Home NetflixRecensione: RAFA, Netflix entra nell’ultimo anno di Nadal, tra dolore, dubbio e addio

Recensione: RAFA, Netflix entra nell’ultimo anno di Nadal, tra dolore, dubbio e addio

La docuserie in quattro episodi segue Nadal nell'ultimo tentativo di tornare a competere, rivelando l'uomo dietro vent'anni di dominio assoluto.

by Valeria Bernardo

Rafael Nadal ha sempre costruito la sua grandezza in silenzio, lontano dai riflettori che non fossero quelli di un campo da tennis. Per un’icona sportiva globale, ha gestito una vita straordinariamente privata, raramente esponendosi al di fuori del campo. RAFA, la docuserie in quattro episodi ora disponibile su Netflix, è forse il tentativo più riuscito di aprire uno spiraglio su quell’intimità custodita per decenni.

La serie ha debuttato globalmente il 29 maggio, prodotta da Skydance Sports. Diretta da Zach Heinzerling, regista candidato all’Oscar, la serie documenta l’ultimo capitolo della carriera dello spagnolo. Per Heinzerling, l’opportunità di seguire quella che sarebbe potenzialmente diventata la stagione finale di Nadal si è presentata rapidamente: dopo una telefonata dai produttori di Skydance Sports, il regista si è messo in viaggio verso l’Australia per iniziare a girare all’inizio della stagione 2024.

Il contesto in cui prende forma la serie è quello di un ritorno ad alto rischio. Nadal era rientrato dopo un anno di stop, in seguito a un intervento all’anca, tentando un’ultima corsa, forse un ultimo Roland Garros, forse solo una versione competitiva di se stesso. Non era una certezza, ma una scommessa. E il documentario accompagna quella scommessa dall’interno.

Nei quattro episodi, la serie segue Nadal e il team che gli è rimasto accanto nel corso degli anni, mostrando il livello di dedizione, sacrificio e resilienza necessari per restare al vertice. Il tutto attorno alla figura di un campione di 22 titoli del Grande Slam e 14 volte vincitore del Roland Garros, che ha ridefinito il significato stesso della competitività nello sport globale.

Il merito principale di RAFA sta nell’accesso. I quattro episodi portano il pubblico dietro le quinte mentre Nadal lotta per rimettere il corpo in condizione agonistica dopo anni di infortuni, con interviste a chi lo conosce meglio e un ritratto intimo di un atleta che si confronta con i limiti fisici e con l’accettazione che ogni grande storia sportiva deve prima o poi concludersi. Non è un esercizio agiografico: la serie lascia spazio all’incertezza, al dubbio, alla fragilità.

Centrale è la figura dello zio Toni, che ha allenato Nadal fin dall’infanzia. La serie è un profilo di carriera dall’inizio alla fine, che utilizza materiale d’archivio del giovane Rafa e la promessa che mostrava durante la giovinezza; lo zio Toni, che appare anche lui nella serie a rievocarne il lungo regno, porta con sé un’intensità palpabile, avvertita soprattutto nei momenti che rievocano le partite più decisive.

Secondo Heinzerling, “quello che è interessante di Rafa è che si mostra attraverso le azioni più che attraverso le parole.” La sua filosofia di ripresa si fonda su questo: “La fiducia si è costruita lasciandogli lo spazio di fare ed essere chi era, senza intervenire.” È una scelta che si sente nel ritmo della serie, più osservativa che costruita.

Il limite della docuserie, inevitabile per il formato, è la sintesi. Quattro episodi sono sufficienti a coprire un simile percorso? RAFA segue un percorso documentaristico già collaudato ma offre abbastanza sostanza, atmosfera e intervistati da distinguersi, seppur di poco, dai numerosi titoli dello stesso genere. La tentazione del genere è sempre quella di celebrare più che interrogare, e non ne è del tutto immune.

Quello che distingue RAFA dal documentario sportivo standard è la materia prima: la fine. Nadal, 22 titoli del Grande Slam, ha lasciato il tennis professionistico a 38 anni, con la Coppa Davis 2024 come ultimo torneo. La sua ultima partita si è disputata il 19 novembre 2024 a Malaga, nella fase finale della competizione. La serie, girata in presa diretta durante quella stagione, porta il peso di sapere già come va a finire; eppure riesce a mantenere una tensione autentica, quella di un uomo che non sa ancora se sarà l’addio.

Nelle parole di Heinzerling, “è l’unico modo in cui poteva andare: se avesse vinto, avrebbe continuato a giocare finché non avesse perso abbastanza volte da vedere i propri limiti.” È forse la riflessione più onesta che la serie offre su Nadal, e sintetizza meglio di qualsiasi highlight il tipo di campione che è stato.

RAFA non esplora solo i momenti chiave della carriera, ma anche lo sforzo invisibile che ha sostenuto il campione per più di vent’anni. Per chi conosce ogni numero di quella carriera, la serie aggiunge la texture umana che le statistiche non possono dare. Per chi arriva da fuori, offre un punto di ingresso preciso e coinvolgente in una storia che il tennis, da solo, non avrebbe mai potuto raccontare fino in fondo.

SERIE TV
4/5

Scheda tecnica

  • Genere: Docuserie sportiva / Biografico
  • Nazione: U.S.A.
  • Uscita: 29/05/2026
  • Stagioni: 1  ·  Puntate: 4
  • Durata: 226 min
  • Piattaforma / Distribuzione: Netflix Italia
  • Produzione / Network: Netflix Studios, Skydance Sports
  • Regia: Zach Heinzerling

Cast principale

  • Rafael Nadal – (se stesso)
  • Roger Federer – (se stesso)
  • John McEnroe – (se stesso)

Related Articles