Sigourney Weaver ha attraversato quasi ogni declinazione possibile della fantascienza cinematografica: la claustrofobia brutale di Alien, la visione utopica e conflittuale di Avatar, e adesso l’universo espanso di Star Wars con The Mandalorian and Grogu. Tre mondi che il pubblico tende a raggruppare sotto la stessa etichetta, ma che secondo l’attrice non potrebbero avere meno in comune.
Parlando della sua partecipazione al film, Weaver ha espresso una considerazione che vale la pena fermarsi ad ascoltare:
in Alien si respira un’ostilità viscerale, una minaccia biologica che non lascia scampo; in Avatar sono gli esseri umani i veri antagonisti, con tutta la complessità morale che questo comporta; in The Mandalorian and Grogu, invece, il fulcro narrativo è un eroe e una creatura che incarna insieme dolcezza e saggezza.
Tre grammatiche emotive completamente distinte, tre modi radicalmente diversi di usare la fantascienza per raccontare qualcosa sull’umanità.

Il personaggio che ha colpito di più l’attrice, almeno a giudicare dai suoi racconti, è stato proprio Grogu. Non si tratta di un’impressione superficiale: Weaver ha ammesso di non essersi accorta subito che la creatura animatronica fosse controllata in tempo reale da cinque burattinai nascosti sotto il tavolo. Il livello di dettaglio, di reattività e di presenza scenica raggiunto dalla produzione è tale da rendere il personaggio convincente anche per chi ha una carriera lunga e solida quanto la sua. Il vero lavoro sul set, ha raccontato, non era recitare con Grogu ma resistere alla tentazione di fissarlo continuamente, lasciandosi distrarre dalla sua vitalità apparente.
Non è stata una presenza casuale nel cast. Weaver ha personalmente chiesto a Jon Favreau, regista del film, di poter condividere almeno una scena con Grogu: una richiesta che Favreau ha accolto, permettendole di vivere in prima persona quella che lei stessa descrive come la parte più divertente di partecipare a un progetto del genere.

L’impatto fisico dei set ha fatto il resto. Entrare in un tipico bar dell’universo Star Wars, circondati da creature di ogni specie, piloti, baristi dall’aspetto alieno, ha regalato all’attrice un’esperienza che definisce totalmente immersiva. Una sensazione che, a suo dire, non richiede nemmeno una conoscenza approfondita della saga per essere apprezzata: The Mandalorian and Grogu sembra costruito per funzionare come porta d’ingresso verso Star Wars, contenendo al suo interno tutto ciò che ha reso quella mitologia amata nel tempo, dallo spirito avventuroso all’iconografia visiva.
Il film segna anche il ritorno della saga nelle sale cinematografiche, dopo anni in cui le produzioni legate a Star Wars si erano concentrate prevalentemente sul formato streaming. Un passaggio che non è solo distributivo, ma suggerisce l’intenzione di restituire a quell’universo la dimensione spettacolare che il grande schermo ancora oggi garantisce meglio di qualsiasi altro formato.













