Home CuriositàPrima di diventare una star, Ryan Gosling veniva rapito dagli alieni in tv

Prima di diventare una star, Ryan Gosling veniva rapito dagli alieni in tv

Trent'anni prima di Project Hail Mary, Gosling faceva i conti con i marziani in una serie canadese che quasi nessuno ricorda.

by Valeria Bernardo

Ryan Gosling ha un rapporto singolare con lo spazio. Non è solo una questione di scelte recenti: a guardare indietro nella sua filmografia, sembra quasi una costante. Ha interpretato Neil Armstrong in First Man, ha recentemente conquistato il pubblico nei panni del dottor Ryland Grace in Project Hail Mary, il kolossal fantascientifico diretto da Phil Lord e Chris Miller che ha dominato le conversazioni cinematografiche degli ultimi mesi. Ma prima di tutto questo, molto prima, c’era un campo di grano canadese, un UFO e una scena di cui lo stesso attore non ricordava nulla.

La storia è emersa durante il press tour di Project Hail Mary, quando Gosling è apparso come ospite al Late Night with Seth Meyers. Il conduttore ha mostrato al pubblico un filmato che l’attore non aveva mai visto: la sua comparsa nel pilot della serie Psi Factor: Chronicles of the Paranormal, andata in onda nel 1996. “Non ricordavo nemmeno di averla girata fino a venti minuti fa”, ha ammesso Gosling davanti alle telecamere, con la stessa nonchalance che lo rende uno degli intervistati più godibili di Hollywood.

Nel clip in questione, un giovane Gosling corre in un campo insieme a un altro ragazzo per sfuggire a una forza aliena. Entrambi vengono fulminati e lasciati a terra mentre l’UFO si allontana. La sequenza, involontariamente comica, ha tutta l’aria di un momento di slapstick fisico che anticipa di vent’anni la vena comica dispiegata in The Nice Guys e Barbie.

Psi Factor: Chronicles of the Paranormal è una serie procedurale canadese creata da Peter Aykroyd, fratello del ben più celebre Dan, noto al grande pubblico per Ghostbusters e The Blues Brothers. Fu proprio Dan Aykroyd, appassionato di fenomeni paranormali e alieni, a ricoprire il ruolo di presentatore della serie: quattro stagioni, 88 episodi totali, debutto nel 1996. Il format seguiva un team di investigatori dell’Office of Scientific Investigation and Research alle prese con casi di attività soprannaturale, in un ibrido tra il procedurale episodico e le sottotrame serializzate.

Il contesto televisivo in cui nacque la serie non era casuale. Dopo il debutto di X-Files nel 1993, le reti erano affamate di misteri fantascientifici e soprannaturali. Psi Factor non raggiunse mai la qualità narrativa di X-Files, né la profondità visiva di Twin Peaks: era, nella migliore delle accezioni, una versione più cheap e popolare di quel filone, con effetti speciali modesti, recitazione sopra le righe e scenari tratti da presunti casi reali di fenomeni paranormali. La prima stagione adottò addirittura uno stile quasi documentaristico, prima che il mockumentary diventasse un linguaggio televisivo diffuso.

Quello che rende la serie interessante, a posteriori, è il suo ruolo di serbatoio di talenti. Tra i volti apparsi nel corso delle quattro stagioni figurano Linda Blair, Margot Kidder, Graham Greene, Emily Hampshire e Alison Pill. E poi lui, Ryan Gosling, che a quell’epoca era già passato per l’All New Mickey Mouse Club, la fucina televisiva che aveva lanciato anche Justin Timberlake e Britney Spears.

La carriera di Gosling ha poi preso strade ben diverse: da Half Nelson al Ryan Reynolds-verse delle grandi produzioni, fino all’Oscar sfiorato più volte. Ma la traiettoria, guardandola adesso, mostra una coerenza quasi bizzarra. Un’abduction aliena in un campo canadese, poi la Luna con Neil Armstrong, poi lo spazio profondo con Project Hail Mary. Come se l’universo avesse deciso fin dall’inizio quale sarebbe stato il suo elemento naturale.


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