Home Curiosità‘The Mandalorian e Grogu’ al cinema: cosa sapere se parti da zero

‘The Mandalorian e Grogu’ al cinema: cosa sapere se parti da zero

Un piccolo riassunto per chi entra ora nell'universo di Star Wars e vuole arrivare preparato al film in sala dal 20 maggio.

by Mauro Terrone

Andare a vedere The Mandalorian e Grogu senza aver mai visto Star Wars è una scelta più sensata di quanto sembri. La saga di Din Djarin e del piccolo Grogu è cresciuta come una storia parallela, accessibile, che funziona anche senza conoscere Skywalker, Jedi e Imperatori. Però un minimo di mappa serve, soprattutto per capire perché quei due, un cacciatore di taglie corazzato e una creaturina verde con le orecchie a sventola, sono diventati il cuore emotivo del franchise nell’ultimo decennio.

Proviamo a fare ordine. Senza enciclopedie, senza appesantire. Solo quello che serve per entrare in sala e capire cosa sta succedendo.

Il mondo in cui ci muoviamo

The Mandalorian è ambientato pochi anni dopo la caduta dell’Impero, in una galassia che si lecca le ferite e fatica a darsi un nuovo ordine. La Nuova Repubblica esiste, ma è lontana, burocratica, spesso inefficace. I pianeti di frontiera sono terra di nessuno: contrabbandieri, ex ufficiali imperiali in fuga, mercenari, predicatori di culti dimenticati. È un western spaziale, ed è la chiave per capire tutto: pensate a un pistolero solitario che attraversa villaggi polverosi, e siete già dentro

Il protagonista è Din Djarin, interpretato da Pedro Pascal. Un mandaloriano, cioè un membro di un’antica cultura guerriera che vive secondo un codice rigido. La sua setta, in particolare, impone una regola severissima: mai togliere il casco davanti a un altro essere vivente. Mai. Questa regola, che sembra un dettaglio, diventerà uno dei motori emotivi più potenti della serie.

Stagione uno: l’incontro che cambia tutto

Din è un cacciatore di taglie. Lavora per chi paga, fa domande il minimo indispensabile. Un giorno accetta un incarico ben retribuito da un cliente sospetto, legato a quel che resta dell’Impero. L’obiettivo da consegnare è un “asset” misterioso. Quando lo trova, scopre che si tratta di un cucciolo della stessa specie di Yoda, il leggendario maestro Jedi della trilogia originale. Un esserino di cinquant’anni che, per la sua razza, è ancora un bambino. Lo chiameranno Grogu, ma per molto tempo lo conosceremo solo come “il Bambino”.

Quello che succede in quei primi episodi è il fondamento di tutto. Din lo consegna. Poi torna indietro. Non riesce a lasciarlo morire. Strappa Grogu ai suoi committenti e diventa, di fatto, un fuorilegge. La prima stagione è il racconto di questa scelta: un uomo che ha sempre vissuto rispettando un codice scopre di averne uno più profondo, che non sapeva di avere. Proteggere quel piccolo diventa l’unica cosa che conta.

Lungo la strada Din scopre che Grogu ha poteri straordinari, quelli che nel mondo di Star Wars si chiamano “Forza”: un’energia mistica che attraversa l’universo e che alcuni esseri possono manipolare. Grogu solleva oggetti, guarisce ferite, percepisce intenzioni. È un bambino, però, e si stanca, si addormenta, fa i capricci. La sua tenerezza non è mai stucchevole, e questo è il primo piccolo miracolo della serie.

Stagione due: la ricerca dei simili

La seconda stagione ha una struttura più chiara: Din deve riportare Grogu alla sua gente, cioè ai Jedi, gli unici che possono insegnargli a usare i suoi poteri. Solo che i Jedi, dopo la caduta dell’Impero, sono praticamente estinti. La ricerca diventa un viaggio attraverso pianeti, alleati e nemici, durante il quale Din incontra figure leggendarie dell’universo Star Wars: altri mandaloriani che lo costringono a mettere in discussione il suo codice, guerriere come Ahsoka Tano, vecchi cacciatori di taglie con una propria storia.

Il finale di stagione è uno dei momenti più potenti dell’intera serie. Grogu viene catturato dalle forze imperiali residue, guidate dal villain Moff Gideon. Din mette insieme una squadra eterogenea per salvarlo, e arriva in soccorso una figura inaspettata: un Jedi che si rivela essere Luke Skywalker. Sì, proprio quello. Viene a prendere Grogu per addestrarlo. Din, per salutarlo, si toglie il casco. Per la prima volta lo guarda in faccia, a viso scoperto, e gli dice addio. È la scena che ha fatto piangere mezza internet, ed è giusto che lo sappiate prima.

Stagione tre: la famiglia ritrovata

La terza stagione riparte da una premessa che cambia di nuovo le carte: Grogu è tornato. La serie sceglie di non separare i due, e questa scelta divide i fan. Alcuni avrebbero voluto vederli lontani più a lungo. La storia si concentra sulla riconquista di Mandalore, il pianeta natale del popolo di Din, devastato dall’Impero e ridotto a rovina.

Din deve fare i conti con il suo passato, con una comunità mandaloriana frammentata in fazioni che si odiano, e con la consapevolezza che proteggere Grogu significa anche costruirgli un futuro. Alla fine della stagione, Din chiede formalmente di adottare Grogu come suo apprendista. Da quel momento il piccolo ha un nome ufficiale: Din Grogu. Sono padre e figlio, riconosciuti come tali. È la conclusione di un arco lungo tre stagioni, ed è anche il punto di partenza del film.

Cosa aspettarsi da The Mandalorian e Grogu

Il film, in uscita nelle sale italiane il 20 maggio, raccoglie questa eredità e la porta sul grande schermo. Non serve aver visto le trilogie cinematografiche di Star Wars per seguirlo. Serve sapere chi sono questi due, da dove arrivano e perché stanno insieme. Tutto il resto è contesto, e il film, da quanto si è visto nei materiali promozionali, sembra voler essere un punto d’ingresso accessibile, non un capitolo riservato ai veterani.

La forza di The Mandalorian, dall’inizio, è stata quella di raccontare una storia universale dentro un’estetica iconica: un uomo solo che impara a essere padre, una creatura indifesa che diventa la sua ragione di vivere, un codice d’onore che si trasforma in amore. Se questo vi parla, il film vi parlerà. Anche se non avete mai distinto un Jedi da un Sith in vita vostra.

Andateci. Portate qualcuno che la saga la conosce, se vi rassicura. Ma sappiate che la storia di Din e Grogu è stata costruita per essere capita anche da chi parte da zero. Ed è una delle cose più rare e preziose che Star Wars abbia prodotto negli ultimi anni.

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