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‘Non è un paese per single’: come Felicia Kingsley è passata dal libro allo schermo

Diciotto romanzi, oltre quattro milioni di copie vendute e una fan base crescente: la scrittrice più venduta d'Italia vede per la prima volta una sua storia diventare un film, disponibile su Prime Video.

by Valeria Bernardo

Felicia Kingsley, quarantenne modenese che nella vita parallela fa l’architetta, ha costruito negli ultimi anni un impero letterario fatto di storie d’amore, personaggi complessi e un pubblico fedelissimo che la segue romanzo dopo romanzo. Da tre anni nessuno vende più libri di lei nel nostro Paese. Diciotto romanzi pubblicati, tradotti in venti Paesi, oltre quattro milioni di copie vendute e riconoscimenti che ne certificano il fenomeno editoriale: Autrice dell’Anno ai TikTok Book Awards nel 2024, Premio Hemingway Lignano per il Futuro 2025.

Eppure, fino a oggi, nessuna delle sue storie era mai arrivata sullo schermo. Con “Non è un paese per single”, diretto da Laura Chiossone e ora disponibile su Prime Video, questo confine viene finalmente attraversato. Il film rappresenta il primo adattamento cinematografico di un romanzo di Kingsley, un passaggio che la scrittrice ha vissuto con un misto di emozione e naturale gelosia autoriale.

Durante un incontro a Roma per la presentazione del film, insieme agli interpreti Amanda Campana e Sebastiano Pigazzi, Kingsley ha raccontato come la storia sia nata come un omaggio a Jane Austen e al suo “Orgoglio e pregiudizio”. Un riferimento che non sorprende, considerando l’attenzione che la scrittrice riserva ai rapporti sentimentali sani, costruiti sulla consapevolezza e sul miglioramento reciproco.

“È necessario fidarsi”, ha spiegato parlando dell’adattamento. “Ho avuto la fortuna di poter contare su una squadra di grandi professionisti. Il cinema prevede un dono della sintesi che io non possiedo, deve farti arrivare in un attimo un sistema di emozioni e stratificazioni umane molto complesse.”

Il percorso di Kingsley inizia nel 2017 con “Matrimonio di convenienza”, esordio a cui sono seguiti numerosi bestseller come “Due cuori in affitto” e “Una ragazza d’altri tempi”, tutti pubblicati da Newton Compton Editori. Il più recente è “Mezzanotte a Parigi”, l’ennesimo tassello di una produzione narrativa che ha conquistato fasce di pubblico sempre più ampie.

Quando parla del romance, genere che frequenta da autrice e da lettrice, Kingsley non nasconde la consapevolezza delle difficoltà che questo filone letterario ha dovuto affrontare. “Il romance ha sofferto l’essere considerato dai media tradizionali come serie B”, ha affermato. “Poi l’avvento di internet ha provocato una caduta delle barriere, ha permesso ai lettori di parlare di romance e fare sempre più rumore, trovando un posto per confrontarsi e allargare un passaparola che fino a quel momento era ridotto nei numeri. Un effetto domino i cui risultati si vedono nelle classifiche di vendita.”

L’immaginario di commedie romantiche con cui è cresciuta, svezzata dai gusti materni, emerge come un filo rosso nelle sue dichiarazioni. Se deve citare un titolo, indica “Una donna in carriera”, film che combina la dimensione personale e professionale della protagonista. “Mostra come l’amore non esattamente lo ricerchi, ma lo incontri e lo assecondi se capisci che può aggiungere qualcosa alla tua vita. Ma se entra nella tua vita, allora deve portare un miglioramento.”

Questa visione si riflette nelle sue pagine: storie che non hanno intento didattico ma che nascono dal desiderio di intrattenere, divertire e lasciare un sorriso quando il lettore chiude il libro. “Descrivo storie d’amore sane, perché piacciono a me. Cerco di raccontare rapporti che vorrei vedere”, ha aggiunto.

La sfida che Kingsley identifica come prossima riguarda l’ampliamento del pubblico del romance. “La mia prossima sfida è dimostrare come il romance possa parlare a tutti, non solo alle donne ma anche agli uomini, senza barriere. In libreria non c’è il filo spuntato.”

Decisa e cortese, con grande consapevolezza di ciò che accade intorno a lei, Kingsley rivendica la passione ma anche la dignità letteraria di un genere che ha fatto i conti con pregiudizi ambientali radicati. “Sono ben contenta di parlare con queste persone e decostruirne i pregiudizi”, ha dichiarato, riferendosi a chi guarda al romance con scetticismo.

L’adattamento di “Non è un paese per single” segna dunque un doppio passaggio: da un lato, il debutto della scrittrice nel mondo audiovisivo; dall’altro, un ulteriore tassello nella legittimazione culturale di un genere che, grazie a internet e al passaparola digitale, ha conquistato spazio e visibilità. Un percorso in cui Kingsley si trova in prima fila, forte di numeri che parlano chiaro e di una fan base sempre più solida.

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