La notte dei David di Donatello 2026 si presenta come un’edizione densa di significati che vanno oltre le statuine assegnate. La cerimonia, in diretta su Rai Uno alle 21:30, porta con sé due novità principali: i conduttori sono Flavio Insinna e Bianca Balti, coppia inedita per il premio più importante del cinema italiano. Al loro fianco si alterneranno ospiti italiani e internazionali, da Matthew Modine a Stefania Sandrelli, da Annalisa a Margherita Vicario, passando per Raoul Bova, Angela Finocchiaro e Nino Frassica.
Quest’anno la competizione appare particolarmente equilibrata. Il cinema italiano ha dimostrato una stratificazione interessante, con nomi affermati e debutanti in gara, e una presenza femminile significativa dietro la macchina da presa. L’assenza di film italiani nelle selezioni ufficiali di festival come Berlino e Cannes ha però segnato un elemento di riflessione per l’intera industria.
Prima della serata di gala, come da tradizione, si è svolta la cerimonia al Quirinale, momento istituzionale dove cinema e Repubblica si incontrano. Quest’anno l’atmosfera è stata particolarmente carica di tensioni legate alla gestione dei fondi pubblici destinati al settore. Il presidente Sergio Mattarella ha sottolineato come il cinema italiano abbia accompagnato la crescita della Repubblica, definendolo non solo settore produttivo ma creatore di linguaggio e immaginario condiviso.

Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha affrontato direttamente alcune criticità emerse negli ultimi mesi, ammettendo errori nella gestione dei finanziamenti. Particolare clamore aveva suscitato il caso del docufilm su Giulio Regeni, “Tutto il male del mondo”, risultato non idoneo ai fondi pubblici, mentre il progetto su Fabrizio Corona, “Io sono Notizia”, aveva ottenuto l’idoneità al Tax Credit. Un contrasto che ha alimentato il dibattito sulla trasparenza e coerenza dei criteri di assegnazione.
Piera Detassis ha letto una lettera aperta firmata dalle associazioni del cinema e dell’audiovisivo, documento che richiede alle istituzioni un sostegno reale e continuativo, con particolare attenzione alle figure tecniche che operano dietro la macchina da presa. Il messaggio è chiaro: senza scenografi, montatori, direttori della fotografia, operatori e tecnici del suono, il cinema non può esistere.
Nonostante il clima teso, tutte le parti hanno manifestato disponibilità al dialogo, con la volontà dichiarata di costruire rapporti solidi basati su impegni concreti e mantenuti nel tempo.

Sul fronte artistico, sono già stati assegnati i David Speciali a tre maestri del cinema italiano: Vittorio Storaro, direttore della fotografia pluripremiato, Gianni Amelio, regista dalla carriera quarantennale, e Bruno Bozzetto, animatore e autore visionario. Ornella Muti sarà presente per ritirare il David speciale che le era stato assegnato l’anno precedente.
La cerimonia di presentazione è stata condotta da Claudio Bisio, che ha ricordato l’importanza della fruizione cinematografica in sala, tema cruciale in un momento in cui il settore attraversa difficoltà legate alla mancanza di finanziamenti pubblici adeguati.
Il palco dei David può rappresentare, in un momento storico e politico complesso, uno spazio dove esprimere pensieri e posizioni, oltre che celebrare il meglio della produzione cinematografica nazionale. L’appuntamento è fissato per questa sera alle 21:30 su Rai Uno, mentre i vincitori saranno annunciati domattina alle otto.












