Home FilmGreta Gerwig porta Narnia al cinema: “Il nipote del mago” arriva nel 2027

Greta Gerwig porta Narnia al cinema: “Il nipote del mago” arriva nel 2027

La regista di Barbie adatta per la prima volta il libro delle origini di C.S. Lewis con un'uscita ibrida che ridefinisce il concetto di blockbuster.

by Mauro Terrone

Greta Gerwig porta Narnia al cinema. Non un Narnia qualsiasi, ma quello delle origini: Il nipote del mago, il libro che C.S. Lewis pubblicò nel 1955 e che fino ad oggi nessuno aveva mai trasformato in film. Un leone cosmico che canta alla vita un mondo intero. Un’immagine che ha abitato l’immaginazione della regista da quando era bambina e che ora, dopo il miliardo di dollari di Barbie, diventa il suo progetto più ambizioso.

L’annuncio arriva con una data precisa: 12 febbraio 2027 nelle sale IMAX e nei cinema di tutto il mondo, poi il 2 aprile 2027 su Netflix. Un modello di distribuzione ibrido che non è più un esperimento ma una strategia consolidata, capace di massimizzare la portata globale senza rinunciare all’esperienza cinematografica. Le anteprime esclusive in IMAX partiranno addirittura due giorni prima, il 10 febbraio, trasformando l’uscita in un vero e proprio evento.

Quello che colpisce non è solo la scelta del libro – il primo cronologicamente nella saga, ma il sesto pubblicato – quanto il modo in cui Gerwig ne parla. “Ero una bambina quando lessi per la prima volta Il nipote del mago, e mi innamorai dell’idea magnificamente improbabile ma assolutamente geniale di un leone cosmico che canta alla vita il mondo di Narnia”, racconta. Non è retorica promozionale: è la dichiarazione di una cineasta che ha trasformato una fascinazione infantile in visione autoriale.

Perché Il nipote del mago non è Il leone, la strega e l’armadio. Non ci sono i Pevensie, non c’è l’armadio, non c’è la Narnia che tutti conosciamo. C’è Digory Kirke, c’è Polly Plummer, ci sono gli anelli magici e il Bosco-fra-i-Mondi. C’è Aslan che canta l’universo all’esistenza, nota dopo nota. È il libro della cosmogonia, della creazione, del momento zero. Ed è esattamente il tipo di sfida narrativa che una regista come Gerwig può trasformare in cinema viscerale e intellettualmente stratificato.

Il cast è stellare nel senso più classico del termine: Emma Mackey, Carey Mulligan, Kobna Holdbrook-Smith, Daniel Craig, Meryl Streep. Ma accanto a loro ci sono i nuovi talenti David McKenna e Beatrice Campbell, presumibilmente nei panni di Digory e Polly. È un equilibrio che Gerwig ha già dimostrato di saper gestire: mescolare volti noti e presenze fresche, dare a ciascuno lo spazio necessario per esistere dentro la storia senza che il nome dell’attore schiacci il personaggio.

La sceneggiatura è firmata dalla stessa Gerwig, che ormai ha consolidato un metodo: scrivere per il grande schermo significa costruire architetture narrative che tengano insieme emozione e intelligenza, ironia e profondità. Con Lady Bird e Piccole donne ha dimostrato di saper rileggere storie canoniche trovando angoli inediti. Con Barbie ha trasformato un prodotto culturale in riflessione meta-testuale. Con Narnia la sfida è ancora più grande: adattare un classico amato da generazioni senza tradirne lo spirito, ma senza nemmeno limitarsi a illustrarlo.

La collaborazione con Netflix rappresenta ormai una costante del nuovo cinema d’autore mainstream. Non è più questione di scegliere tra sala e streaming, ma di costruire strategie che funzionino su entrambi i fronti. L’uscita IMAX garantisce l’esperienza immersiva, il debutto globale nelle sale crea l’evento, Netflix assicura la capillarità planetaria. È un modello che ridefinisce il concetto stesso di blockbuster: non più soltanto box office, ma impatto culturale complessivo.

La C.S. Lewis Company, che supervisiona l’eredità dello scrittore attraverso i produttori esecutivi Douglas Gresham e Melvin Adams, ha espresso entusiasmo per la visione di Gerwig. “È incredibilmente emozionante vedere quanto profondamente Greta Gerwig abbia abbracciato il mondo di C.S. Lewis, infondendo in Narnia: Il nipote del mago gioia, cuore e un autentico amore per la storia”, affermano. Non è un endorsement di circostanza: è il riconoscimento che serve una sensibilità specifica per portare sullo schermo un mondo nato dalla penna di uno degli scrittori più complessi del Novecento.

Perché Lewis non è solo fantasy: è teologia, filosofia, allegoria cristiana mascherata da avventura per ragazzi. Il rischio è sempre quello di appesantire o, al contrario, svuotare. Gerwig ha dichiarato che l’idea di un universo costruito attraverso la musica è rimasta nel suo cuore da quando era bambina. È proprio questa dimensione – la creazione come atto artistico, il canto come fondamento ontologico – a rendere Il nipote del mago potenzialmente rivoluzionario: non un fantasy di battaglie e profezie, ma un fantasy di meraviglia pura.

Il team di produzione è solido: Mark Gordon, Amy Pascal, Vincent Sieber-Smith affiancano Gerwig come produttori, con Christine Crais come co-produttrice. Sono nomi che garantiscono sia la dimensione industriale che quella creativa, un equilibrio necessario quando si lavora su una proprietà intellettuale di questa portata.

L’annuncio arriva simbolicamente il 2 maggio 2026, esattamente 71 anni dopo la pubblicazione originale del libro. Non è un caso: è la costruzione di una narrazione che lega passato e presente, che trasforma la nostalgia in possibilità. Gerwig stessa lo dice: “Grazie a Le Cronache di Narnia di C.S. Lewis, ho creduto nella magia, nei mondi nascosti e nell’avventura. Ho creduto che ogni luogo potesse essere incantato e che chiunque potesse essere trascinato in un’epopea straordinaria. Quella meraviglia era accessibile a tutti, persino a persone ordinarie come me… Mi ha trasformata.”

Quello che lascia questo annuncio non è solo l’attesa per un film, ma la promessa di un cinema che non rinuncia alla meraviglia. In un panorama saturo di franchise esausti e reboot senz’anima, Gerwig propone qualcosa di diverso: un ritorno alle origini non come operazione nostalgica, ma come gesto fondativo. Raccontare la nascita di Narnia significa raccontare perché le storie contano, perché i mondi immaginari ci trasformano, perché il cinema può ancora essere un luogo di incanto.

Il 12 febbraio 2027 le sale IMAX proietteranno un leone che canta il mondo all’esistenza. Sarà interessante scoprire quale mondo Greta Gerwig avrà creato per noi.

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