Home FilmOltre le appendici: il progetto di Peter Jackson per portare la Prima Era di Tolkien sullo schermo

Oltre le appendici: il progetto di Peter Jackson per portare la Prima Era di Tolkien sullo schermo

Peter Jackson rivela a Cannes le prime trattative con la Tolkien Estate per i diritti de Il Silmarillion e dei libri della Prima Era.

by Mauro Terrone

A Cannes 2026, mentre riceveva la Palme d’Or onoraria, Peter Jackson ha aperto uno spiraglio su un territorio che i fan di Tolkien consideravano da decenni inaccessibile. Il regista ha confermato che Warner Bros. e il suo team hanno avviato conversazioni preliminari con i rappresentanti della Tolkien Estate per esplorare la possibilità di acquisire i diritti cinematografici de Il Silmarillion e di Unfinished Tales, opere che coprono la cosiddetta Prima Era della Terra di Mezzo.

Per capire il peso di questa notizia bisogna tornare indietro. Per anni, la figura di Christopher Tolkien, figlio dello scrittore e custode del suo lascito letterario, ha rappresentato un muro invalicabile per qualsiasi adattamento di quei materiali. Jackson stesso lo ha detto chiaramente: Christopher non avrebbe mai permesso che quei libri finissero sullo schermo. La sua scomparsa, avvenuta nel 2020, ha però aperto una fase nuova nella gestione dell’eredità tolkieniana. La generazione più giovane della famiglia, ora al timone della Tolkien Estate, si mostra significativamente più aperta al dialogo con l’industria cinematografica.

«Sono stati pubblicati altri libri di Tolkien, come Il Silmarillion e Unfinished Tales», ha dichiarato Jackson. «Ci sono molte altre cose scritte da Tolkien che potrebbero fare grandi film. Christopher non avrebbe mai permesso nemmeno l’idea di un film, quindi quei diritti non sono mai stati disponibili. Ma ora la nuova generazione che gestisce la Tolkien Estate è molto più aperta a parlarne. Warner Bros. e noi abbiamo avuto alcune conversazioni con i membri più giovani della famiglia per capire se sia possibile ottenere la licenza di alcuni di quei libri. Sarebbe bello andare oltre le appendici e trovare qualcosa di più sostanzioso.»

Il bacino narrativo a cui Jackson fa riferimento è straordinariamente ricco. Oltre a Il Silmarillion e Unfinished Tales, Christopher Tolkien ha curato negli anni la pubblicazione di tre volumi costruiti attorno a racconti incompiuti del padre: I Figli di Húrin, Beren e Lúthien e La Caduta di Gondolin. Quest’ultimo, in particolare, culmina in una battaglia epica in cui Morgoth, il primo e più potente Signore Oscuro della storia di Arda, scatena un esercito che comprende draghi multipli e balrog. Materiale che, nelle mani giuste, potrebbe sostenere non un singolo film ma un’intera trilogia.

Vale la pena ricordare che il pubblico televisivo ha già incontrato qualche scintilla della Prima Era attraverso Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere su Prime Video: la serie è ambientata nella Seconda Era e racconta l’ascesa di Sauron, figura che nella cosmologia tolkieniana è il successore caduto di un Morgoth già sconfitto e bandito. Quella connessione narrativa suggerisce quanto sia vasto il territorio ancora inesplorato.

Sul fronte cinematografico, il rapporto tra Jackson, New Line Cinema e Warner Bros. è già proiettato verso nuovi capitoli. The Hunt for Gollum, diretto da Andy Serkis, è atteso per dicembre 2027, mentre Lord of the Rings: Shadow of the Past è in fase di sviluppo con un copione co-scritto da Stephen Colbert, ambientato nella Quarta Era e incentrato su Elanor, figlia di Sam Gamgee. Entrambi i progetti si muovono ancora nell’alveo delle appendici e dei materiali già disponibili: ecco perché la prospettiva di accedere finalmente ai libri della Prima Era rappresenta un salto qualitativo, non solo quantitativo.

Jackson ha anche accennato al fatto che sta lavorando a uno script per Tintin 2, il che suggerisce che i suoi impegni nei prossimi anni potrebbero non includere necessariamente la regia di questi ipotetici nuovi film sulla Prima Era. Le trattative con la Tolkien Estate sono, per stessa ammissione del regista, ancora in una fase molto preliminare, e il loro esito è tutt’altro che scontato.

Restano poi variabili esterne non trascurabili. La potenziale acquisizione di Paramount da parte di Skydance potrebbe ridisegnare gli equilibri tra i grandi studi e influenzare, almeno indirettamente, le strategie di Warner Bros. sul franchise tolkieniano. In un settore in cui i diritti di proprietà intellettuale sono moneta sempre più preziosa, ottenere quelli de Il Silmarillion significherebbe per lo studio consolidare uno dei franchise più longevi e fedeli del cinema contemporaneo.

Per ora, ciò che Jackson ha portato a Cannes non è un annuncio ma una direzione. E in certi casi, una direzione dichiarata da chi ha già trasformato la Terra di Mezzo in uno dei più grandi universi cinematografici della storia, vale già più di un comunicato ufficiale.

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