Il 4 giugno 2026 He-Man torna al cinema con un’operazione da 200 milioni di dollari prodotta da Amazon MGM Studios e diretta da Travis Knight, già autore di Bumblebee e a lungo legato all’animazione in stop motion targata Laika. Un film attesissimo e insieme rischioso, perché tenta di riportare in vita un’icona degli anni Ottanta nata come linea di action figure e mai davvero capace, sul grande schermo, di trovare la propria forma.
Nei panni del Principe Adam, alter ego dell’eroe di Eternia, c’è Nicholas Galitzine, attore noto soprattutto per ruoli romantici in The Idea of You e Red, White and Royal Blue, qui chiamato a un cambio di registro fisico e narrativo. Accanto a lui Camila Mendes interpreta Teela, mentre Idris Elba veste i panni di Duncan, alias Man-At-Arms. La grande incognita resta Jared Leto nel ruolo di Skeletor, antagonista storico della saga.

La trama prende le mosse dall’infanzia di Adam, allontanato da Eternia quando il regno viene conquistato da Skeletor. Cresciuto sulla Terra, il protagonista finisce per lavorare nelle risorse umane, dettaglio che il film usa come chiave ironica: l’eroe addestrato al combattimento è ora un adulto che risolve i conflitti con le parole. La riscoperta della sua spada lo riporta a Eternia, dove dovrà affrontare il suo passato e le forze del male.
Le reazioni della critica internazionale sono nettamente divise. Da una parte chi parla di occasione mancata, sottolineando una durata di 143 minuti percepita come eccessiva, un tono incerto tra parodia e avventura epica, scene d’azione confuse e una chimica debole tra i protagonisti. In questa lettura il film viene accostato ad altri tentativi falliti di lanciare franchise da grande budget, con preoccupazioni anche sulle previsioni al botteghino.

Dall’altra parte c’è chi difende la pellicola proprio per la sua autoconsapevolezza. Travis Knight e la sua squadra sembrano accettare la natura giocattolesca del materiale di partenza: nomi come Ram-Man, Fisto, Mekaneck ed Evil-Lyn non vengono presi sul serio, ma trasformati in occasioni comiche. In questa prospettiva il film si avvicina a un omaggio scanzonato, nello spirito che fu di Flash Gordon, con un cuore sincero per l’universo originale.
Il vero punto di convergenza tra le diverse letture è Jared Leto. Il suo Skeletor è descritto come un cattivo teatrale, sopra le righe, con una vena meta-narrativa che strizza l’occhio allo spettatore. Una caratterizzazione che recupera l’energia cartoonesca del personaggio e che, per molti, rappresenta il momento più riuscito del film. Nel cast figurano anche Alison Brie come Evil-Lyn e Kristen Wiig nel ruolo vocale di un droide, oltre a un cameo di Dolph Lundgren, primo He-Man cinematografico nel 1987.

Il film arriva in un momento particolare per Hollywood, in cui le grandi proprietà intellettuali dei decenni passati vengono rilanciate con esiti alterni. Masters of the Universe si inserisce in questa scia, accanto a operazioni recenti legate a Super Mario, Mortal Kombat e al mondo di Star Wars, con la differenza di partire da un brand il cui peso commerciale attuale è molto meno solido. La scommessa di Amazon MGM Studios è quella di trasformare l’eredità di un giocattolo in un possibile nuovo franchise. Da parte nostra abbiamo visto un film gradevole che scivola via piacevolmente malgrado le sue due ore e venti di durata.
Scheda tecnica
Cast principale
- Nicholas Galitzine – Principe Adam Glenn - He-Man
- Jared Leto – Keldor - Skeletor
- Camila Mendes – Teela
- Jóhannes Haukur Jóhannesson – Malcom / Fisto
- Idris Elba – Duncan / Man-At-Arms












