Home NetflixRecensione: Due Spicci, Zerocalcare chiude la trilogia col capitolo più cupo

Recensione: Due Spicci, Zerocalcare chiude la trilogia col capitolo più cupo

Il terzo lavoro animato di Michele Rech per Netflix è il più adulto e il più amaro. Un thriller di periferia che colpisce nei temi, ma rinuncia a quell'universalità che aveva reso Strappare lungo i bordi un caso.

by Valeria Bernardo

Con Due Spicci, Zerocalcare chiude la trilogia animata cominciata nel 2021 con Strappare lungo i bordi e proseguita con Questo mondo non mi renderà cattivo. E lo fa scegliendo la strada più rischiosa: quella del capitolo più adulto, più cupo e, va detto, meno facile da abbracciare per tutti.

La premessa abbandona in parte la comicità nevrotica delle prime due serie. Zero e Cinghiale, ormai quarantenni, gestiscono insieme un piccolo locale a Roma. Quando dai conti iniziano a sparire dei soldi, tra debiti e usura, la loro vita precipita in fretta in una specie di thriller di borgata, con la criminalità di quartiere che bussa alla porta e un gruppo di amici fin troppo normali che si ritrova invischiato in qualcosa di più grande di loro. Sullo sfondo torna l’Armadillo, la coscienza di Zero a cui presta la voce Valerio Mastandrea, ma il tono è cambiato.

La cosa più riuscita di Due Spicci è la sua maturità. Sotto la trama criminale, Zerocalcare lavora su temi grossi e li tratta senza sconti: il tempo che passa, i rimorsi di gioventù, la sensazione di essere rimasti fermi mentre il mondo continua a girare. È il ritratto di una generazione che ha smesso di chiedersi cosa farà da grande e ha iniziato a fare i conti con ciò che è diventata.

Il salto di qualità più evidente è nei temi più duri. Il racconto del bullismo, costruito attorno a una delle figure più tragiche mai disegnate da Rech, evita la scorciatoia della vittima a senso unico e mostra invece le conseguenze psicologiche che restano nel tempo. Allo stesso modo, la serie affronta la violenza domestica con una delicatezza rara, restituendo la complessità di chi resta intrappolato in una relazione tossica senza ridurla a uno slogan. E poi c’è Roma, la periferia, che come sempre nei suoi lavori non è una scenografia ma un personaggio, fatto di palazzi che sembrano schiacciare le vite di chi ci abita.

Il limite di Due Spicci è l’altra faccia della sua ambizione. Dove Strappare lungo i bordi parlava a chiunque, perché toccava paure universali, qui il racconto si stringe. Parla soprattutto a chi attraversa la stessa stagione esistenziale dell’autore, i quarant’anni sospesi tra nostalgia e paura del cambiamento, e chi in quella fase non si riconosce rischia di restare a guardare da fuori.

A pesare è anche una certa immobilità. La rassegnazione che è il cuore emotivo della serie, la convinzione dei personaggi che la propria vita non possa più cambiare, è raccontata bene, ma rende il ritmo più statico e meno trascinante. È la serie più consapevole di Zerocalcare, ma anche la più autoreferenziale.

Due Spicci è un’opera che non cerca di piacere a tutti i costi, e questa è insieme la sua forza e il suo limite. È il lavoro più maturo di Zerocalcare, capace di momenti durissimi e di una sincerità che non concede finali rassicuranti, ma è anche il più chiuso, il meno universale, quello che chiede allo spettatore di condividere un preciso punto di vista per arrivare davvero al cuore. Chi ha amato le prime due serie per la loro capacità di parlare a tutti potrebbe trovarlo più freddo. Chi cerca uno sguardo adulto e disilluso sul tempo che passa troverà uno dei racconti più onesti dell’animazione italiana recente. Una chiusura di trilogia coerente, coraggiosa e imperfetta.

SERIE TV
4.5/5

Scheda tecnica

  • Genere: commedia, drammatico
  • Nazione: Italia
  • Uscita: 27/05/2026
  • Stagioni: 1  ·  Puntate: 8
  • Durata: 300 min
  • Piattaforma / Distribuzione: Netflix
  • Produzione / Network: Netflix Animation, Movimenti Production, DogHead Animation
  • Regia: Zerocalcare, Davide Rosio (regia tecnica), Giorgio Scorza (regia tecnica)
  • Sceneggiatura: Zerocalcare
  • Musiche: Giancane

Cast principale

  • Zerocalcare – Doppia se stesso, Sarah, Secco, Cinghiale, Smeralda e Paturnia.
  • Valerio Mastandrea – Doppia l'Armadillo
  • Emanuela Fanelli – Presta la voce a Smeralda nel finale dell'ottavo episodio
  • Maura Marenghi, Daniel Magni e Simone Loforese – Prestano le voci alle comparse e ai personaggi minori.

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