Home FilmScarlett Johansson in ‘The Batman II’: perché il personaggio di Gilda Dent cambia tutto

Scarlett Johansson in ‘The Batman II’: perché il personaggio di Gilda Dent cambia tutto

Gilda Dent è uno dei personaggi più importanti nella mitologia di Harvey Dent, eppure il cinema l'ha quasi sempre ignorata. Con Scarlett Johansson, The Batman II potrebbe finalmente colmare quel vuoto.

by Valeria Bernardo

Il nome di Scarlett Johansson ha riacceso l’attenzione su The Batman: Part II, il sequel diretto da Matt Reeves con Robert Pattinson nei panni di Bruce Wayne. Il suo ruolo non è stato ancora confermato ufficialmente, ma da tempo il personaggio che le viene accostato è quello di Gilda Dent, figura centrale nella storia editoriale di Harvey Dent e, di riflesso, nella nascita di Due Facce. Sarebbe una scelta significativa per almeno due ragioni: Gilda è uno dei personaggi più complessi della mitologia di Batman, e il cinema finora l’ha quasi sistematicamente trascurata.

Gilda compare nella storia di Batman fin dalle origini del personaggio di Harvey Dent, quando il procuratore distrettuale di Gotham si chiamava ancora Harvey Kent nelle primissime storie. Con l’evoluzione editoriale del personaggio e il cambio di cognome in Dent, Gilda è rimasta la figura femminile più strettamente legata alla sua vicenda. In alcune versioni porta il cognome Gold prima del matrimonio, ma il suo ruolo è costante: è il grande amore di Harvey, la persona che rende ancora più acuta e dolorosa la sua frattura interiore.

La sua storia comincia nel momento in cui Harvey Dent, brillante procuratore, viene sfigurato con dell’acido durante il processo contro il criminale Sal Maroni. Quel trauma fisico e psicologico apre la strada alla sua doppia identità, alla moneta e all’ossessione per il caso come strumento di giustizia distorta. Gilda è presente in tutto questo non come semplice spettatrice, ma come specchio delle perdite di Harvey: non solo il volto, non solo la carriera, ma anche la possibilità di sentirsi ancora degno di essere amato. In alcune storie, Harvey è convinto che Gilda, in quanto scultrice e donna legata all’idea di bellezza, non possa più accettarlo dopo la sua deformazione. È una percezione distorta, ma rappresenta uno dei cardini psicologici più interessanti del personaggio.

La versione più celebre e influente di Gilda Dent arriva con Batman: The Long Halloween, la miniserie scritta da Jeph Loeb e disegnata da Tim Sale, pubblicata tra il 1996 e il 1997. Qui Gilda è la moglie di Harvey e vive accanto a lui mentre Gotham viene sconvolta dagli omicidi seriali del killer noto come Holiday, che colpisce esponenti della criminalità organizzata in corrispondenza delle festività. In questa storia Gilda smette di essere una presenza sentimentale sullo sfondo e diventa qualcosa di più inquieto e ambiguo.

Il finale della miniserie lascia intendere che possa essere stata proprio lei a dare inizio alla serie di omicidi, prima che la situazione sfuggisse di mano con l’intervento di Alberto Falcone e dello stesso Harvey. Non è presentata come una villain nel senso classico del termine, ma come una figura tragica: una donna logorata dalla convivenza con Harvey, dal desiderio di normalità e dall’impossibilità di ottenerla in una città come Gotham. Questa versione del personaggio è anche quella che ha avuto maggiore influenza sull’immaginario contemporaneo di Batman, e non è un caso che The Long Halloween abbia già ispirato in modo riconoscibile il primo film di Reeves.

Un dettaglio meno noto ma narrativamente rilevante riguarda la versione di Gilda presente nell’universo alternativo di Flashpoint. Nella miniserie Flashpoint: Batman – Knight of Vengeance del 2011, Harvey Dent non è Due Facce ma un giudice rispettato di Gotham, sposato con Gilda e padre di due figli. Quando i bambini vengono rapiti dal Joker, la coppia è costretta a chiedere aiuto a Batman, che in quella realtà è Thomas Wayne. La storia prende una piega ancora più cupa nel sequel Flashpoint Beyond, pubblicato nel 2022: dopo il trauma vissuto, è Gilda a precipitare in una spirale di instabilità e a diventare, in quella linea temporale, una variante di Due Facce. È un ribaltamento narrativo che sposta su di lei la trasformazione classicamente attribuita a Harvey, e che dice molto sulla profondità del personaggio come archetipo, non soltanto come figura di contorno.

Harvey Dent è arrivato più volte al cinema, con l’interpretazione di Aaron Eckhart ne Il cavaliere oscuro di Christopher Nolan come punto di riferimento più noto e compiuto. Gilda, invece, non ha mai avuto un ruolo paragonabile nei film live action dedicati al Cavaliere Oscuro. È rimasta ai margini, spesso ridotta a una menzione o completamente assente, nonostante il suo peso nella costruzione della tragedia di Harvey sia tutt’altro che secondario.

Se Scarlett Johansson dovesse effettivamente interpretare Gilda in The Batman: Part II, il film avrebbe l’opportunità di esplorare la dimensione privata di Harvey Dent in modo che il cinema DC non ha mai davvero tentato. Considerando quanto il primo film di Reeves abbia già attinto all’estetica e alla struttura narrativa de Il lungo Halloween, l’eventuale presenza di Gilda potrebbe seguire quella stessa linea, approfondendo non solo la caduta pubblica del procuratore di Gotham ma anche il costo umano di quella trasformazione.

The Batman: Part II porta con sé il ritorno di Jeffrey Wright come James Gordon, Andy Serkis come Alfred Pennyworth e Colin Farrell nel ruolo di Oz Cobb, il Pinguino. Tra i nuovi nomi indicati dalle ultime notizie figurano, oltre a Scarlett Johansson, Sebastian Stan, Charles Dance, Brian Tyree Henry e Sebastian Koch. Sono attese anche Jayme Lawson nei panni della sindaca Bella Reál e Gil Perez-Abraham come l’agente Martinez. Un ensemble che suggerisce un film più ampio e ramificato rispetto al primo capitolo, con equilibri politici, criminali e personali tutti da ridefinire. Il film è attualmente previsto nelle sale statunitensi per il 1° ottobre 2027.

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