Home FilmIl Diavolo Veste Prada 2: tutti i riferimenti al primo film che (forse) non avete notato

Il Diavolo Veste Prada 2: tutti i riferimenti al primo film che (forse) non avete notato

Dal maglione ceruleo agli Chanel regalati: dieci omaggi nascosti al film del 2006 che solo i fan più attenti hanno riconosciuto.

by Elena Di Stasio

È uscito nelle sale Il Diavolo Veste Prada 2, forse uno dei film più attesi dell’anno, o, quanto meno, di questa primavera. Il ritorno sul grande schermo di Andy, Emily, Nigel ma soprattutto di Miranda Priestly ha acceso la curiosità di migliaia di persone in tutto il mondo, divise tra chi non vedeva l’ora di vedere un nuovo capitolo dell’iconica storia di Runway e chi invece nutriva qualche riserva.

Il primo film, uscito nel 2006, è sicuramente diventato un’icona cinematografica, con battute che molti ancora ricordano a memoria e un monologo sul ceruleo entrato di diritto nella storia del cinema. E forse per questo si è riusciti a creare una continuità con quanto abbiamo visto in sala la prima volta.

Abbiamo visto il film in anteprima, e oltre a poter dire (finalmente!) che lo abbiamo amato, abbiamo deciso di raccogliere in questo articolo tutti i riferimenti che sono stati fatti al primo film. E credeteci, sono parecchi! A volte sono solo delle frasi che ci fanno sorridere, altri sono degli upgrade rispetto al passato, altri ancora sono momenti cult rivisitati con l’occhio del presente.

Una cosa è certa: se vent’anni fa abbiamo sognato con Il Diavolo Veste Prada, Il Diavolo Veste Prada 2 ci restituisce le stesse emozioni, rese ancora più forti dalla consapevolezza che il mondo è cambiato, e che i nostri personaggi preferiti sono stati costretti a cambiare con lui. Perciò, una volta visto il film in sala, tornate qui a dirci se avete colto tutti, ma proprio tutti, i riferimenti al primo capitolo.

ATTENZIONE: da questo momento in poi ci saranno SPOILER sulla trama (e non solo) de Il Diavolo Veste Prada 2. Se non avete ancora visto il film e volete evitare anticipazioni di qualsiasi tipo fermatevi qui con la lettura e riprendetela dopo la visione del film.

1. La sequenza iniziale

Tutti, bene o male, ricordiamo le prime scene de Il Diavolo Veste Prada: Andy che passa la mano sullo specchio del bagno dopo la doccia per togliere l’umidità e si lava i denti mentre si prepara per il suo colloquio a Runway, alternata alla preparazione di persone che già ci lavorano, che curano il loro aspetto nei minimi dettagli, dalla biancheria intima agli accessori.

Bene, sappiate che Il Diavolo Veste Prada 2 comincia esattamente nello stesso modo… O quasi. Andy si lava i denti e toglie l’umidità dallo specchio, certo, ma dall’altra parte si alterna la preparazione di uno dei più grandi eventi annuali per Runway. E a tema floreale, nientemeno! Giusto per aggiungere un altro piccolo (ma non troppo) easter egg fin da subito.

L’opulenza della rivista di Miranda Priestly anche stavolta fa contrasto alla vita modesta di Andy, ora reporter affermata, che ha girato il mondo facendosi conoscere con i suoi pezzi.

2. L’ingresso in scena di Miranda Priestly

Altro momento che tutti ricordano da Il Diavolo Veste Prada è l’entrata in scena di Miranda. Viene descritta prima ancora che vista, e tutto ciò che viene detto ci fa intuire quanto sia terribile: esigente, precisa, puntale, senza scrupoli e che mette anche una certa inquietudine. Non la vediamo in faccia finché non esce dall’ascensore, e la macchina da presa segue il suo arrivo dal basso: piedi che indossano scarpe col tacco, gambe, busto e testa solo alla fine.

Anche ne Il Diavolo Veste Prada 2 il suo arrivo all’evento è molto simile. La limousine si ferma di fronte al red carpet, la portiera si apre e ne esce una scarpa con tacco rosso fuoco. Da lì la macchina da presa risale sul suo vestito dello stesso colore fino a farcela rivedere, dopo vent’anni, invecchiata ma sempre con lo stesso sorriso di circostanza nelle serate mondane. L’unica differenza è che capiamo subito che è lei, già dall’arrivo della limousine. La trepidazione però è la stessa della prima volta.

3. “La ragazza sveglia e grassa”

I più attenti hanno riconosciuto subito questa citazione. Nel primo film, infatti, dopo che Andy non è riuscita a procurare a Miranda un volo da Miami a New York durante una tempesta, viene rimproverata aspramente da quest’ultima, che a un certo punto l’apostrofa così:

Mi sono detta: “Provaci, corri il rischio, assumi la ragazza sveglia e grassa”.

Il tempo passa e Andy lascia la rivista, ma ora è tornata per salvarla da un grave scandalo. E come già si è visto nel trailer Miranda non si ricorda di lei, o per lo meno finge di non ricordarsene, nei primi momenti. Ecco perché, tra un “Tu la conosci'”, un “Era una delle Emily” e un “E io dov’ero?”, per aiutare Miranda Andy prova con “La ragazza sveglia e grassa”. Un’evidente citazione al primo film e forse anche la dimostrazione che, oggi, frasi simili non dovrebbero più essere dette sul luogo di lavoro.

4. I cappotti di Miranda

Il Diavolo Veste Prada 2 si pone anche come immagine dei tempi che cambiano, nell’editoria così come più in generale nel mondo del lavoro. Un’altra cosa che tutti ricordano, infatti, è quel montaggio del primo capitolo dove Miranda entra in ufficio ogni giorno con un cappotto e una borsa diversa e li sbatte violentemente sul tavolo di Andy o della Emily di turno.

Un’immagine che è un simbolo di potere, di autorità, e che nel 2026 è ormai stata ampiamente superata. In Il Diavolo Veste Prada 2, durante un dialogo tra Andy e Amari, la nuova assistente, si passa davanti all’ufficio di Miranda e si assiste a una scena quasi surreale: Miranda sta appendendo il suo cappotto vicino alla scrivania. Da sola. Senza alcun aiuto. Andy è allibita, ma Amari le spiega che pare che una volta lo facesse sistemare direttamente alle assistenti. Insomma, un’immagine che nel mondo lavorativo di oggi è pura fantascienza.

5. “Chi regala uno Chanel?”

La domanda di Amari è più che lecita, vista l’importanza del brand. Ma anche questa è un’evidente citazione, volendo doppia, sotto un certo punto di vista, al primo Il Diavolo Veste Prada. Andy ha preso il posto di Emily durante la settimana della moda a Parigi, ha usato tantissimi vestiti della collezione Chanel ma quando ha lasciato la rivista li ha regalati a Emily.

Al suo primo giorno nuovamente a Runway Andy tenta di legare con la nuova assistente di Miranda, Amari. Le dice che una volta ricopriva il suo ruolo, che è stata a Parigi e che ha indossato degli Chanel originali. Quando però Amari le domanda se li ha ancora risponde di averli regalati perché “troppo formali in una redazione”. Amari ha un mancamento. E noi con lei.

6. Quella somiglianza tra Milano e Parigi

Questo forse non è un vero e proprio riferimento al primo film, ma sembra evidente che le due città abbiano una forte similitudine nella narrazione della storia. Nel primo film infatti Parigi è lo scenario della parte finale della storia, quello in cui ci sono le maggiori rivelazioni e in cui si arriva alla risoluzione finale. Se in quel caso Andy scopre che vorrebbero trovare a Runway una nuova direttrice e che Miranda lo sapeva e ha lavorato affinché non la facessero fuori, qui la situazione è differente ma simile.

Ne Il Diavolo Veste Prada 2 Runway rischia di essere venduta, e Andy tenta di salvarla con l’aiuto di Emily, creando tuttavia più danni che altro. Questo scenario di segreti svelati, di nuove alleanze e di ricerca di soluzioni migliori e valide per tutti ricorda molto quello che si è visto sul finale del primo film. L’unica differenza è che ora la cornice è Milano e non più Parigi.

7. Il ritorno della makeover scene ne Il Diavolo Veste Prada 2

Credo che tutti, almeno una volta, abbiamo sognato di entrare nel magazzino/outlet di Runway e sgraffignare quanti più abiti e accessori possibili. Ora possiamo dire che Andy ha avuto questa fortuna non una, ma ben due volte. Il suo primo makeover è sicuramente iconico: la vediamo trasformarsi da “brutto anatroccolo” a vera e propria icona di stile, una ragazza Runway in tutto e per tutto.

La possibilità di accedere alle risorse della rivista Andy le ha anche ne Il Diavolo Veste Prada 2, stavolta perché Miranda la invita nella sua casa agli Hamptons per un week end con altra gente importante. Richiama il primo film? Certo che sì! Riesce a essere iconica come la prima volta? Purtroppo non proprio. Colpisce e diverte, ma al contempo sa un po’ di già visto.

8. Il pranzo finale tra Andy e Emily

Ne Il Diavolo Veste Prada 2 si riprende e si evolve il rapporto tra Andy ed Emily, che passano da conoscenti a (quasi) amiche. Vent’anni però hanno fatto si che ne passasse di acqua sotto i ponti, e considerando tutto ciò che Emily fa nel corso della pellicola, questo pranzo finale tra le due rimette le cose in prospettiva e da spazio a nuovi risvolti, più distesi e pacifici.

Ora, vuoi per una mia percezione personale, vuoi perché effettivamente si è voluto inserire questo tipo di richiamo, il pranzo tra Andy e Emily ricorda molto quello tra Andy e Nate nel primo film, quando lei torna da Parigi dicendo addio alla carriera a Runway. Qui la storia è differente, e anzi Emily ammette che avrebbe voluto mantenere con lei un’amicizia, ma la scelta di inserire questa scena proprio sul finale del film è stato per me un riferimento, anche solo accennato.

9. “Non farmi carbo shaming”

Citazione voluta o meno, riferimento voluto o meno, devo ammettere che mi ha fatto molto ridere. Ricordiamo tutti la citazione di Emily ne Il Diavolo Veste Prada, quando in ospedale dopo l’incidente dice ad Andy in partenza per Parigi:

E sai cosa mi uccide, di tutta questa storia? È che i vestiti che ti daranno… Cioè, tu non te li meriti! Tu mangi carboidrati, Cristo santo!

Anche in questo secondo capitolo i carboidrati fanno la loro comparsa, in maniera leggera e con una piccola stoccata all’attualità. Durante il pranzo finale tra Emily ed Andy il cameriere porta al tavolo delle patatine fritte da condividere. Andy è stupita nel vedere Emily mangiarle ma lei, oltre a sottolineare che i carboidrati condivisi non fanno ingrassare, aggiunge anche un “Non farmi carbo shaming”, strizzando così l’occhio al linguaggio giovanile e muovendo un po’ il pubblico a nostalgia per il ricordo della citazione storica.

10. Il maglione ceruleo reloaded

Ultimi minuti di film. Andy ha instaurato una vera e propria partnership con Miranda, ormai lavorano alla pari (o quasi), insieme anche a Nigel, ed è bello vederle confrontarsi come una vera squadra. Ma un dettaglio in tutto questo ha catturato la mia attenzione durante la visione: il maglione di Andy.

La protagonista infatti indossa una sorta di gilet, con le maniche simil strappate, di color ceruleo. E anzi, più personalmente lo osservavo, più mi rendevo conto che era lo stesso maglione del primo film, quello che ha dato origine all’iconico monologo di Miranda Priestly, solo modernizzato e molto più alla moda. Un tocco sicuramente di classe, che chiude in bellezza un ottimo sequel. Il Diavolo Veste Prada 2 si conferma infatti il degno erede de Il Diavolo Veste Prada.

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