbene gli effetti speciali abbiano ricevuto consensi pressoché unanimi.

Matt e Ross Duffer, creatori della serie e produttori esecutivi dello spettacolo, hanno voluto ringraziare pubblicamente l’intera squadra artistica. I due hanno sottolineato come il lavoro del team abbia attirato spettatori da tutto il mondo, la maggioranza dei quali non aveva mai assistito a uno spettacolo di Broadway prima di quel momento.

Bela Bajaria, Chief Content Officer di Netflix, ha definito la produzione “una collaborazione senza precedenti tra televisione e teatro”, aggiungendo che è stato “particolarmente gratificante vedere come abbia avvicinato così tante persone alla magia del teatro.”

Con la chiusura di Stranger Things: The First Shadow, si conclude formalmente l’ultimo capitolo attivo di un franchise che ha segnato la cultura pop degli anni Dieci e Venti. La serie televisiva è già terminata, e ora anche la sua unica estensione teatrale si avvia verso il sipario finale. Restano i premi, i record e, per una volta, il teatro come luogo improbabile dove un universo sci-fi ha trovato la sua ultima casa.

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