Sébastien Laudenbach non smette di ridisegnare i confini dell’animazione europea. Il regista francese, già noto per lo stile pittorico e quasi materico dei suoi lavori, torna al grande schermo con “Viva Carmen”, un film animato che debutterà al Festival di Cannes 2026 nella sezione Quinzaine des Cinéastes, la storica rassegna nota come Directors’ Fortnight, per poi approdare anche al Festival di Annecy, vetrina d’eccellenza per il cinema d’animazione mondiale.
Il titolo porta con sé un’eredità pesante: quella della Carmen di Georges Bizet, una delle opere liriche più celebrate e adattate della storia. Laudenbach, che firma anche la sceneggiatura insieme a Santiago Otheguy, non cerca però la fedeltà illustrativa al libretto ottocentesco. Sceglie invece Siviglia come scenario vivo, caotico e popolare, una città di marinai e piccoli delinquenti, ambientata nel 1845, dove il mito di Carmen si incarna in una giovane gitana dalla voce straordinaria e dallo spirito indomabile.
Il punto di vista narrativo appartiene a Salvador, detto Salva, un tredicenne che torna in città dopo tre anni di lontananza e incontra Carmen, una donna di vent’anni dalla personalità magnetica. A complicare tutto è Antonio, maestro arrotino dotato di una capacità mistica: leggendo i riflessi delle lame che affila, intravede il futuro, e quel futuro annuncia la morte di Carmen per mano di un soldato di nome José. Salva non accetta l’inevitabilità di quel destino. Raduna intorno a sé un gruppo eterogeneo di ragazzi di strada, guidati dalla vivace Belén, e insieme decidono di sfidare ciò che sembra scritto.

La trama rilegge il mito in chiave collettiva e generazionale: non è più solo la storia tragica di una donna libera schiacciata dalla gelosia, ma il racconto di chi sceglie di resistere al fato con gli strumenti limitati dell’adolescenza e della solidarietà di strada. Un cambio di prospettiva che, almeno sulla carta, trasforma la Carmen dannata in un personaggio da proteggere piuttosto che da compatire.
Sul piano visivo, il film si inserisce con coerenza nel percorso estetico di Laudenbach. Il suo tratto pittorico a mano libera, fatto di colori saturi, contorni instabili e campiture che sembrano ancora umide di pennello, è già riconoscibile nei lavori precedenti: “La jeune fille sans mains” (2016) e “Poulet aux prunes” non c’entrano nulla, mentre “Chicken for Linda!” del 2023 aveva già mostrato al pubblico internazionale quella capacità di fare della pittura animata qualcosa di viscerale e immediato. Il teaser di “Viva Carmen” conferma uno stile che non si discosta da quella tradizione, anzi la porta su un terreno cromaticamente ancora più caldo, coerente con la Spagna meridionale come paesaggio dell’anima oltre che geografico.
Il cast vocale è di qualità: Camélia Jordana presta la voce a Carmen, scelta non casuale per una cantante e attrice nota per la sua capacità di attraversare registri emotivi diversi. Accanto a lei Milo Machado-Graner, Soumaye Bocoum e Carl Malapa completano il quartetto principale.
“Viva Carmen”, noto anche con il titolo originale francese “Carmen, l’oiseau rebelle”, è prodotto da Damien Brunner, Sarah Delmas, Pablo Jordi, Veronica Lassenius e Pierre-Henri Léon. L’uscita nelle sale francesi è prevista per l’ottobre 2026. Non risulta, al momento, alcuna distribuzione confermata per il mercato Italiano.













