Home FilmGuillermo Del Toro e gli Hutt di “The Mandalorian and Grogu”: l’ossessione per Jabba diventa cinema

Guillermo Del Toro e gli Hutt di “The Mandalorian and Grogu”: l’ossessione per Jabba diventa cinema

Il regista messicano ha consultato Jon Favreau per dare forma alla cultura degli Hutt e al loro pianeta natale, realizzando un'ambizione che inseguiva da tempo.

by Mauro Terrone

Guillermo Del Toro ha finalmente trovato il modo di esplorare il suo angolo preferito della galassia di Star Wars. Il regista messicano, da tempo interessato a raccontare una storia gangsteristica su Jabba the Hutt e la cultura dei clan Hutt, ha collaborato con Jon Favreau per dare forma agli Hutt che appaiono in The Mandalorian and Grogu, il film in uscita il 22 maggio 2026.

Durante una tappa del press tour a Madrid, Favreau ha spiegato a una serie di testate spagnole come sia nata questa collaborazione. Qualcuno aveva notato che Del Toro riceve un ringraziamento speciale nei titoli di coda del film. “Ho passato molto tempo con Guillermo Del Toro – aveva una storia che voleva raccontare sulle origini di Jabba”, ha dichiarato il regista e produttore. “La comunità dei registi è molto generosa, specialmente nei generi fantasy e fantascienza”.

Del Toro non si è limitato a offrire consigli narrativi. Il suo contributo ha influenzato direttamente l’aspetto fisico dei personaggi. Il regista di La forma dell’acqua era particolarmente interessato a mostrare un Hutt con una fisicità muscolare, un’idea che si è concretizzata nel design di Rotta, il figlio di Jabba doppiato da Jeremy Allen White. Nel film, Rotta appare con una muscolatura massiccia e gladiatoria, lontana dall’aspetto flaccido e sedentario che caratterizzava suo padre.

Accanto a Rotta compaiono anche “i Gemelli”, i cugini di Jabba già visti brevemente in The Book of Boba Fett. Ma è proprio il salto al cinema che ha permesso a Favreau e al suo team di esplorare con maggiore profondità la fisiologia e il movimento di queste creature. “È molto difficile avere personaggi digitali di quella qualità in una serie televisiva, dove devi finire in meno di un anno”, ha spiegato Favreau. “Vuoi sempre che gli Hutt sembrino reali, che si capisca come si muovono la carne e la muscolatura”.

La sfida più ambiziosa è stata portare sullo schermo Nal Hutta, il pianeta natale degli Hutt. Si tratta della prima rappresentazione in live-action di questo mondo, fino ad ora apparso solo in opere animate e nei fumetti. Favreau ha raccontato di aver attinto al vasto archivio di Lucasfilm, coordinato da Doug Chiang, per rispettare i dettagli canonici già stabiliti, come la presenza della luna del pianeta. “Grazie al reparto artistico di Star Wars, specialmente Lucasfilm e Doug Chiang, è quasi come avere un’intera divisione di ricerca”, ha detto.

Il team creativo ha dovuto bilanciare la fedeltà ai materiali esistenti – sia canonici che non – con la necessità di creare qualcosa che sembrasse autenticamente Star Wars. “Dovevamo attenerci a ciò che già esisteva, ma per noi era più importante che sembrasse Star Wars piuttosto che reale”, ha precisato Favreau.

The Mandalorian and Grogu dura 2 ore e 12 minuti e le proiezioni indicano un’apertura al botteghino americano intorno agli 80 milioni di dollari nel weekend di debutto. Il film segna il ritorno della saga di Din Djarin e del piccolo Grogu sul grande schermo, dopo tre stagioni della serie che ha ridefinito il franchise televisivo di Star Wars.

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