Pochi annunci nel cinema horror recente sembrano così naturali quanto questo. Sam Raimi dirigerà il remake di Magic, il thriller psicologico del 1978 in cui Anthony Hopkins interpretava Corky, un ventriloquo fallito il cui rapporto con il pupazzo Fats scivolava progressivamente verso qualcosa di molto più oscuro di un semplice numero da palcoscenico.
Il film originale era stato diretto da Richard Attenborough su sceneggiatura di William Goldman, che adattava il proprio romanzo. Hopkins, anni prima di consegnarsi definitivamente all’immaginario collettivo con Hannibal Lecter, costruiva lì un personaggio al limite tra paranoia e dissociazione, in un equilibrio fragile tra horror psicologico e dramma sentimentale. Corky cercava di riallacciare i rapporti con una vecchia fiamma mentre Fats sembrava prendere vita propria, o almeno così lasciava intendere una mente che si stava sgretolando dall’interno.
Ad annunciare il progetto è stata Lionsgate, che ha affidato la regia a Raimi con una dichiarazione del presidente del Motion Picture Group Adam Fogelson: il regista viene descritto come la scelta naturale per questo materiale, con un abbinamento tra autore e soggetto che raramente si presenta con questa chiarezza. La sceneggiatura è firmata da Mark Swift e Damian Shannon, già collaboratori di Raimi nel thriller Send Help.

Il ritorno di Raimi all’horror non è un fatto trascurabile. Il regista ha costruito la sua reputazione proprio su quel genere, con la saga Evil Dead e una capacità tutta sua di mescolare tensione viscerale, umorismo nero e immagini che restano impresse. Negli anni successivi si è spostato verso blockbuster come la trilogia di Spider-Man e Doctor Strange nel Multiverso della Follia, ma il suo sguardo non ha mai abbandonato del tutto quella sensibilità. Un film su uno sdoppiamento mentale che prende forma attraverso un pupazzo di legno sembra costruito su misura per quel tipo di cinema.
Swift e Shannon portano al progetto un’esperienza consolidata nel genere: tra i loro lavori figura la sceneggiatura di Venerdì 13 del 2009, il reboot del celebre franchise slasher. Raimi produrrà inoltre il film insieme a Roy Lee, il cui curriculum include It, l’adattamento del romanzo di Stephen King che nel 2017 divenne uno dei maggiori successi horror degli ultimi decenni.
La versione del 1978 è rimasta negli anni un titolo di culto, spesso citato come esempio di horror psicologico efficace proprio perché costruiva la sua inquietudine più sulla mente del protagonista che su elementi soprannaturali espliciti. Il dubbio, se Fats fosse davvero autonomo o solo la proiezione di una psiche in frantumi, rimaneva aperto fino alla fine. È quella stessa ambiguità che un regista come Raimi, capace di giocare con i confini tra reale e perturbante, può sviluppare con strumenti aggiornati senza tradire lo spirito del materiale originale.

Il progetto arriva dopo il successo di Send Help, thriller con Rachel McAdams e Dylan O’Brien che ha ottenuto buoni risultati al box office americano. Raimi torna dunque all’horror con un punto di forza narrativo chiaro e un team già rodato. I dettagli sulla produzione, sul casting e sulle date di uscita non sono ancora stati resi noti.
