La terza stagione di Euphoria ha riportato in primo piano una delle serie più discusse degli ultimi anni, e lo ha fatto con una scelta narrativa che ha immediatamente generato reazioni nel settore dei contenuti per adulti. Il personaggio di Cassie, interpretato da Sydney Sweeney, viene introdotto nella première mentre lavora come modella erotica su una piattaforma simile a OnlyFans per finanziare le nozze con Nate, il personaggio di Jacob Elordi. Quando il matrimonio entra in crisi, Cassie torna sulla piattaforma con contenuti progressivamente più spinti, tra cui una scena in cui appare vestita da neonata, con trecce e ciuccio, seduta a gambe divaricate davanti alla telecamera.
È proprio questa sequenza ad aver scatenato la reazione più netta da parte di Maitland Ward, attrice ed ex volto di Boy Meets World, diventata nel corso degli anni una delle creator più riconoscibili del settore adult, con dichiarati guadagni a sei cifre mensili sulla piattaforma. In un’intervista rilasciata a TMZ Live, Ward ha definito quella scena “disgustosa e ripugnante”, spiegando che certi contenuti violerebbero direttamente le linee guida di OnlyFans. “Tutta la questione del bambino è disgustosa”, ha dichiarato. “Non si può proprio entrare in quel genere di cose con i minori. Si può fare entro certi limiti se è molto, molto giocoso, tipo un adulto che si comporta come un bambino. Ma il modo in cui è stata gestita è stato davvero disgustoso e ripugnante.”
Ward ha aggiunto un’altra preoccupazione, di natura più strutturale: contenuti che evocano dinamiche legate all’infanzia in contesti sessuali rischiano di attrarre persone con intenzioni pericolose. “Non si vuole che la pedofilia sia associata alla pornografia”, ha dichiarato ai conduttori di TMZ Live Harvey Levin e Charles Latibeaudiere.

La critica non si è fermata alla singola scena. Ward ha allargato il campo alla rappresentazione complessiva della creator economy nella serie, giudicando alcune situazioni, come il personaggio di Cassie travestita da cane mentre beve da una ciotola, come una caricatura che finisce per svilire il lavoro di chi costruisce un brand su queste piattaforme con serietà. “Ci sono tantissimi creatori che lavorano duramente ogni giorno per costruire il proprio brand”, ha insistito. “E questo è davvero ipocrita.”
Ward non è l’unica voce del settore ad aver sollevato obiezioni. Sydney Leathers, in un’intervista separata a Variety, ha parlato di “cose ridicole e caricaturali”, sottolineando come alcune delle azioni mostrate dalla serie non sarebbero nemmeno consentite sulla piattaforma reale: “Le scene di age-play in cui è vestita da neonata con il pannolino. Gli emittenti di carte di credito hanno regole molto rigide, e queste regole diventano sempre più severe.” Anche l’influencer Kayla Jade ha criticato la serie su TikTok, accusandola di trasmettere un’immagine distorta delle creator, come se fossero disposte a qualsiasi cosa pur di monetizzare.

Il punto sollevato da queste voci non riguarda tanto la libertà creativa di Euphoria, serie che ha sempre spinto sui confini del rappresentabile, quanto la coerenza interna della narrazione rispetto a un mondo reale che ha le sue regole, i suoi limiti e una dignità professionale che, secondo chi lo vive dall’interno, la serie tenderebbe a ignorare o a ridurre a puro elemento di scandalo.












