Home FilmThe Mandalorian e Grogu: perché il botteghino non è la vera partita per Disney

The Mandalorian e Grogu: perché il botteghino non è la vera partita per Disney

Il primo film Star Wars dal 2019 apre con circa 80 milioni di dollari nel weekend, ma per Disney i numeri del botteghino sono solo una parte della storia.

by Mauro Terrone

Quando un film di Star Wars arriva nei cinema, ci si aspetta che ogni numero venga passato al setaccio: incasso del venerdì, proiezioni del weekend, confronti con i capitoli precedenti. Per The Mandalorian e Grogu, debuttato il 22 maggio, quell’esercizio rimane valido ma racconta solo una parte della storia. E la parte più interessante sta altrove.

Le stime del weekend di apertura parlano di circa 34 milioni di dollari al venerdì, con un totale stimato di 80 milioni per i tre giorni e fino a 90 milioni considerando il lungo weekend del Memorial Day. Cifre che collocano il film in una fascia simile a Solo: A Star Wars Story, che nel 2018 aprì con 84 milioni nello stesso periodo festivo. Non un trionfo, ma neppure un disastro: un esordio solido, soprattutto per una proprietà che tornava sul grande schermo dopo quasi sette anni di assenza.

Il costo di produzione si aggira intorno ai 160 milioni di dollari, cui si aggiungono almeno 100 milioni di spese di marketing. Per raggiungere il pareggio e generare un profitto diretto dalla sala, il film dovrebbe chiudere la sua corsa tra i 500 e i 600 milioni di dollari a livello globale. Una soglia ambiziosa. Eppure un dirigente Disney ha chiarito pubblicamente che il botteghino non è il parametro centrale con cui misurare il successo di questa operazione.

Il ragionamento è preciso: The Mandalorian ha già generato oltre un miliardo di dollari in vendite di merchandise dalla sua nascita come serie streaming. Grogu, il personaggio che il grande pubblico conosce come Baby Yoda, è diventato uno dei personaggi più commercializzati nell’intera storia Disney, capace di far girare l’economia dei giocattoli, dei parchi tematici e dell’abbonamento alla piattaforma. In questo senso, il film funziona anche come uno strumento di amplificazione: non solo spinge le vendite dei prodotti legati al film in uscita, ma riattiva l’interesse per le prime tre stagioni della serie e per l’intero catalogo Star Wars su Disney+. L’impatto sul servizio streaming, ha dichiarato la stessa dirigenza, è considerato “criticamente importante”.

È un modello che solo poche proprietà intellettuali al mondo possono permettersi di adottare. Thunderbolts, per fare un confronto, ha incassato 382 milioni di dollari e il risultato è stato percepito come deludente: un film Marvel senza la stessa trazione sul merchandise, senza giocattoli che i bambini reclamano in negozio, senza un personaggio capace di diventare icona commerciale trasversale. Star Wars è una macchina diversa per struttura, storia e penetrazione culturale.

Sul piano della ricezione, The Mandalorian e Grogu ottiene un CinemaScore di A-, la valutazione assegnata da una società di ricerche di mercato che interpella il pubblico nelle sale durante le prime proiezioni, su una scala che va da A+ a F. È un punteggio che lo allinea ai film della trilogia prequel e a Solo, posizionandolo sopra The Rise of Skywalker (B+) e sotto i grandi classici come A New Hope, The Empire Strikes Back, Return of the Jedi (tutti A+) e titoli come The Force Awakens, Rogue One e The Last Jedi (tutti A). Il Popcornmeter di Rotten Tomatoes si attesta all’89%, segnale di un pubblico genuinamente soddisfatto.

Il film, diretto da Jon Favreau e prodotto insieme a Kathleen Kennedy, Dave Filoni e Ian Bryce, con le musiche di Ludwig Göransson, racconta Din Djarin (Pedro Pascal) e il giovane Grogu mentre operano in un universo ancora instabile dopo la caduta dell’Impero. Nel cast anche Sigourney Weaver e Jeremy Allen White. L’operazione è chiaramente progettata per essere accessibile e spettacolare: un’avventura costruita per piacere, non per sorprendere, con una forte attenzione agli effetti pratici e ai rimandi alla saga originale.

Il test più rilevante per capire dove stia davvero andando Star Wars al cinema arriverà con il prossimo titolo in cantiere, Star Wars: Starfighter, già girato e in fase di montaggio. Lì, con personaggi nuovi e una storia ambientata dopo gli eventi della trilogia sequel, i numeri del botteghino conteranno probabilmente di più, senza la rete di sicurezza di una delle mascotte più amate della cultura pop contemporanea. Per ora, però, Din Djarin e Grogu hanno già fatto il loro lavoro: riportare Star Wars nei cinema e ricordare a Disney perché quella galassia lontana lontana vale ancora molto più di un semplice biglietto.

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