C’è un dato che riassume meglio di ogni altro lo stato della serialità italiana, ed è il nome della serie dell’anno ai Nastri d’Argento Grandi Serie 2026: Portobello, diretta da Marco Bellocchio, con Fabrizio Gifuni nei panni di Enzo Tortora. Quando un maestro del cinema d’autore sceglie il formato seriale per raccontare uno dei processi mediatici più dolorosi della storia italiana, e i giornalisti cinematografici lo premiano come il titolo più rappresentativo dell’anno, significa che la televisione italiana non è più il fratello minore del grande schermo.
La cerimonia, andata in scena il 6 giugno al Teatro San Carlo di Napoli, ha confermato proprio questo: una stagione matura e plurale, spalmata in modo equilibrato tra le grandi piattaforme. La Rai porta a casa il drama Prima di noi e soprattutto La Preside, la dramedy nata da un’idea di Luca Zingaretti e diretta da Luca Miniero, che con Luisa Ranieri racconta la storia vera di una preside di Caivano: è il titolo in assoluto più votato dai giornalisti. Netflix risponde con il crime Il Mostro di Stefano Sollima e il film tv Il Falsario, mentre Sky conquista la commedia con la terza stagione di Call My Agent – Italia. A certificare che le nostre serie ormai viaggiano anche all’estero, il premio come protagonista internazionale va a Can Yaman per Sandokan.

Di seguito l’elenco completo dei premiati.
I premi alle serie
- Serie dell’anno: Portobello (Marco Bellocchio)
- Miglior commedia: Call My Agent – Italia, terza stagione (Sky)
- Miglior drama: Prima di noi (Rai)
- Miglior crime: Il Mostro (Netflix)
- Miglior dramedy: La Preside (Rai), anche titolo più votato dell’edizione
- Miglior film tv: Il Falsario (Netflix)
Gli interpreti
- Attore protagonista: Luca Argentero (Avvocato Ligas)
- Attrice protagonista: Carolina Crescentini (Mrs Playmen)
- Attore non protagonista: Corrado Guzzanti (I delitti del BarLume)
- Attrice non protagonista: Benedetta Porcaroli (Zvanì – Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli)
- Protagonista internazionale: Can Yaman (Sandokan)
I premi speciali
- Personaggio dell’anno: Carlo Verdone
- Protagonista Grandi Serie: Luisa Ranieri (La Preside)
- Nastro speciale alla carriera nella serialità: Lino Guanciale
- Nastro speciale alla scrittura: Maurizio de Giovanni, per il doppio anniversario dei vent’anni dal primo romanzo e dei dieci dal debutto seriale con I Bastardi di Pizzofalcone
- Nastro d’Argento SIAE: Ilaria Macchia, sceneggiatura
- Premio Nuovo Imaie ai giovani talenti: Lea Gavino (Guerrieri – La regola dell’equilibrio) e Romano Reggiani (Mare Fuori 6)
- Premio Fondazione Claudio Nobis: Carmine Recano (Noi del Rione Sanità)
- Omaggio alla soap: Un posto al sole (trent’anni) e Il paradiso delle signore (dieci anni)

Cosa aspettarsi adesso
Con le serie archiviate, l’attenzione si sposta sul cinema. I Nastri d’Argento veri e propri, giunti all’ottantesima edizione, assegneranno i loro premi il 24 giugno al Teatro Argentina di Roma: a guidare le candidature è La Grazia di Paolo Sorrentino con nove nomination, mentre il Nastro dell’Anno è già stato assegnato, per la prima volta a una commedia, a Buen Camino di Checco Zalone. Ma se la fotografia della serata napoletana dice qualcosa, è che la serialità italiana non chiede più il permesso a nessuno.












