Nell’autunno del 1958, alcuni spettatori nelle sale britanniche svenivano davanti allo schermo. La colpa, o forse il merito, era di un conte vampiro dai canini affilati, di un rosso sangue mai visto prima al cinema, e di una regia capace di trasformare il gotico europeo in qualcosa di fisicamente perturbante. Quel film era Horror of Dracula, e Christopher Lee ne era il protagonista assoluto: alto, magnetico, feroce. Un Dracula che per la prima volta aveva davvero i denti.
Quasi settant’anni dopo, quel film sta per tornare nelle sale nella sua forma integrale, quella che il pubblico del 1958 non ha mai potuto vedere.
La censura dell’epoca era tutt’altro che simbolica. Il British Board of Film Censors imponeva tagli precisi, e i distributori erano costretti ad adeguarsi per ottenere i certificati di distribuzione. Nel caso di Horror of Dracula, alcune scene particolarmente cruente e alcune sequenze di seduzione ipersessuale furono eliminate prima dell’uscita nelle sale del Regno Unito e degli Stati Uniti. In totale, circa tre minuti di girato andarono perduti per il mercato occidentale.
L’unica versione che rimase intatta fu quella distribuita in Giappone nel 1958, mercato verso cui evidentemente i vincoli censori non si applicarono con la stessa rigidità. Quella copia giapponese è diventata il punto di partenza per ricostruire la versione completa del film.

Le scene mancanti non erano scomparse per sempre: erano sepolte nell’archivio corporativo di Warner Bros., in attesa che qualcuno le cercasse con abbastanza determinazione. È proprio lì che sono state recuperate, grazie a un lavoro di esplorazione archivistica che ha portato alla luce materiale considerato praticamente perduto.
Hammer Film Productions è oggi un marchio sotto l’ombrello di John Gore Studios. È Gore stesso ad aver guidato il processo di recupero e restauro, con l’obiettivo dichiarato di restituire al pubblico la visione originale del regista Terence Fisher. Il film è ora in fase di restauro completo in 4K, e uscirà in sala a ottobre, periodo che non potrebbe essere più appropriato per un titolo del genere.
Non si tratta semplicemente di scene violente aggiunte per compiacere i fan dell’horror più esplicito. Le sequenze recuperate includono nuovi dettagli sulla morte di Dracula e ampliano le scene di seduzione che caratterizzano il personaggio, restituendo una dimensione erotica e predatoria che era parte integrante della concezione originale. Secondo chi ha seguito il restauro, queste scene aggiungono profondità alla figura del conte e chiariscono elementi narrativi che nella versione censurata risultavano incompleti.
Vale la pena ricordare che il Dracula di Bela Lugosi nel 1931 non aveva zanne. Era un personaggio suadente, quasi aristocratico nell’elusività. Lee, invece, volle qualcosa di più fisico, più bestiale, più pericoloso. Quella scelta, che all’epoca sembrò radicale, è oggi considerata uno dei momenti fondativi dell’horror moderno.

Il restauro di Horror of Dracula non è un episodio isolato. John Gore Studios sta lavorando sull’intero catalogo Hammer, che conta 165 titoli tra vampiri, lupi mannari, mummie e creature di ogni tipo. L’obiettivo è passare in rassegna tutto il materiale disponibile, valutare quali film possano beneficiare di restauri o versioni alternative, e trovare nuove modalità di distribuzione per un patrimonio che per decenni è rimasto in parte inaccessibile.
È un lavoro che richiede anni, ma che racconta qualcosa di importante sulla relazione tra il cinema e la memoria culturale. Quello che una generazione considera obsoleto o privo di valore commerciale, la generazione successiva può riscoprire come tesoro. I primissimi anni degli studi cinematografici furono segnati da una distrazione sistematica verso la conservazione: le pellicole venivano considerate materiale di consumo, riutilizzabili o semplicemente eliminabili. Molto è andato perduto per sempre. Nel caso di Horror of Dracula, la fortuna ha voluto che non fosse così.
Horror of Dracula uscirà nelle sale in ottobre nella sua versione restaurata e integrale. Per chi conosce già il film, sarà l’occasione di vederlo nella forma pensata originariamente da Fisher e dal suo team. Per chi non l’ha mai visto, sarà l’occasione di capire perché un film del 1958 viene ancora considerato uno dei pilastri dell’horror cinematografico.
Christopher Lee e Peter Cushing, protagonisti di un duello che attraversa tutto il film, tornano su grande schermo dopo quasi settant’anni. E questa volta, niente è stato tagliato.
