La presenza italiana a Cannes 2026 esiste, anche se fuori dalla Selezione Ufficiale. Nightswim, società di produzione fondata da Stefano Sardo e Ines Vasiljevic, porta sulla Croisette due progetti: Les Roches Rouges di Bruno Dumont, annunciato alla Quinzaine des cinéastes che inizierà il 13 maggio, e Muori di lei dello stesso Sardo, presentato al Marché du Film nella sezione Cannes Remakes.
Un film sull’infanzia tra rigore formale e documentario
Les Roches Rouges segna una nuova svolta nel percorso del regista francese che ha firmato titoli come L’impero e L’età inquieta, premiato con una menzione speciale alla Caméra d’Or nel 1997. Il film racconta la storia di Géo, cinque anni, a capo di una banda di coetanei che trascorre le vacanze tra scorribande e sfide temerarie sui dirupi affacciati sul mare della Costa Azzurra. L’arrivo di un gruppo di piccoli rivali dalla capitale e l’incontro con la misteriosa Eve danno vita a un duello spietato, in un’estate dove innocenza e crudeltà si confondono e i giovanissimi scoprono i primi fremiti del cuore.
Il progetto rappresenta una prosecuzione della ricerca linguistica radicale di Dumont, nel quale l’infanzia diventa territorio d’origine del conflitto attraverso una sintesi tra rigore formale e approccio documentaristico. Nel cast Kaylon Lancel, Kelsie Verdeilles, Louise Podolski, Mohamed Coly, Alessandro Piquera e Meryl Pires.
Girato tra Francia e Italia, con sei giorni di riprese in Friuli Venezia Giulia tra Trieste e dintorni, il film è frutto di una coproduzione internazionale che ha coinvolto quattro Paesi: Francia, Portogallo, Spagna e Italia.

L’odissea burocratica della coproduzione
Ines Vasiljevic, raggiunta a pochi giorni dall’edizione 2026 dei David di Donatello, ha definito la selezione alla Quinzaine «un’occasione per il sistema cinema italiano», ma ha anche sollevato il velo sulle difficoltà affrontate durante la produzione.
«È stata una collaborazione internazionale bellissima che ha coinvolto Paesi diversi ma anche autori diversi, che hanno collaborato nell’aiutare un collega a realizzare il film che voleva, risultando alla fine come suoi produttori. Nella fattispecie Roberto Minervini e Albert Serra», racconta la produttrice.
Determinante il supporto del Fondo Film Commission Friuli Venezia Giulia, che ha permesso di cogliere l’opportunità. Nightswim ha ottenuto anche il fondo per le coproduzioni minoritarie del MIC, ma con tempi che hanno rischiato di compromettere tutto: «La delibera è arrivata dopo ben nove mesi. Abbiamo letteralmente rischiato di perdere questa grandissima occasione per via delle lentezze burocratiche. Per fortuna il fondo friuliano ci ha dato il coraggio di proseguire ugualmente».
Vasiljevic non nasconde la frustrazione: «Se questa storia ha avuto un lieto fine, concedeteci di usare quest’occasione per sottolineare le problematicità che si riscontrano nel costruire delle coproduzioni internazionali in Italia, dove troppo spesso la burocrazia agisce come un disincentivo. Non so dire quanto in futuro riusciremo a immaginare altre coproduzioni con quattro o cinque Paesi, come questa: se i tempi saltano in uno dei Paesi coinvolti, tutta la rete rischia di incepparsi. Sarebbe importante poter arrivare preparati, con tempi compatibili e soprattutto certi, un aspetto fondamentale nelle coproduzioni internazionali».
Muori di lei al Marché: vetrina per i remake
La presenza di Nightswim a Cannes 2026 non si esaurisce con la Quinzaine. Al Marché du Film, la società presenta Muori di lei, diretto da Stefano Sardo, nel programma Cannes Remakes. L’iniziativa offre ad alcuni film europei selezionati la possibilità di proporsi ai player internazionali come potenziali remake.
«Siamo orgogliosi di poterlo fare con un film che, se ha scontato qualche difficoltà al box office italiano, ha avuto ottimi riscontri internazionali, essendo stato venduto in oltre 40 Paesi», sottolinea Vasiljevic, ringraziando Medusa per aver creduto nel progetto.
I David e le produzioni indipendenti
A pochi giorni dalla cerimonia dei David di Donatello 2026, Vasiljevic ha dedicato una riflessione alle produzioni indipendenti: «Per la maggior parte di noi, l’accesso alla superficie della manifestazione resta ancora un po’ un sogno. A eccezione dei pochissimi titoli che riescono ogni anno a fare breccia – quest’anno penso a Le Città di Pianura e Gioia mia – la sensazione è che accedere alle nomination resti un obiettivo accessibile solo a progetti con determinate caratteristiche, o con un certo tipo di cast importante».
La produttrice ha evidenziato un dato che considera sintomatico: «Fa specie rilevare come le stesse tre pur bravissime attrici siano state nominate sia come protagoniste sia come non protagoniste, un dato che ci pare il segnale di un certo conformismo che non riguarda certo il loro indiscusso talento ma una certa pigrizia di giurati che a volte sembrano andare in automatico».
Come risposta, Nightswim ha creato lo Script Fest, festival interamente dedicato agli sceneggiatori italiani che ha avuto la sua edizione inaugurale ad aprile a Bra, premiando le eccellenze dell’anno fra le migliori serie e film del 2025 dal punto di vista della scrittura.












