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La Nueva Ola 2026: il cinema iberoamericano vince con ‘Il silenzio degli altri’

Il festival diretto da Martin-Peralta e Sartori chiude con oltre 2.000 presenze e premia un'opera prima che trasforma la sordità in linguaggio cinematografico puro.

by Redazione

La Nueva Ola si conferma l’unico appuntamento italiano capace di restituire dignità narrativa al cinema iberoamericano contemporaneo senza cadere nella trappola del folklore o dell’esotismo compiacente. La diciannovesima edizione, che ha animato le sale del Barberini e del Troisi dal 6 al 10 maggio, ha registrato oltre 2.000 presenze e consegnato il Premio Urban Vision Group a Il silenzio degli altri (Sorda) di Eva Libertad, opera prima spagnola che arriverà nelle sale italiane il 28 maggio distribuita da Lucky Red.

Quello che colpisce non è solo la scelta del film vincitore, ma il fatto che La Nueva Ola continui a essere un festival che seleziona con coraggio opere capaci di spostare il dibattito oltre i confini del genere o della denuncia sociale fine a se stessa. Il silenzio degli altri affronta il tema della maternità dal punto di vista di una donna non udente immersa in un mondo di udenti, ma lo fa senza trasformare la protagonista in un simbolo astratto. La sordità diventa linguaggio cinematografico, corpo che occupa lo spazio, sguardo che costruisce senso anche quando il suono viene negato.

Eva Libertad, al suo esordio dietro la macchina da presa, sceglie di non spiegare, di non didascalizzare. La maternità viene raccontata come esperienza fisica, tangibile, a volte dolorosa, mai idealizzata. Non c’è retorica del sacrificio, non c’è celebrazione dell’eroismo quotidiano. C’è una donna che esiste, che vuole essere madre, che si scontra con un sistema fatto di suoni, parole, codici che non le appartengono e che non si sforzano di appartenerle. Il cinema di Libertad non chiede compassione: pretende attenzione.

Accanto al premio principale, il riconoscimento della Giuria Giovani è andato a Runa Simi di Augusto Zegarra, film peruviano che ha visto la presenza sul palco di Manuel Cacho-Sousa, Ambasciatore del Perù in Italia. Un segnale importante: La Nueva Ola non è solo un festival, è un ponte istituzionale e culturale tra Italia e America Latina, sostenuto dalle Ambasciate di Spagna e dei Paesi latinoamericani, dall’IILA, dall’Instituto Cervantes e da numerosi altri enti. Questo tessuto di relazioni permette al festival di non essere un evento isolato ma un sistema di diffusione capillare che proseguirà fino all’inverno con tappe a Genova, Prato, Napoli, Messina, Capalbio, Brescia, Bergamo, Padova, Cagliari, Campobasso e Bolzano.

Il Premio Futura, dedicato alla coproduzione Italia-Spagna, è stato assegnato al progetto Sin plumas di Marco Borromei ed Elettra Pierantoni, ulteriore testimonianza di come il festival non si limiti a celebrare il passato ma investa concretamente sul futuro produttivo e autoriale. Il premio è stato conferito da Claudia Barattini, Segretario Culturale dell’IILA, confermando il legame stretto tra festival e istituzioni internazionali.

Ma La Nueva Ola non si ferma alle sale. Fino al 19 maggio la programmazione continua online su MYmovies ONE – Canale La Nueva Ola, con una selezione curata da EXIT Media del miglior cinema spagnolo e latinoamericano contemporaneo. Un’estensione digitale che non è un ripiego ma una scelta strutturale: il festival sa che il pubblico di oggi si muove su più piattaforme, che l’accesso all’opera non può essere vincolato alla geografia fisica. La Nueva Ola è un festival itinerante per vocazione, un organismo vivo che si adatta al territorio senza perdere identità.

Iris Martin-Peralta e Federico Sartori, direttori artistici, hanno costruito negli anni un modello di festival che non insegue le logiche del tappeto rosso o del glamour fine a se stesso. La Nueva Ola è un appuntamento che ragiona sul cinema come linguaggio, non come prodotto da consumare. Le scelte di programmazione riflettono una visione precisa: dare spazio a opere che rischiano di rimanere invisibili nel circuito distributivo mainstream, ma che portano con sé una forza narrativa e una coerenza formale capaci di resistere al tempo.

L’appuntamento napoletano di giugno, con Beatriz Arjona – attrice protagonista di Buen camino – come madrina d’onore, conferma la volontà di portare il festival nei Quartieri Spagnoli, luogo simbolico di incontro tra culture, di stratificazione storica e di identità meticcia. Non è un caso che La Nueva Ola scelga spazi come FOQUS o la Fondazione Horcynus Orca a Messina: sono luoghi che parlano, che hanno una storia, che non si limitano a ospitare il cinema ma lo contaminano.

Quello che resta, a festival chiuso, è la sensazione che esista ancora uno spazio per un cinema che non si accontenta, che non si piega alle logiche del mercato, che non rinuncia alla complessità. Il silenzio degli altri di Eva Libertad è il manifesto perfetto di questa edizione: un film che parla di corpi, di madri, di esclusione, di linguaggi che si cercano e non si trovano. Un film che non urla, ma che si fa sentire. Esattamente come dovrebbe fare il cinema.

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