Home CuriositàMeryl Streep vuole ritirarsi dopo aver visto Laurie Metcalf a Broadway

Meryl Streep vuole ritirarsi dopo aver visto Laurie Metcalf a Broadway

Durante la promozione de "Il diavolo veste Prada 2, la tre volte premio Oscar ha ammesso di sentirsi sopraffatta dal talento di una collega.

by Grazia Caporale

Meryl Streep ha vinto tre premi Oscar, ha interpretato personaggi entrati nella storia del cinema e continua a lavorare a settantasei anni con la stessa intensità dei suoi esordi. Eppure, in una recente intervista rilasciata a PEOPLE durante la promozione di The Devil Wears Prada 2, ha detto qualcosa che molti attori in carriera non avrebbero mai il coraggio di ammettere: “Non so recitare. Non so come si fa.”

Non è stata una dichiarazione di facciata. Streep ha spiegato di aver assistito alla ripresa di Broadway di Morte di un commesso viaggiatore la sera prima dell’intervista, e di esserne uscita letteralmente destabilizzata. La causa? La performance di Laurie Metcalf nel ruolo di Linda Loman, la moglie del protagonista Willy Loman nel dramma di Arthur Miller.

“Laurie Metcalf mi ha fatto saltare la testa. Tutti loro, in realtà. Ho pensato: forse è meglio che vada in pensione, perché non riesco a capire come abbia fatto. Che artista.” Queste le sue parole, pronunciate con la stessa precisione narrativa che porta sul set, ma con un’apertura raramente vista in un’attrice della sua statura.

Quello che colpisce non è l’autocritica in sé, perché Streep ha sempre dichiarato di non seguire un metodo rigido, ma la radicalità con cui la mette a nudo. “Entro in ogni progetto senza sapere come lo faranno. Senti, ascolti, raccogli mentre vai avanti. Non ho un metodo. Ma hai la sensazione di sapere cosa devi fare.” È una descrizione quasi artigianale del mestiere, distante anni luce dall’immagine di certezza tecnica che il pubblico proietta su di lei.

Nel corso dell’intervista, Streep ha anche raccontato un retroscena sul set del primo Devil Wears Prada. Per costruire il personaggio di Miranda Priestly, aveva inizialmente tentato di intimidire il cast sul set, restando in personaggio anche fuori dalle scene. L’esperimento non funzionò: gli attori non reagivano come si aspettava. Tornò nel suo trailer, prese i ferri da calza e, come ha detto, “rimasi lì a covare”. Una soluzione solitaria, istintiva e molto distante da qualsiasi ortodossia metodologica.

Laurie Metcalf, settanta anni, ha parlato anche lei del suo rapporto con Linda Loman, il personaggio che ha conquistato Streep. “Non sapevo cosa aspettarmi da Linda Loman”, ha dichiarato. “Non avevo mai pensato a lei in quel modo, come a colei che mette in moto la palla del destino verso il finale.” Una chiave di lettura inedita per uno dei ruoli femminili più complessi del teatro americano del Novecento.

L’episodio racconta qualcosa di preciso sul modo in cui i grandi artisti si misurano tra loro: non con competizione, ma con una forma di stupore che, nei migliori casi, si trasforma in riconoscimento. Streep non ha elogiato Metcalf per cortesia istituzionale. L’ha fatto con quella specificità nel giudizio che si riserva solo a chi capisce davvero di cosa sta parlando.

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