Sul red carpet del Palais des Festivals, nella serata di ieri, il Festival di Cannes 2026 ha vissuto uno dei suoi momenti più densi di aspettativa. La proiezione ufficiale di Histoires Parallèles (Parallel Tales) ha riunito sul tappeto rosso della Croisette un cast che è già, da solo, una dichiarazione d’intenti: Isabelle Huppert, Catherine Deneuve, Vincent Cassel, Virginie Efira, Pierre Niney, India Hair e Adam Bessa, guidati dal regista iraniano Asghar Farhadi. Presente all’appuntamento anche il produttore Alexandre Mallet-Guy.

La presenza congiunta di Huppert e Deneuve ha catalizzato l’attenzione del pubblico e degli addetti ai lavori in modo particolare. Le due attrici rappresentano linee diverse ma complementari della storia del cinema francese: percorsi costruiti su decenni di scelte autoriali, riconoscimenti internazionali e una presenza scenica che va ben oltre i singoli film. Vederle insieme in un progetto firmato da un autore come Farhadi racconta qualcosa di preciso sulle ambizioni del film, anche prima che questo arrivi agli occhi della giuria e della critica.

Accanto a loro, Vincent Cassel e Virginie Efira confermano una presenza sempre più centrale nel panorama del cinema europeo di qualità, mentre Pierre Niney porta al progetto una generazione più recente ma già pienamente affermata. Il cast, nel suo insieme, copre trasversalmente diversi momenti del cinema francese e internazionale, riflettendo una volontà di costruire qualcosa che parli a pubblici e sensibilità differenti.

Farhadi arriva a Cannes con un peso autoriale preciso: vincitore di due premi Oscar per Una separazione (2012) e Il cliente (2017), il regista è riconosciuto per un cinema che lavora su conflitti morali, tensioni relazionali e ambiguità etiche che non si risolvono mai del tutto. Sono elementi che il suo pubblico conosce bene, e che in questo nuovo progetto sembrano trovare una dimensione inedita, quella di un racconto internazionale costruito attorno a figure del cinema europeo. I dettagli sulla trama restano ancora riservati, ma il titolo stesso, Storie parallele, suggerisce una struttura narrativa frammentata, forse corale, dove le vite si sfiorano senza necessariamente incontrarsi.

Per la 79ª edizione del Festival di Cannes, Histoires Parallèles è già uno dei titoli più seguiti in concorso. Non solo per il profilo del regista o per la composizione del cast, ma per quello che la combinazione di questi elementi lascia intuire: un film che prende sul serio la complessità, che non cerca la semplicità come via d’uscita. Le immagini del red carpet hanno cominciato a circolare rapidamente, alimentando una curiosità che troverà risposta nelle prime reazioni della critica nelle prossime ore.

La Croisette, in fondo, funziona anche così: prima si guarda chi sale le scale, poi si aspetta cosa succede dentro la sala.
