Home NewsNastri d’Argento 2026: Sorrentino da record, Zalone fa la storia della commedia

Nastri d’Argento 2026: Sorrentino da record, Zalone fa la storia della commedia

La grazia di Paolo Sorrentino guida le candidature con nove nomination, mentre Buen camino riceve il Nastro dell'Anno: per la prima volta nella storia del premio va a una commedia.

by Mauro Terrone

L’80ª edizione dei Nastri d’Argento si apre con un segnale preciso: il cinema italiano del 2025 ha avuto un centro di gravità chiamato Paolo Sorrentino e una sorpresa di pubblico chiamata Checco Zalone. I due nomi dominano l’annuncio delle candidature 2026 per ragioni opposte e complementari, e insieme raccontano uno stato di salute del cinema nazionale più articolato di quanto si potrebbe pensare.

Con nove candidature, La grazia è il film più nominato di questa edizione dai Giornalisti Cinematografici Italiani. Sorrentino entra nella cinquina per il Miglior film insieme a 40 secondi di Vincenzo Alfieri, Cinque secondi di Paolo Virzì, Duse di Pietro Marcello e Le città di pianura di Francesco Sossai. Un gruppo di titoli che delinea un panorama variegato, in cui il cinema d’autore convive con opere di genere e sguardi più personali.

Per la Migliore regia, Sorrentino compete con Andrea De Sica (Gli occhi degli altri), Nicolangelo Gelormini (La gioia), Gabriele Muccino (Le cose non dette) e Paolo Virzì (Cinque secondi). La presenza di Virzì in entrambe le cinquine principali conferma come Cinque secondi sia uno dei titoli più solidi della stagione.

Nella sezione Attori protagonisti, Toni Servillo è candidato per La grazia, ritrovandosi ancora una volta a rappresentare il volto più riconoscibile del cinema sorrentiniano. Accanto a lui, Valerio Mastandrea per Cinque secondi, Gabriel Montesi per Ammazzare stanca, Saul Nanni per La gioia e Sergio Romano per Le città di pianura. Tra le protagoniste femminili, Anna Ferzetti è candidata proprio per La grazia, in una cinquina che include Valeria Bruni Tedeschi (Duse), Valeria Golino (La gioia), Aurora Quattrocchi (Gioia mia) e Jasmine Trinca (Gli occhi degli altri).

La notizia più significativa sul piano simbolico riguarda però Checco Zalone. Buen camino, diretto da Gennaro Nunziante, riceverà il Nastro dell’Anno nella serata di premiazione del 24 giugno al Teatro Argentina di Roma. È la prima volta in assoluto che questo riconoscimento va a una commedia: un gesto che i Giornalisti Cinematografici compiono dopo il successo straordinario del film, registrato non soltanto in termini di presenze in sala.

La cerimonia celebra gli 80 anni dei Nastri d’Argento, e scegliere una commedia popolare per il riconoscimento più trasversale dell’edizione ha un peso specifico che va oltre la simpatia per Zalone. Significa, in qualche modo, che il confine tra cinema di qualità e cinema di intrattenimento è meno netto di quanto certa critica voglia far credere.

Tra i Migliori esordi, la cinquina comprende Massimiliano Gallo per La salita, Damiano Michieletto per Primavera, Alberto Palmiero per Tienimi presente, Ludovica Rampoldi per Breve storia d’amore e Margherita Spampinato per Gioia mia. Una selezione che segnala attenzione verso voci nuove, alcune provenienti da percorsi creativi non convenzionali.

Nella categoria Commedia sono candidati Il Dio dell’Amore di Francesco Lagi, La vita va così di Riccardo Milani, Lavoreremo da grandi di Antonio Albanese, Notte prima degli esami 3.0 di Tommaso Renzoni e Oi vita mia di Pio e Amedeo. Per gli attori di commedia, in corsa Giuseppe Battiston, Francesco Colella, Gianni Di Gregorio, Edoardo Leo e Gian Marco Tognazzi; tra le attrici, Beatrice Arnera, Sabrina Ferilli, Dalia Frediani, Claudia Pandolfi e Isabella Ragonese.

Sul fronte della Sceneggiatura, Paolo Sorrentino figura in cinquina accanto a Francesco Bruni, Carlo Virzì e Paolo Virzì (per Cinque secondi), a Giuliano Scarpinato e Benedetta Mori con la collaborazione di Nicolangelo Gelormini (per La gioia), a Riccardo Brun, Mara Fondacaro e Massimiliano Gallo (per La salita) e a Francesco Sossai con Adriano Candiago (per Le città di pianura).

Tra i riconoscimenti tecnici, la Fotografia vede in gara Gogò Bianchi, Daria D’Antonio, Gherardo Gossi, Marco Graziaplena e Fabio Zamarion. La Colonna sonora include lavori di Enzo Avitabile, Stefano Bollani, Michele Braga, Fabio Massimo Capogrosso e Moses Concas. Tra le Canzoni originali, spicca la presenza di Mahmood con Le cose non dette, tratta dall’omonimo film di Muccino, scritta insieme a Marcello Grilli e Paolo Buonvino.

L’appuntamento è per mercoledì 24 giugno, al Teatro Argentina di Roma. Ottanta anni di storia del cinema italiano, con due nomi che, in modi molto diversi, sembrano voler scrivere i prossimi.

Related Articles