Home Netflix“The WONDERfools” su Netflix: supereroi inadeguati tra nostalgia anni Novanta e satira del genere

“The WONDERfools” su Netflix: supereroi inadeguati tra nostalgia anni Novanta e satira del genere

Park Eun-bin torna su Netflix in un k-drama che promette di sovvertire il genere supereroistico: una storia ambientata nel 1999 con eroi goffi e incapaci.

by Valeria Bernardo

Netflix ha deciso di giocare la sua carta nel già saturo universo supereroistico con un approccio inedito: The WONDERfools, k-drama in arrivo sulla piattaforma il 15 maggio 2026, diretto da Yoo In-sik, lo stesso regista dietro al fenomeno globale Extraordinary Attorney Woo. A guidare il cast c’è ancora una volta Park Eun-bin, protagonista di quel successo planetario, che questa volta interpreta Eun Chae-ni, una ragazza comune in un paesino sperduto della Corea del Sud.

La premessa è semplice quanto sovversiva: dopo un incidente inaspettato, Eun Chae-ni e un gruppo eterogeneo di amici scoprono di aver acquisito superpoteri. Il problema? Sono completamente, irrimediabilmente inadeguati. Non eroi nati, non destinati a salvare il mondo, non dotati di quella naturale nobiltà d’animo che ci si aspetta da chi indossa un mantello. Solo persone comuni, definite esplicitamente come “dolorosamente non qualificate” per il ruolo che il destino ha assegnato loro.

Il ribaltamento del mito supereroistico

È qui che entra in gioco il doppio DNA della serie. Da un lato, The WONDERfools richiama inequivocabilmente Gli Incredibili: al centro della narrazione c’è lo stesso conflitto identitario, la stessa lotta per trovare il proprio posto nel mondo. Ma con una differenza sostanziale. Se nel capolavoro Pixar i protagonisti erano professionisti costretti a fingere di essere ordinari, qui gli ordinari sono costretti a fingere di essere professionisti. È questo ribaltamento a generare il potenziale comico e drammatico della serie.

Dall’altro lato, c’è l’anima satirica mutuata da The Boys. Il fenomenale show di Prime Video ha dimostrato che il pubblico è pronto per una decostruzione spietata del mito supereroistico. Dove The Boys presenta gli eroi come corrotti villain, The WONDERfools adotta un approccio diverso ma altrettanto sovversivo: i suoi protagonisti hanno i poteri, ma sono talmente inadeguati da risultare ridicoli. Goffi, maldestri, incapaci di padroneggiare le loro nuove abilità.

Il 1999 come cornice narrativa

L’ambientazione temporale non è casuale. Come Gli Incredibili evocava nostalgicamente un’epoca d’oro del fumetto supereroistico attraverso la sua estetica anni Sessanta, The WONDERfools sfrutta il peculiare momento storico del passaggio al nuovo millennio. Il 1999 era un’epoca di ansie collettive, di timori apocalittici legati al Millennium Bug che avrebbe dovuto mandare in tilt il mondo, di speranze e paure per il futuro.

In questo contesto di isteria da fine del mondo, l’arrivo improvviso di superpoteri assume un significato ancora più surreale e straniante. La scelta di ambientare la storia in quel preciso momento storico aggiunge un ulteriore livello di lettura: quando il mondo già teme la propria fine per ragioni tecnologiche, cosa succede se compaiono persone con abilità straordinarie ma nessuna idea di come usarle?

Azione esplosiva e inadeguatezza comica

La serie promette di non limitarsi alla commedia. Come The Boys, anche The WONDERfuls punta su sequenze d’azione esplosive e ad alta intensità. I protagonisti potranno anche non avere la minima idea di come usare correttamente i loro poteri, potrebbero essere tutt’altro che aggraziati nel farlo, ma quando scatenano le loro abilità, le conseguenze saranno spettacolari.

Il contrasto è proprio questo: l’inettitudine comica dei personaggi contrapposta alla devastazione visivamente potente che sono in grado di causare. Un equilibrio delicato tra risate e tensione, tra satira e spettacolo, che potrebbe rivelarsi la chiave del successo o il tallone d’Achille della serie.

La famiglia che ci si sceglie

Centrale nella narrazione è il concetto di “found family”, la famiglia che ci si sceglie piuttosto che quella biologica. Questo gruppo eterogeneo di amici che scopre i poteri insieme deve imparare non solo a gestire le proprie abilità, ma anche a funzionare come squadra. E quando sei circondato da persone altrettanto inadeguate, il processo diventa ancora più complicato e, inevitabilmente, più divertente.

La dinamica di gruppo sarà probabilmente uno degli elementi distintivi della serie: come si costruisce una squadra di supereroi quando nessuno ha le credenziali per esserlo? Come si affrontano minacce concrete quando la tua principale caratteristica è l’incompetenza?

Una scommessa ambiziosa

Può davvero funzionare questo ibrido tra la dolcezza pixariana, il cinismo di The Boys e l’estetica nostalgica del 1999? La combinazione è ambiziosa, quasi rischiosa. Da un lato c’è il fascino di un approccio fresco al genere supereroistico, che arriva in un momento in cui Marvel e DC hanno esplorato ogni angolo possibile. Dall’altro, il rischio di un prodotto che voglia essere troppe cose insieme, perdendo coerenza narrativa.

Il team creativo ha dalla sua parte Yoo In-sik, regista che ha già dimostrato di saper bilanciare toni diversi con Extraordinary Attorney Woo, e Park Eun-bin, attrice capace di portare profondità anche ai personaggi più peculiari. Se riusciranno a mantenere le promesse, The WONDERfools potrebbe rivelarsi una delle serie più originali del 2026.

La risposta arriverà il 15 maggio 2026, quando la serie debutterà su Netflix. Nel frattempo, l’idea di supereroi inadeguati nella Corea del Sud del 1999 è già abbastanza intrigante da catturare l’attenzione di chi cerca qualcosa di diverso nel panorama sovraffollato delle storie di supereroi.

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