Il Festival di Cannes 2026 ha preso il via il 12 maggio con una scelta che dice molto sullo spirito di questa edizione: aprire con una commedia romantica francese, firmata da Pierre Salvadori, regista che ha sempre saputo muoversi con grazia tra leggerezza e profondità emotiva. The Electric Kiss, film fuori concorso scelto per la serata inaugurale, porta in scena una storia che intreccia perdita, inganno e rinascita sentimentale, con un cast composto tra gli altri da Pio Marmaï, Anaïs Demoustier e Gilles Lellouche. Un film pensato per il pubblico, capace di parlare a chi cerca nel cinema una forma di evasione senza rinunciare alla sostanza.
La scelta di una commedia per aprire la rassegna non è mai banale alla Croisette, dove il peso del cinema d’autore tende a farsi sentire fin dalle prime ore. Eppure Cannes ha sempre avuto la capacità di sorprendere proprio in apertura, e questa edizione non fa eccezione.
Il programma 2026 raccoglie una generazione di cineasti che hanno già lasciato il segno alla storia del festival, accanto a figure che la Croisette la frequentano con continuità ormai consolidata. Tra i nomi annunciati spiccano Cristian Mungiu, già Palme d’Or, e Hirokazu Kore-eda, che ha vinto la Palme nel 2018 con Un affare di famiglia: due sguardi sul mondo tra loro molto distanti per sensibilità e geografie, ma accomunati da una visione del cinema come atto politico e umano insieme.

A questi si aggiunge Asghar Farhadi, regista iraniano due volte premiato con l’Oscar per il miglior film internazionale, presenza che conferma la vocazione del festival a ospitare voci capaci di raccontare conflitti sociali e morali attraverso la forma del dramma domestico. Ira Sachs, nome di riferimento del cinema indipendente americano, porta invece uno sguardo più intimista, legato alla tradizione del racconto di relazioni e identità.
Il programma comprende inoltre nuovi lavori di Pedro Almodóvar, Guillaume Canet, Nicolas Winding Refn e Paweł Pawlikowski: autori che nel tempo hanno costruito un rapporto ricorrente con Cannes, ciascuno con una poetica riconoscibile e spesso divisiva.
Il contesto in cui si svolge questa edizione non è privo di tensioni. Tra i temi che circolano nei corridoi del mercato e nelle conversazioni della Croisette figurano l’intelligenza artificiale applicata alla produzione cinematografica e le recenti modifiche alle regole dell’Academy: argomenti che attraversano trasversalmente il settore e che trovano nei festival internazionali uno dei luoghi privilegiati di dibattito.

Cannes non è solo una vetrina: è anche il posto dove l’industria cinematografica mondiale si confronta sui propri cambiamenti strutturali. E il 2026 non sembra fare eccezione.
Il festival prosegue fino al 23 maggio. Le recensioni dei film in competizione e fuori concorso vengono aggiornate progressivamente, titolo dopo titolo, con i film in arrivo nei prossimi giorni che promettono di alimentare il dibattito critico su questa edizione.












