Home Curiosità‘Saltburn’ domina HBO Max nel 2026: il film di Elordi e Fennell non smette di conquistare

‘Saltburn’ domina HBO Max nel 2026: il film di Elordi e Fennell non smette di conquistare

A tre anni dall'uscita, il thriller di Emerald Fennell torna in cima alle classifiche di streaming, trascinato dal nuovo successo cinematografico della stessa coppia creativa.

by Mauro Terrone

Tre anni sono un’eternità nel ciclo dello streaming. Eppure Saltburn, il thriller psicologico diretto da Emerald Fennell e uscito nel novembre del 2023, è ancora lì: nella top ten dei film più visti su HBO Max negli Stati Uniti. Non per una campagna promozionale, non per una ricorrenza particolare. Semplicemente perché continua ad attrarre nuovi spettatori, e probabilmente non smette di farlo per ragioni che hanno molto a che fare con quanto successo nelle sale nelle ultime settimane.

Il collegamento è quasi automatico. Nel 2026, Fennell è tornata al cinema con una versione personalissima di Wuthering Heights, firmata con le virgolette nel titolo per segnalare subito che non si trattava di un adattamento fedele del romanzo di Emily Brontë. Al suo fianco, Margot Robbie come produttrice e Jacob Elordi come protagonista: la stessa triade che, in forme diverse, aveva già gravitato attorno a Saltburn. Il risultato in sala è stato divisivo sul piano critico, con recensioni spesso severe, ma commercialmente solido: il film ha incassato oltre 241 milioni di dollari in tutto il mondo.

È quasi inevitabile che parte del pubblico, incuriosito da Wuthering Heights, abbia cercato un punto di accesso alla filmografia di Fennell, e abbia trovato proprio Saltburn. Il film funziona come una porta d’ingresso al cinema della regista britannica: più accessibile di quanto non sembri a prima vista, capace di mescolare tensione sociale, ambiguità morale e immagini che restano impresse. La storia di Oliver Quick, interpretato da Barry Keoghan in una delle performance più discusse del decennio, e della sua ossessione per il compagno di università Felix Catton, che Elordi porta sullo schermo con una presenza quasi ipnotica, aveva già convinto critica e pubblico all’epoca dell’uscita, raggiungendo un punteggio del 72% su Rotten Tomatoes.

Saltburn era stato distribuito originariamente su Prime Video, dove aveva debuttato tra i dieci film più visti al mondo. Il fatto che oggi compaia stabilmente nelle classifiche di un’altra piattaforma dice qualcosa sull’elasticità della sua popolarità: non è un titolo che appartiene a un momento preciso, ma a un ciclo di conversazione che si riapre e si rinnova.

Fennell, nel frattempo, aveva costruito la sua reputazione con Promising Young Woman, opera prima del 2020 che molti considerano ancora il suo lavoro più compiuto. Saltburn ha confermato una voce autoriale coerente, sebbene la confrontabilità con Il talento di Mr. Ripley sia stata notata da più parti come punto di riferimento cinematografico. Con Wuthering Heights, la regista ha spinto ancora più in là la sua tendenza a lavorare sulle aspettative del pubblico, scardinandole prima ancora che si formino completamente.

Jacob Elordi, da parte sua, attraversa questo momento con una traiettoria in netta ascesa. Nel 2026 ha ricevuto una nomination all’Oscar come Miglior attore non protagonista per la sua interpretazione del mostro di Frankenstein nell’adattamento di Guillermo del Toro di Mary Shelley: un ruolo fisicamente e emotivamente trasformativo, per il quale non ha vinto la statuetta, che è andata a Sean Penn, ma che ha sancito il suo ingresso definitivo nel perimetro degli attori da prendere sul serio oltre l’iconografia di Euphoria, la serie HBO che lo aveva reso noto a un pubblico globale.

Saltburn, in questo senso, è diventato qualcosa di più di un semplice successo su piattaforma. È il punto di convergenza di una traiettoria creativa, il luogo in cui le carriere di Fennell ed Elordi si sono incrociate nel modo più visibile. E ogni nuovo progetto che porta uno dei due in primo piano riapre inevitabilmente quella porta.

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