Home NetflixDue Spicci su Netflix: Zerocalcare chiude una trilogia e presenta il conto

Due Spicci su Netflix: Zerocalcare chiude una trilogia e presenta il conto

Dal 27 maggio su Netflix, la nuova serie animata completa una trilogia raccontando cosa resta delle amicizie quando l'età adulta presenta il conto.

by Mauro Terrone

Zerocalcare torna su Netflix il 27 maggio con Due Spicci, nuova serie animata creata, scritta e diretta da lui. Terzo capitolo dopo Strappare lungo i bordi e Questo mondo non mi renderà cattivo, la serie porta a compimento un percorso narrativo che l’autore stesso ha definito una trilogia: stessa voce, stesso universo, ma una maturità diversa nello sguardo.

Al centro della storia ci sono Zero e Cinghiale, impegnati a tenere in piedi un piccolo locale. L’attività fatica economicamente, le vite dei due si complicano su più fronti e il ritorno di una figura legata al passato di Zero rimette in moto questioni mai affrontate fino in fondo. A rendere la situazione ancora più precaria è la deriva di Cinghiale, che finisce invischiato con la malavita: gli amici cercano di aiutarlo, ma farlo significa fare i conti con i propri limiti prima ancora che con quelli altrui.

La tonalità della serie è più cupa rispetto ai capitoli precedenti. La comicità e il ritmo nevrotico dei pensieri restano intatti, così come la romanità usata come codice emotivo prima che geografico. Quello che cambia è la posta in gioco: non si tratta più di sopravvivere all’ansia o di non cedere alla rabbia, ma di capire cosa rimane di un’amicizia quando nessuno ha più vent’anni e le cose belle non bastano a garantire un lieto fine.

Il significato del titolo e la chiusura della trilogia

Il titolo non è solo un’allusione al denaro. Zerocalcare ha spiegato che la serie parla dei “buffi”, termine romano per i debiti, ma intesi in senso molto più ampio: quelli economici e quelli accumulati nelle relazioni, nelle responsabilità evase, nelle cose lasciate in sospeso. È un’idea semplice in superficie, quasi colloquiale, ma capace di contenere l’intera architettura emotiva della serie.

Presentando il progetto al Salone Internazionale del Libro di Torino, l’autore ha dichiarato: «È arrivato il momento in cui tirare le somme, si chiude un cerchio». Ha poi precisato che non si tratta della fine dei personaggi in senso assoluto, ma di una tappa conclusiva nel loro percorso: «L’esistenza dei personaggi non finisce, io l’ho vissuta come una resa dei conti. Non ho alcuna idea su cosa farò dopo».

La traiettoria della trilogia è leggibile con una certa coerenza. Strappare lungo i bordi lavorava sul dolore privato e sul rimpianto. Questo mondo non mi renderà cattivo allargava la prospettiva alla frattura sociale e alla fatica di mantenere una solidarietà collettiva di fronte alla rabbia. Due Spicci raccoglie entrambi questi piani e li spinge verso una domanda più scomoda: cosa succede quando stare insieme non basta più? Zerocalcare ha sintetizzato questa tensione in modo diretto: «Arrivato a 40 anni mi sono accorto che si incontrano situazioni in cui il fatto di stare insieme, essere amici, a volte non basta per avere il lieto fine».

Cast e colonna sonora

L’Armadillo, coscienza ingombrante e voce dell’autore, è ancora doppiato da Valerio Mastandrea. Sul versante musicale, il trailer ufficiale è accompagnato da Ci vuole una laurea, brano inedito di Coez, mentre Giancane firma la nuova sigla Non ti riconosco più. La musica resta, come nelle produzioni precedenti, parte integrante dell’identità della serie: non sottofondo, ma strumento narrativo che dialoga con la memoria generazionale del racconto.

Due Spicci è disponibile su Netflix dal 27 maggio 2026.

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