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Recensione: Obsession, quando il desiderio di essere amati si trasforma in violenza

Curry Barker esordisce con un horror che trasforma la solitudine maschile e il bisogno di essere scelti in qualcosa di perturbante e moralmente scomodo.

by Mauro Terrone

Un ragazzo innamorato. Un desiderio esaudito. E tutto che comincia ad andare storto nel modo più disturbante possibile. Obsession, film diretto dall’esordiente Curry Barker e uscito il 16 aprile 2026, parte da una premessa che potrebbe appartenere a una fiaba nera, ma costruisce rapidamente qualcosa di molto più scomodo: un ritratto preciso e angosciante del bisogno di essere amati quando si trasforma in possesso.

Il protagonista è Bear, interpretato da Michael Johnston, giovane timido e insicuro che lavora in un negozio di strumenti musicali. È innamorato della collega Nikki, a cui presta vita Inde Navarrette, ma non riesce a dirlo. La soluzione che trova è agghiacciante nella sua semplicità narrativa: utilizza un oggetto misterioso chiamato “One Wish Willow”, che promette di esaudire un desiderio. Bear chiede che Nikki lo ami più di chiunque altro al mondo. Il desiderio funziona.

Da quel momento Nikki cambia. Diventa passionale, dipendente, possessiva, sempre più legata a Bear in modo innaturale. Lui, all’inizio, vive quella trasformazione come una liberazione: è uscito dalla friendzone, è finalmente desiderato. Ma il film costruisce la propria tensione proprio su questa zona grigia morale. Bear capisce che qualcosa non va, capisce che Nikki non è libera, eppure continua ad approfittare della situazione. È questa la scelta narrativa più coraggiosa di Obsession: mettere lo spettatore dentro il punto di vista di chi ha provocato il danno.

Bear non è un antagonista nel senso classico, ma nemmeno una vittima innocente. È un personaggio fragile che, per sentirsi amato, ha scelto di cancellare la volontà di un’altra persona. Il film diventa così più perturbante di quanto ci si aspetti da un horror soprannaturale, perché il vero terrore non risiede soltanto in ciò che accade a Nikki, ma nel desiderio egoista che ha reso possibile tutto quanto.

Barker usa il genere per toccare temi precisi: consenso, dipendenza emotiva, solitudine maschile, il bisogno ossessivo di essere scelti. Lo fa senza toni didascalici, portando all’estremo dinamiche riconoscibili come la gelosia, il controllo, la paura dell’abbandono e l’idea malata che l’amore possa essere ottenuto invece che ricevuto. Il film cresce scena dopo scena, passando dalla commedia nera al body horror psicologico, fino a momenti di violenza sempre più brutali.

La performance di Inde Navarrette è il centro emotivo del racconto. Nikki alterna dolcezza, confusione, seduzione e follia, restituendo al personaggio una dimensione tragica oltre che spaventosa. Una lunga sequenza ambientata durante una festa, in cui Nikki perde completamente il controllo davanti a tutti, è destinata a fare discutere e a circolare online: è il tipo di scena che trasforma un piccolo horror indipendente in un prodotto capace di costruirsi una propria vita fuori dalla sala.

Realizzato con un budget di 750.000 dollari, Obsession si inserisce in una tendenza precisa del cinema horror contemporaneo: quella degli autori arrivati da percorsi non convenzionali, capaci di usare il genere per radiografare ansie collettive molto specifiche. Il film viene accostato da più parti a titoli come Barbarian e Talk to Me per il modo in cui mescola ironia, disagio psicologico e violenza improvvisa, anche se si tratta di percezioni che circolano nel dibattito critico e non di affinità certificabili in modo assoluto.

Il voto assegnato alla pellicola, 3 su 5, riflette un film che funziona meglio come provocazione morale che come horror puro. Non tutto convince in egual misura, ma la domanda che Obsession lascia aperta al termine della visione è quella che conta: quanto può diventare pericoloso il bisogno di essere amati quando smette di essere desiderio e diventa possesso? Non è una domanda da film dell’orrore. Ed è esattamente per questo che fa più paura.

FILM
3/5

Scheda tecnica

  • Genere: Horror, Thriller psicologico, Soprannaturale
  • Nazione: U.S.A.
  • Uscita: 14/05/2026
  • Durata: 108 min
  • Piattaforma / Distribuzione: Universal Pictures
  • Produzione / Network: Blumhouse Productions, Capstone Pictures, Tea Shop Productions e Under the Shell
  • Regia: Curry Barker
  • Sceneggiatura: Curry Barker
  • Fotografia: Taylor Clemons
  • Montaggio: Curry Barker
  • Musiche: Rock Burwell

Cast principale

  • Michael Johnston – Bear
  • Inde Navarrette – Nikki

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