Ridley Scott torna a interrogare il futuro, e lo fa con la postura di chi non ha più bisogno di dimostrare nulla. Il nuovo trailer di The Dog Stars – Le Stelle Dopo la Fine lascia intuire un film che gioca su un terreno familiare al regista, quello della sopravvivenza come specchio dell’identità, ma sceglie un’angolazione più intima rispetto alle grandi macchine spettacolari degli ultimi anni. Ed è proprio questa promessa di raccoglimento, dentro una cornice post-apocalittica, a rendere il progetto interessante.
L’uscita italiana è fissata per il 26 agosto, distribuita da 20th Century Studios. Il film è tratto dal romanzo di Peter Heller e adattato per lo schermo da Mark L. Smith, sceneggiatore che con Scott aveva già condiviso un certo gusto per gli spazi ostili e i corpi messi alla prova dall’ambiente.
La trama, almeno per quanto lasciato intravedere dal materiale promozionale, ruota attorno a Hig, un giovane pilota interpretato da Jacob Elordi, che vive in un mondo devastato insieme a Bangley, un militare esperto di sopravvivenza, affidato a Josh Brolin. La loro è una convivenza funzionale, una dimora costruita per durare e per difendersi. Poi una trasmissione radio incrina l’equilibrio, e Hig decide di mettersi in viaggio. È lo schema classico del racconto post-apocalittico, ma il fulcro non sembra essere la minaccia esterna: è il bisogno di trovare ancora qualcosa che somigli all’umano.

La scelta di Elordi nel ruolo del protagonista è la mossa più intrigante del progetto. Dopo i ruoli che lo hanno reso un volto generazionale, l’attore australiano si trova qui in territorio diverso, chiamato a reggere un film d’autore su un personaggio che è soprattutto interiorità, silenzi e domande. Brolin, dall’altra parte, porta in dote la fisicità ruvida e quel cinismo amaro che ha già consegnato a tanti suoi personaggi recenti: il contrasto tra i due attori, più che la loro somiglianza, è probabilmente la leva drammatica su cui il film vuole poggiare.
Attorno a loro, un cast di sostegno che merita attenzione: Margaret Qualley, Allison Janney, Benedict Wong e Guy Pearce. Nomi che raramente accettano progetti di pura cornice, e che suggeriscono una mappa di personaggi pensata per dare densità al viaggio di Hig piuttosto che riempire scene di passaggio.
Sul piano della scrittura, l’adattamento di Mark L. Smith parte da un romanzo che ha trovato il suo pubblico proprio per la voce del protagonista, un monologo interiore costante che è insieme inventario di perdite e atto di resistenza poetica. Tradurre quella voce in immagini è la vera scommessa: rinunciare alla densità letteraria significherebbe consegnare un altro post-apocalittico generico, mentre conservarla, magari attraverso una narrazione meno lineare e più sensoriale, potrebbe restituire al genere qualcosa di non scontato. Il trailer suggerisce la seconda strada, ma sarà il film a chiarire quanto Scott e Smith abbiano voluto rischiare.

Il sottotesto, almeno quello dichiarato dalla tagline ufficiale, parla di sopravvivenza come istinto e umanità come scelta. È una formula che riassume bene la posta in gioco: in un cinema saturo di mondi finiti, raccontare la fine non basta più, bisogna raccontare cosa si decide di essere quando non c’è più nessuno a guardarci. Da questo punto di vista, The Dog Stars sembra voler dialogare meno con i blockbuster catastrofici e più con un filone più riflessivo, quello che da La strada in avanti ha trasformato l’apocalisse in una questione morale prima che spettacolare.
Resta da capire se Ridley Scott, regista che negli ultimi anni ha alternato lavori monumentali a film più asciutti, abbia trovato qui un equilibrio nuovo o si sia limitato a esercitare il mestiere su un materiale interessante. Il trailer non scioglie il dubbio, ma fa una promessa precisa: un film che vuole guardare le stelle senza dimenticare il fango. Se manterrà la parola, il 26 agosto potrebbe essere una data più importante di quanto sembri nel calendario di fine estate.












