Home FilmKill Bill 3 e Maya Hawke: perché il nome della figlia di Uma Thurman torna sempre in gioco

Kill Bill 3 e Maya Hawke: perché il nome della figlia di Uma Thurman torna sempre in gioco

Tarantino ha descritto pubblicamente la sua visione per un terzo capitolo di Kill Bill, con Maya Hawke nel ruolo di B.B. Ma tra le dichiarazioni entusiaste e le smentite, il progetto non è mai decollato.

by Valeria Bernardo

Il nome di Maya Hawke e quello di Kill Bill tornano ad essere accostati online, riaccendendo uno dei dibattiti più longevi del cinema contemporaneo. Non si tratta di un annuncio ufficiale: nessun progetto è stato confermato, nessuna ripresa programmata. Eppure il solo abbinamento tra l’attrice, figlia di Uma Thurman ed Ethan Hawke, e la saga firmata da Quentin Tarantino basta a polarizzare l’attenzione dei fan da anni.

La ragione è semplice e ha un preciso punto di origine. Durante un’apparizione al podcast The Joe Rogan Experience, Tarantino aveva discusso la possibilità di un sequel ai suoi due film d’azione. La sua visione era narrativamente coerente con la conclusione del secondo volume: “Penso che si tratterebbe semplicemente di rivisitare i personaggi vent’anni dopo, immaginando la Sposa e sua figlia B.B. dopo vent’anni di pace, e poi quella pace che si spezza e la Sposa e B.B. in fuga.” Il casting ideale, in quel contesto, aveva un nome preciso. Tarantino aveva dichiarato: “L’idea di scritturare Uma e sua figlia Maya sarebbe straordinariamente eccitante.”

Non si trattava solo di una suggestione: il regista e Maya Hawke si conoscono da sempre, e hanno già collaborato. Tarantino aveva già lavorato con la figlia di Thurman, che aveva avuto un ruolo in C’era una volta a… Hollywood nel ruolo di una delle seguaci della Famiglia Manson. La stessa Hawke, interpellata sul tema, non ha mai chiuso la porta. In un’intervista con The Guardian, l’attrice aveva spiegato che i rumor la riguardano da sempre: “Quentin ha i suoi tempi. Farà quello che vorrà, quando vorrà. Ma lo conosco da tutta la vita e se volesse lavorare di nuovo con me, ovviamente lo farei con piacere.”

Il contorno narrativo del possibile terzo capitolo, nel corso degli anni, si è arricchito di dettagli. Tarantino aveva accennato ai personaggi sopravvissuti: Elle Driver è ancora là fuori, Sophie Fatale pure, entrambe in possesso del denaro di Bill. Aveva persino ipotizzato che la gemella di Gogo Yubari potesse fare la sua comparsa. In particolare, il regista ha confermato più volte che il personaggio di Elle Driver è sopravvissuto: nella sceneggiatura originale moriva esplicitamente, ma nel film finale viene lasciata cieca e disorientante in un rimorchio, senza che la sua morte venga mai mostrata.

Sul fronte opposto, però, esiste una sequenza altrettanto lunga di smentite. Tarantino ha dichiarato di voler realizzare un unico altro film, rivelando di aver già terminato la sceneggiatura: quando interrogato su un possibile Kill Bill Vol. 3 con Thurman e Hawke, ha risposto a un quotidiano belga: “Non lo vedo. Il mio ultimo film parla di un critico cinematografico, un critico uomo. E si svolge negli anni Settanta.” Una smentita netta, parte di un pattern che si ripete da anni. La risposta del regista alla domanda sul terzo capitolo di Kill Bill è sempre la stessa: “Non credo succederà mai.”

A Tarantino rimane un solo film prima del suo pianificato ritiro dalla regia. Il regista aveva già flirtato con l’idea in diverse interviste del 2019, ma sembrava improbabile che portasse avanti Kill Bill Vol. 3, volendo che il suo decimo e ultimo film fosse un “epilogo” alla sua carriera.

Quello che emerge, guardando l’insieme delle dichiarazioni nel tempo, è la storia di un progetto che esiste soprattutto come conversazione: tra stop e go, promesse sussurrate e smentite definitive, Kill Bill Vol. 3 è diventato una leggenda metropolitana del cinema d’azione, con le dichiarazioni di Tarantino che hanno ricamato un racconto parallelo: un sequel immaginato, rimandato, infine negato con decisione.

Per i fan, il fascino di questa saga non si esaurisce. L’idea che Uma Thurman e sua figlia Maya possano condividere lo schermo nella stessa storia, con lo stesso regista che le ha plasmate entrambe, resta una delle ipotesi più suggestive che Hollywood non ha ancora smesso di alimentare, anche quando il diretto interessato sembrerebbe aver già detto la sua parola definitiva.

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