Home Apple TV+‘For All Mankind’ si espande: ‘Star City’ porta la corsa allo spazio sovietica su Apple TV

‘For All Mankind’ si espande: ‘Star City’ porta la corsa allo spazio sovietica su Apple TV

Lo spinoff di For All Mankind racconta la corsa allo spazio vista da Mosca: otto episodi, un cast internazionale e un tono da thriller politico.

by Mauro Terrone

Apple TV ha costruito in questi anni una piccola fortezza della fantascienza televisiva, con serie capaci di conquistare pubblico e critica su scala globale. Da oggi, quella fortezza guadagna un nuovo edificio: Star City, spinoff di For All Mankind e primo tassello di un universo sci-fi sviluppato interamente all’interno della piattaforma.

La scelta di partire da For All Mankind non è casuale. La serie, che segue una storia alternativa in cui la corsa allo spazio tra Stati Uniti e Unione Sovietica non si è mai interrotta, è diventata uno dei titoli di punta del catalogo Apple TV. Domani andrà in onda anche il finale della quinta stagione della serie originale, e il lancio di Star City è stato sincronizzato deliberatamente con quell’appuntamento: un passaggio di testimone che segna l’inizio ufficiale di un franchise.

Star City sposta il punto di osservazione. Se For All Mankind guarda la corsa allo spazio dagli occhi americani, il nuovo show entra nel cuore del programma spaziale sovietico, a partire dal 1969, quando l’Unione Sovietica fu la prima a portare un uomo sulla Luna in questa linea temporale alternativa. La serie è stata descritta come un thriller, con un registro narrativo distinto rispetto alla serie madre: meno epico, più claustrofobico, segnato dalla pressione politica e dai meccanismi di controllo di un regime.

Il cast riflette questa ambizione internazionale. Rhys Ifans interpreta il Capo Progettista, figura centrale nel successo della missione lunare sovietica. Anna Maxwell Martin è Lyudmilla Raskova, responsabile della sorveglianza del KGB, uno dei personaggi che più incarnano la tensione tra scienza e potere. Adam Nagaitis e Solly McLeod sono i cosmonauti Valya Markelov e Sasha Polivanov, mentre Priya Kansara porta in scena la scienziata Lakshmi. Ruby Ashbourne Serkis interpreta Tanya Markelova, moglie di uno dei cosmonauti. Nel cast figurano anche Agnes O’Casey, Alice Englert e Josef Davies, nei panni di personaggi già noti ai fan di For All Mankind, qui però interpretati da nuovi attori a causa del salto temporale.

Dietro la macchina da scrivere, lo stesso trio che ha dato vita alla serie originale: Ronald D. Moore, Matt Wolpert e Ben Nedivi, tutti e tre con il ruolo di produttori esecutivi. Wolpert e Nedivi firmano il primo e l’ultimo episodio della stagione, composta da otto puntate. Tra gli altri produttori esecutivi figurano Maril Davis, Andrew Chambliss e Steve Oster.

Apple TV non è nuova ai mondi condivisi: la piattaforma è già coinvolta nel Monsterverse di Godzilla attraverso Monarch: Legacy of Monsters, con altri progetti del franchise in sviluppo. Ma Star City rappresenta qualcosa di diverso: un universo costruito da zero su una proprietà intellettuale interna, con la volontà dichiarata di espanderlo nel tempo. La piattaforma ha già in cantiere altri titoli attesi nella fantascienza, tra cui la terza stagione di Silo e la seconda di Dark Matter, a riprova di una strategia editoriale sempre più orientata al genere.

Quanto durerà questo universo e dove potrà arrivare dipenderà anche da come il pubblico accoglierà Star City. Per ora, la stagione è confermata per otto episodi. Il resto, come spesso accade con i franchise più ambiziosi, si costruisce strada facendo.

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