Christopher Nolan non è nuovo alle controversie legate all’accuratezza scientifica o storica dei suoi film. Era già successo con Interstellar, dove diversi fisici avevano sollevato obiezioni sulle scelte narrative legate ai buchi neri e alla teoria della relatività. Il regista aveva tenuto il punto allora, e lo sta facendo di nuovo con L’Odissea, il suo prossimo kolossal tratto dal poema epico di Omero, atteso nelle sale il 17 luglio 2026.
Il film, girato interamente con pellicola 70mm IMAX, vede Matt Damon nei panni di Odisseo, affiancato da un cast di proporzioni raramente viste: Anne Hathaway, Zendaya, Robert Pattinson, Tom Holland, Benny Safdie. Una produzione che già prima dell’uscita si è guadagnata un’attenzione fuori scala, con prevendite per le proiezioni IMAX esaurite in meno di dodici ore dall’apertura, un anno prima del debutto.
Le prime reazioni ai trailer hanno scatenato un dibattito acceso tra appassionati di storia antica e classicisti. I punti contestati sono principalmente due: i dialoghi, con particolare attenzione a una battuta in cui il personaggio di Telemaco, interpretato da Tom Holland, si riferisce al padre usando un’espressione considerata anacronistica rispetto al contesto dell’epica omerica; e l’armatura indossata da Benny Safdie nel ruolo di Agamennone, che alcuni hanno accostato visivamente al Batsuit delle trilogia di Batman diretta dallo stesso Nolan.

Il regista ha risposto a queste osservazioni in un profilo pubblicato su Time magazine. Riguardo all’armatura di Agamennone, Nolan ha spiegato che esistono daghe micenee in bronzo annerito, e che la teoria secondo cui il bronzo potesse essere trattato con processi di scurimento nell’antichità è storicamente plausibile. La costumista Ellen Mirojnick, ha aggiunto, stava cercando di comunicare visivamente lo status elevato del personaggio attraverso materiali preziosi, coerentemente con la logica interna del mondo rappresentato.
Il parallelismo con Interstellar non è casuale. «Quando guardi al futuro, cerchi la migliore speculazione possibile», ha dichiarato Nolan. «Quando guardi al passato antico, è esattamente lo stesso processo. Spero che il pubblico possa godere del film anche senza essere d’accordo su tutto. Con Interstellar molti scienziati hanno sollevato obiezioni. Ma non vuoi che la gente pensi che tu abbia affrontato il lavoro con superficialità.»
Il casting di Travis Scott nel ruolo di un aedo, il cantore epico della tradizione greca, è stato spiegato in modo simile: «L’ho scelto perché volevo rendere omaggio all’idea che questa storia sia stata tramandata come poesia orale, il che è analogo al rap.»

Se le dispute sull’accuratezza storica appartengono a un dibattito culturale tutto sommato prevedibile per un’opera di questo tipo, la reazione al casting di Lupita Nyong’o ha assunto toni ben diversi. L’attrice premio Oscar interpreterà il doppio ruolo di Elena di Troia e di sua sorella Clitemestra. La notizia ha alimentato una reazione negativa che, sui social media, ha preso una piega sempre più aggressiva.
Tra le voci critiche si è distinto Elon Musk, che su X ha commentato il casting alludendo alle norme sull’inclusività introdotte dall’Academy of Motion Picture Arts and Sciences per i candidati agli Oscar, suggerendo che le scelte di casting fossero guidate da considerazioni legate ai premi. È opportuno precisare, tuttavia, che quelle regole riguardano standard di rappresentanza nella produzione e non impongono vincoli sul casting di singoli ruoli. Va aggiunta un’ulteriore considerazione: i personaggi dell’Odissea e dell’epica omerica sono figure mitologiche, non storiche, e la questione dell’identità etnica di Elena di Troia non ha fondamento documentario.
Analoga polemica ha riguardato Elliot Page, la cui partecipazione al film è stata anticipata, con il ruolo dello spirito di Achille indicato come ipotesi tra le più accreditate, sebbene non ancora confermato ufficialmente.

Il clima attorno al film si è fatto, a tratti, marcatamente ostile. Non è la prima volta che un’opera ad alto profilo si trova al centro di questo tipo di scontro culturale, ma la scala del fenomeno e la velocità con cui il dibattito si è radicalizzato segnalano qualcosa di più strutturale nel modo in cui certi titoli vengono ricevuti ancora prima di arrivare in sala.
Nonostante il rumore, o forse anche grazie ad esso, L’Odissea si presenta come uno degli eventi cinematografici più attesi dell’anno. Il precedente delle prevendite IMAX esaurite è un segnale difficile da ignorare: il pubblico, evidentemente, vuole vedere questo film. La domanda aperta riguarda in quale misura le polemiche pre-uscita influenzeranno la ricezione critica e commerciale dell’opera, oppure se, come spesso accade, il film saprà parlare da solo una volta che le luci della sala si spegneranno.
