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Fantascienza al meglio: cosa guardare dopo Project Hail Mary

Otto film di fantascienza da abbinare a Project Hail Mary, tra missioni impossibili, alieni e solitudine cosmica.

by Mauro Terrone

Ryland Grace è nello spazio, è solo, e deve salvare il mondo. Se avete già visto Project Hail Mary, il film diretto da Phil Lord e Christopher Miller con Ryan Gosling protagonista, sapete bene che certi film lasciano un vuoto difficile da colmare. La commedia cosmica di Andy Weir, adattata con fedeltà e affetto, combina humor, scienza rigorosa e un senso di meraviglia che non capita spesso al cinema. Ora che il film è disponibile per la visione domestica su Amazon, Apple TV e altre piattaforme VOD, il momento per costruire una serata tematica è quello giusto. Ecco otto film di fantascienza che condividono con Project Hail Mary almeno un’anima, un tema, un tono.


The Martian (2015)

Il punto di partenza più naturale è anche il più ovvio, e qui l’ovvio non delude. Ridley Scott ha adattato il romanzo d’esordio di Andy Weir con la stessa fedeltà e lo stesso spirito con cui Lord e Miller hanno affrontato Project Hail Mary. Mark Watney, interpretato da Matt Damon, è un botanico abbandonato su Marte che deve sopravvivere usando l’ingegno, la scienza e una certa dose di autoironia. Come Ryland Grace, Watney è un protagonista simpatico messo in circostanze estreme, e il film mantiene una visione ottimista dell’essere umano anche quando le probabilità sembrano azzerарsi. Due film dello stesso autore, due modi diversi e complementari di raccontare la stessa fiducia nell’intelligenza umana.


Arrival (2016)

Denis Villeneuve ha trasformato la novella di Ted Chiang “Story of Your Life” in uno dei film di fantascienza più cerebrali e commoventi degli ultimi decenni. Quando dodici navicelle aliene compaiono intorno alla Terra, una linguista interpretata da Amy Adams viene incaricata di trovare un modo per comunicare con i visitatori, mentre le tensioni internazionali crescono e la sua stessa psiche sembra sgretolarsi. Il tema della comunicazione interspecifica è il filo che lega Arrival a Project Hail Mary in modo diretto e profondo. La colonna sonora è tra le più riuscite del genere, i visuals creano un senso di straniamento controllato, e la storia riserva un finale che si porta dietro per giorni.


Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977)

Prima di Ryan Gosling e Rocky, c’è stato Steven Spielberg. Il suo primo grande film di fantascienza segue un gruppo di persone che assistono all’avvistamento di oggetti non identificati e cercano di dare un senso alla loro esperienza. Anche qui il cuore del racconto è la comunicazione tra specie diverse, ma gli strumenti a disposizione dei personaggi sono infinitamente più rudimentali. La complessità delle soluzioni escogitate dai protagonisti rende il film ancora più affascinante a distanza di quasi cinquant’anni. Vale la pena (ri)vederlo per capire da dove viene l’ossessione di Spielberg per il contatto con l’altro, una ossessione che attraversa tutta la sua carriera.


E.T. l’Extra-Terrestre(1982)

Il capostipite dei rapporti di amicizia tra umani e alieni è ancora quello, a oltre quarant’anni di distanza. Il giovane Elliott incontra un extraterrestre smarrito e i due costruiscono un legame improbabile e toccante, mentre cercano di aiutare E.T. a tornare a casa. Il film di Spielberg ha fissato un’estetica e un registro emotivo che Project Hail Mary riprende consapevolmente, soprattutto nel design e nella caratterizzazione di Rocky. Guardarlo oggi, anche solo per capire quanto abbia influenzato la fantascienza popolare successiva, è un esercizio che vale sempre.


Moon (2009)

Duncan Jones ha diretto uno dei film più efficaci sull’isolamento cosmico mai realizzati, e lo ha fatto quasi interamente affidandosi a Sam Rockwell. Il suo personaggio, Sam Bell, è un minatore che lavora da solo sulla Luna nell’ultimo mese di un contratto triennale, assistito solo da un’intelligenza artificiale dalla voce tranquillizzante. Quando le allucinazioni iniziano a moltiplicarsi, Sam comincia a mettere in discussione tutto ciò che credeva di sapere sulla sua situazione. Moon e Project Hail Mary condividono la texture dell’isolamento, ma la trattano in modo opposto: dove il film di Lord e Miller sceglie la luce, Jones sceglie l’ombra. Meglio vederlo prima, per arrivare al film di Gosling con il morale già pronto a risalire.


Ad Astra (2019)

James Gray porta la solitudine spaziale verso territori ancora più cupi. Brad Pitt interpreta un astronauta incaricato di indagare su un fenomeno cosmico che minaccia tutta la vita sulla Terra, in un viaggio che diventa sempre più personale e psicologicamente gravoso. Il confronto con Project Hail Mary è utile proprio per le differenze: entrambi i film mostrano astronauti che cercano di gestire l’isolamento immergendosi in ambienti virtuali, ma Ad Astra non concede consolazioni facili. È un film meditativo, quasi flemmatico, che guarda la colonizzazione del sistema solare con occhi disincantati.


Annientamento (2018)

Alex Garland, già sceneggiatore di Sunshine e 28 Days Later, adatta il romanzo di Jeff VanderMeer con risultati visivamente e concettualmente disturbanti. Una spedizione scientifica si addentra nell’Area X, una zona anomala in cui la natura stessa sembra aver subito una mutazione radicale. Natalie Portman guida un gruppo di ricercatrici attraverso paesaggi che oscillano tra la bellezza ipnotica e l’orrore corporeo, mentre ciascuna deve fare i conti con i propri demoni interiori. Il film non offre risposte comode e si prende il tempo per essere ambiguo, il che lo rende un’esperienza più scomoda di Project Hail Mary, ma non meno memorabile.


Sunshine (2007)

Danny Boyle ha costruito un thriller fantascientifico intorno a una premessa semplice e terribile: il Sole sta morendo, e un equipaggio di astronauti è l’ultima speranza dell’umanità. La missione dell’Icarus 2 si complica quando l’equipaggio si imbatte nella prima nave lanciata con lo stesso scopo, quella che non è mai tornata. Il film è visivamente spettacolare, psicologicamente teso, e può contare su un cast di alto livello con Cillian Murphy, Chris Evans e Michelle Yeoh. Le atmosfere scivolano progressivamente verso qualcosa di più cupo e destabilizzante rispetto alla leggerezza di Project Hail Mary, ma la posta in gioco è la stessa: salvare il mondo o non salvare niente.


Questi otto film non sono intercambiabili e non tutti lasciano con lo stesso umore. Alcuni sono esercizi di speranza, altri di angoscia. Ma tutti condividono con Project Hail Mary una cosa fondamentale: prendono sul serio le domande che solo la fantascienza sa fare bene.


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