Home CuriositàDal Buggy di Jeff Ward al Luffy di Iñaki Godoy: il casting di One Piece funziona davvero

Dal Buggy di Jeff Ward al Luffy di Iñaki Godoy: il casting di One Piece funziona davvero

La serie live-action di Netflix ha convinto critica e pubblico anche grazie a scelte di casting precise: ecco i dieci casi in cui attore e personaggio sembrano fatti l'uno per l'altro.

by Valeria Bernardo

Adattare un manga amato da milioni di persone in tutto il mondo è, per definizione, un’operazione ad alto rischio. One Piece, la saga creata da Eiichiro Oda nel 1997 e ancora in corso, porta con sé un fandom appassionato e spesso esigente: tradire lo spirito dell’opera significherebbe perdere subito la parte più fedele del pubblico. Netflix, invece, ha scelto di costruire la sua versione live-action con cura, coinvolgendo lo stesso Oda nel processo creativo.

La stretta collaborazione con il creatore dell’opera originale ha fatto la differenza, garantendo una fedeltà narrativa che raramente si vede in operazioni di questo tipo. Il risultato è stato premiato dai numeri: la seconda stagione, intitolata One Piece: Into the Grand Line, ha conquistato il primo posto nella classifica globale di Netflix per la settimana del 9-15 marzo 2026, registrando 16,8 milioni di visualizzazioni e 136,2 milioni di ore totali viste. Ha raggiunto la prima posizione in mercati chiave come Giappone, Messico, Francia e Italia, entrando nella top 10 in 92 paesi.

Tra i fattori che hanno reso solida questa serie, uno spicca in modo particolare: il casting. Scegliere gli interpreti giusti per personaggi nati su carta e poi diventati iconici nell’animazione è un’arte difficile. Questi dieci attori l’hanno centrata.


Iñaki Godoy nei panni di Monkey D. Luffy

Luffy non è un personaggio semplice da portare in scena. La sua ingenuità, la testardaggine, l’entusiasmo incontenibile rischiano di diventare macchiettistici se non bilanciati da una presenza scenica autentica. Iñaki Godoy trova quell’equilibrio con naturalezza: il suo Luffy è esattamente il capitano dei Pirati di Cappello di Paglia che ci si aspetta, capace di essere allo stesso tempo buffo, commovente e trascinante. Lo stesso Oda aveva ritenuto inizialmente che alcune battute di Luffy non rispecchiassero il personaggio sulla carta, ma ha cambiato opinione dopo aver visto l’interpretazione di Godoy.


Jacob Romero nei panni di Usopp

Jacob Romero non si limita a replicare il bugiardo codardo della fonte originale: ne coglie la traiettoria interiore, quel desiderio di diventare un guerriero coraggioso che convive con la paura di ogni combattimento. La versione live-action amplifica il suo arco narrativo, e Romero rende credibile ogni singola fase di questa evoluzione.


Mikaela Hoover nei panni di Tony Tony Chopper

Una novità importante riguarda Tony Tony Chopper, che nella terza stagione diventerà ufficialmente un membro stabile della ciurma: Mikaela Hoover, che presta la voce al personaggio, è stata infatti promossa a regular della serie. Una promozione meritata: la Hoover gestisce con efficacia le diverse sfumature emotive del personaggio, adattando la voce alla forma in cui Chopper si trova di volta in volta, senza mai perdere la delicatezza di fondo che rende la renna-umana uno dei personaggi più amati della saga.


Lera Abova nei panni di Nico Robin

Robin, conosciuta in questa fase della serie come Miss All Sunday e vice-comandante della Baroque Works, è un personaggio costruito sull’ambiguità. Lera Abova incarna quella qualità con grande precisione: la sua Robin è pericolosa e al tempo stesso affascinante, avvolta in un mistero che invita lo spettatore a volerne sapere di più. Nella terza stagione, Lera Abova tornerà nei panni di Miss All Sunday con una presenza ancora più significativa.


Jeff Ward nei panni di Buggy il Clown

Buggy è tecnicamente un antagonista, ma nella pratica è soprattutto una macchina comica: insulti, battute, reazioni scomposte alla minima offesa al suo ego. Jeff Ward interpreta questo personaggio con un’energia che rende ogni sua scena un’iniezione di divertimento. Il fatto che la serie live-action abbia ampliato il suo ruolo rispetto alla fonte originale è una scelta che ha pagato in termini di ritmo narrativo.


Morgan Davies nei panni di Koby

Morgan Davies porta in scena un Koby che non ha ancora forza fisica, ma trasmette con chiarezza la determinazione che lo definirà. La serie introduce prima del previsto la sua formazione sotto Garp, e questo permette all’attore di suggerire allo spettatore il potenziale del personaggio, senza doverlo dichiarare esplicitamente.


Steven John Ward nei panni di Dracule Mihawk

Steven John Ward assomiglia fisicamente al personaggio in modo quasi sorprendente, ma non è solo una questione estetica. Il suo Mihawk è uno dei Sette Grandi Corsari: un uomo così potente da essersi annoiato di quasi ogni avversario. Ward trasmette quella noia con maestria, lasciando filtrare un barlume di curiosità soltanto nel momento in cui Roronoa Zoro gli offre qualcosa di inaspettato.


David Dastmalchian nei panni di Mr. 3

David Dastmalchian fa parte del cast della seconda stagione nel ruolo di Mr. 3. L’attore porta in scena un personaggio visivamente fedele all’originale e lo riempie di una personalità che oscilla tra il comico e l’inquietante, costruendo un villain che si ricorda. Vale la pena segnalare che Dastmalchian era un appassionato di One Piece già prima di entrare nel cast della serie.


Katey Sagal nei panni della dott.ssa Kureha

La Kureha del live-action è una donna dura, diretta, che non si lascia intimidire da nessuno, nemmeno dall’autorità corrotta di Wapol. Katey Sagal cattura questa durezza senza renderla unidimensionale: nei momenti di vulnerabilità, soprattutto nel rapporto con Chopper, emerge una profondità emotiva che bilancia il personaggio. La sua risata caratteristica, replicata senza cadere nel cartoonesco, è uno dei dettagli tecnici più riusciti della seconda stagione.


Martial T. Batchamen nei panni di Brook

One Piece: Into the Grand Line, la seconda stagione live-action, ha debuttato su Netflix il 10 marzo 2026. La produzione era iniziata nel luglio 2024. Come indicato dal creatore Oda, la stagione copre la storia fino all’arco narrativo del Regno di Drum. Proprio in questo contesto narrativo, la seconda stagione introduce Brook con anticipo rispetto al manga originale, attraverso i flashback legati a Laboon. Martial T. Batchamen ha poche scene a disposizione, ma la sua fisicità e la sua interpretazione musicale bastano a lasciare il segno, costruendo le basi per un personaggio che la serie si augura di sviluppare nei capitoli futuri.


Il cammino della serie non si ferma qui. Netflix ha rivelato il sottotitolo ufficiale della terza stagione, che sarà One Piece: The Battle of Alabasta, con i nuovi episodi previsti per il 2027. Tra i nuovi ingressi attesi figura Xolo Maridueña, che interpreterà Portgas D. Ace, il fratello adottivo di Luffy. Joe Manganiello continuerà a interpretare il pericoloso Crocodile, mentre Lera Abova tornerà come Miss All Sunday, con un ruolo ancora più centrale rispetto alla stagione precedente. Secondo alcune anticipazioni condivise dal cast, la terza stagione avrà un tono leggermente più serio e drammatico: il conflitto ad Alabasta coinvolgerà temi politici e sociali, mettendo i protagonisti di fronte a scelte difficili e a battaglie ancora più intense.

Una terza stagione che si preannuncia come la prova più ambiziosa finora per una serie che, stagione dopo stagione, sta dimostrando che il live-action di un manga può funzionare quando si parte da presupposti seri: rispetto per il materiale originale, collaborazione con l’autore e, soprattutto, il coraggio di scegliere le persone giuste.

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